“Sono un giornalista in carrozzella, ma non mi sono mai arreso davanti a nessuna difficoltà”

“Sono un giornalista in carrozzella, ma non mi sono mai arreso davanti a nessuna difficoltà”
18 dicembre 2018

Mi chiamo Dario Ricciardi, sono un giornalista “in carrozzella”, nel senso che da sempre vivo una condizione di disabilità. Contrariamente a quanto si possa pensare, la mia è una storia fatta di gioia, amore sconfinato e colori, molto lontana dallo stereotipo del disabile solo, arrabbiato ed emarginato. Sin dalla nascita sono affetto da una grave forma di paralisi cerebrale infantile che ha severamente limitato le mie capacità motorie. Per questa ragione sono costretto su una sedia a rotelle e la mia motricità è limitata al solo indice sinistro. Ma da quell’indice è partito il mio personale riscatto. Non mi sono mai arreso di fronte alle mille difficoltà cui la vita mi ha sottoposto. Insieme alla mia famiglia ho dovuto affrontare prove che avrebbero scoraggiato chiunque: dal cambio della scuola materna che mi aveva rifiutato, passando per i ricorsi al TAR ad ogni inizio di anno scolastico per vedermi riconosciuto il diritto allo studio, fino alla necessità di un accompagnamento costante per superare le barriere architettoniche che ancora insistono nei nostri edifici scolastici, università compresa.

La mia caparbietà e determinazione fortunatamente hanno trovato appoggio nell’incontro con tante persone semplici e straordinarie, collaboratori scolastici, professori, compagni di classe, che mi sono stati affianco aiutandomi fisicamente, supportandomi nei tanti momenti di difficoltà e stimolandomi a portare avanti il mio sogno: diventare un giornalista televisivo, uno come i miei tanti amici della redazione di Sky Sport 24.

A 17 anni ho vinto una delle tappe del concorso “Diventa cronista con il Napoli” indetto da “Il Mattino”, ed a 18 ho conseguito il titolo di giornalista pubblicista, risultando in quel periodo il giornalista più giovane d’Italia. Ho dovuto rinunciare a camminare, a correre, a ballare, a rincorrere un pallone (cosa che tuttora mi manca), ma grazie all’indice sinistro e ai mezzi che il progresso mi ha messo a disposizione, ho intessuto una rete di contatti che mi ha riempito la vita di amici e di stimoli straordinari. Collaboro con testate locali interessandomi di sport, ma soprattutto dei problemi legati al mondo della disabilità: “La Repubblica” nelle pagine napoletane ospitò una mia denuncia dal titolo: “La Regione Campania calpesta i diritti dei disabili” contro il taglio dei fondi destinati ai centri di riabilitazione, che trovò immediato riscontro in una marcia indietro dei vertici regionali.

Non mi sono fatto mancare neppure un passaggio nel mondo della politica, essendo stato candidato alle ultime Elezioni Comunali a Torre Annunziata, la città in cui vivo e che tanto amo. Oggi sono delegato del Sindaco per lo sport e la disabilità. Ho conseguito la laurea triennale in “Lingue e Culture moderne” con la votazione di 110 e lode e sto completando la Laurea Magistrale in “Lingue per la Comunicazione e Cooperazione Internazionale”. Considero questa fase della mia vita soltanto la tappa di un lungo cammino che desidero percorrere col sorriso, con il mio indice sinistro e sempre, sempre…a colori. Viva la vita!

Dario Ricciardi

FONTE: http://puntofamiglia.net

Conferimento del premio giornalistico nazionale ” Mimmo Castellano” a Dario Ricciardi

Conferimento del premio giornalistico nazionale ” Mimmo Castellano” a Dario Ricciardi

In data 6\12\2018 l’assostampa Valle del Sarno ed il suo Presidente Salvatore Campitiello, hanno insignito Dario Ricciardi del premio giornalistico nazionale ” Mimmo Castellano”.

Torre Annunziata – Degrado, sporcizia e inciviltà, una città in ginocchio

Torre Annunziata – Degrado, sporcizia e inciviltà, una città in ginocchio

Diciamolo subito: è inaccettabile ed inammissibile che la nostra città versi in una condizione di degrado ed abbandono così devastante. É vero, siamo ad Agosto, il sole picchia forte, ma passeggiare a Torre Annunziata è diventato davvero imbarazzante. Appena scendo di casa mi trovo sommerso da cumuli di immondizia tra i quali sono costretto a fare lo slalom con la mia sedia a rotelle, provo ad avanzare di qualche metro affacciandomi al muretto di via Gino Alfani, ma il risultato non cambia: quel muretto è ormai diventato una discarica a cielo aperto, per non parlare di quel che si vede affacciandosi dalla curva sempre della stessa via Alfani. Non possiamo più vivere così! Siamo nel 2018 e mi rifiuto di pensare che non ci sia un addetto alla pulizia delle strade cittadine, anche se un esame di coscienza dobbiamo farlo anche noi ed in fretta. Acquisire un maggiore senso civico serve a migliorare la vivibilità e la fruibilità del nostro territorio. Torre Annunziata è casa nostra ed in quanto tale dobbiamo preservarla, coccolarla e custodirla, tutti. Non credo che a casa nostra gettiamo l’immondizia fuori al balcone o mozziconi di sigaretta in terra. É ora di una svolta radicale: chi attua questi comportamenti deve pagare con sanzioni salatissime, il tempo del torpore è terminato. Dobbiamo svegliarci! Non c’è più domani! Un maggior numero di forze dell’ordine in tutta la città che controlli e provveda a multare i trasgressori sarebbe cosa buona e giusta. Non e’ più tollerabile sentir dire ” Le forze dell’ordine sono poche per coprire tutta la città”. Basta trincerarsi dietro queste scuse, BASTA! Vogliamo parlare delle strade? Ad esempio, quante volte ho chiesto di rifare ex novo la pavimentazione della Rampa Nunziante che ha dei sampietrini pericolosissimi con dei dislivelli paurosi (sui quali caddi già una volta), nessuna risposta. Si aspetta che qualcuno ci rimetta la vita? Ancora? Ho più volte chiesto che venga eliminato quel gradino presente sulla passerella costruita dopo il crollo della palazzina, in maniera da facilitarne l’accesso a tutti. La risposta è sempre la stessa: “ Hai pienamente ragione. Contatteremo l’ufficio tecnico domani mattina”. Un domani che non è mai arrivato e chissà se e quando arriverà, dato che adesso la passerella è gia diventata un ammasso di ferro arrugginito ed ennesimo deposito di immondizia. Non voglio gettare la croce solo sul sindaco Ascione, sarebbe davvero ingiusto, ma scuoterlo sì. Io ed i miei concittadini siamo stanchi, vogliamo vedere qualche miglioramento, perché senza chiedere la luna basta poco per migliorare la nostra splendida città.
Dario Ricciardi

FONTE: http://TorreSette.it

“Premio Nettuno 2018” al compianto Francesco Pinto, imprenditore YMA

“Premio Nettuno 2018” al compianto Francesco Pinto, imprenditore YMA

Lo sciabordio delle onde del mare, la luna piena ed il pubblico delle grandi occasioni: non poteva esserci cornice migliore per la terza edizione del “Premio Nettuno” ospitato per la prima volta a Villa Tiberiade.

Il Premio,che si propone di celebrare le eccellenze torresi, e’ stato promosso dal Pastificio Marulo, etichetta sempre più apprezzata ed in continua evoluzione grazie al lavoro dei fratelli Luigi e Francesco Marulo.

Conduttori della serata sono stati Gigi e Ross, consolidata coppia di cabarettisti, reduci dal successo di “ Made in sud”, affiancati dalla giornalista Titta Masi.

La manifestazione è stata aperta dal Dott. Francesco Paolo Sequino, regia, testa pensante e vera anima di questo premio, unitamente al Direttore Artistico Onofrio Brancaccio.

Rivolgendosi ai conduttori ha detto: “ Questa è la mia creatura, la affido a voi. Portate in alto il nome di Torre Annunziata” .

Il Premio Nettuno, consistente in una targa in pietra lavica, è stato consegnato a Daniela Sola, managing director di Mondadori e responsabile della promozione del settimanale femminile “Grazia”, a Giovanni e Marianna Di Maio, terza generazione dell’Azienda di materassi “Di Maio Flex”, all’ avvocato penalista Domenico Nicolas Balzano, rappresentante della prestigiosa scuola giuridica napoletana, maestro e punto di riferimento per tanti giovani avvocati, al dott. Francesco Cirillo, ex vice capo della Polizia, ad Ambrogio Scognamiglio, clownterapeuta che dedica la sua vita a ridare speranza e sorriso ai piccoli pazienti dei reparti pediatrici, al musicista Ignazio Scassillo, a Bruno Caruso, stilista emergente che si è fatto precedere dalla sfilata di splendide modelle vestite dei suoi meravigliosi abiti da sera, al giornalista sportivo Raffaele Auriemma, e -last but not least- a Ciro Immobile, oplontino doc e stella del calcio nazionale.

Tra i premiati ci sono stato anch’io,nella mia veste di giornalista, e di ciò non posso che ringraziare gli organizzatori, che non mi hanno fatto mancare una graditissima sorpresa: il video di saluto indirizzatomi dalla mia amica Ilaria D’Amico.

Il momento più toccante della serata è stato, a mio giudizio, il Premio attribuito postumo al Commendatore Francesco Pinto, straordinario imprenditore torrese, creatore e guida fino all’ultimo dei suoi giorni della YMA, azienda lattiero-casearia. Al Commendatore, che ha ben incarnato la figura del self made man, mi legavano affetto e stima: la sua storia è quella di un visionario capace di realizzare i suoi sogni, un innovatore, un entusiasta della vita, un esempio per le giovani generazioni. Il Premio è stato ritirato dalla figlia Rita, emozionata e commossa, che ha voluto ricordare il padre come un giovane sempre e comunque” .

Tra i premiati anche numerose scuole del comprensorio vesuviano.

Non sono mancati momenti di spettacolo, dagli sketch di Peppe Iodice alle performances di Francesco Cicchella, passando per le melodie di Marco Fasano fino al monologo-tributo a Pino Daniele dell’attore romano Edoardo Leo.

La magnifica serata si è conclusa con il Premio Nettuno 2018 attribuito a Lina Sastri, memorabile interprete di “Filumena Marturano”, la cui recitazione ha incantato ed ipnotizzato la platea.

Prepariamoci alle sorprese che il dottore Sequino ha già in serbo per la IV edizione del Premio Nettuno.

 

Dario Ricciardi

Fonte http://TorreSette.it

Premio Nettuno Torre Annunziata Mercoledì 25 Luglio ore 20:30 Villa Tiberiade

Premio Nettuno Torre Annunziata Mercoledì 25 Luglio ore 20:30 Villa Tiberiade

Si rinnova come ogni anno l’appuntamento con il premio Nettuno, destinato alle eccellenze di Torre Annunziata che si sono distinte nel loro mestiere. Quest’anno tra i premiati ci sarà anche Dario Ricciardi, per la sezione ” Giornalismo e News”. Appuntamento  Mercoledì 25 Luglio ore 20:30 in Villa Tiberiade Torre Annunziata ( NA) Non Mancate! Dario vi aspetta numerosissimi! (Staff)

Il concerto di Sal Da Vinci al Circolo Oplonti, una serata memorabile

Il concerto di Sal Da Vinci al Circolo Oplonti, una serata memorabile

A cura di Dario Ricciardi

In una caldissima sera di mezza estate decido di andare ad assistere al concerto di Sal Da Vinci in compagnia di due amici, ormai diventati fratelli. La location non è un posto qualunque: è lo Sport Club Oplonti di Torre del Greco, luogo nel quale sono cresciuto, la culla nella quale sono ancora custoditi i sogni e i ricordi dell’ infanzia, i volti del passato.

Ma bando alle nostalgie, il concerto sta per iniziare. C’è ancora il tempo per un calorosissimo abbraccio con Paola Pugliese, la moglie di Sal Da Vinci. Mi metto comodo in prima fila accanto al sindaco di Torre Annunziata, Vincenzo Ascione, e all’instancabile presidente dello Sport Club Oplonti, Vincenzo Sica, che – oltre che perfetto padrone di casa – si è rivelato eccellente organizzatore. Le luci si abbassano, tutti tacciono: la voce di Sal inizia ad ammaliare il pubblico con ‘Il cantante‘, brano che dà il nome al tour, seguito da canzoni tratte dal suo ultimo album “Non si fanno prigionieri’, che vanta la direzione artistica e sei brani di Renato Zero.

Il concerto è un’apoteosi di luci, colori, passione ed energia, nel corso del quale Sal ripropone tutti i suoi successi: da ‘Vera ’all’‘Orologio senza tempo’, passando per il grandissimo successo di Sanremo  2009 ‘Non riesco a farti innamorare’ fino a concludere con l’applauditissimo ‘Il mercante di stelle’.

Non manca la gradita sorpresa dell’esibizione di Francesco Da Vinci, figlio d’arte, reduce dal successo di ‘Gomorra’ e dotato di un timbro vocale che non fa rimpiangere né nonno Mario né il famoso papà.

Serata memorabile al Circolo Oplonti di cui possono andare fieri il presidente Sica ed il consiglio di amministrazione che, ne sono certo, sapranno farci vivere ancora tanti momenti altrettanto straordinari.

FONTE: http://TorreSette.it

Sport Club Oplonti Giovedì 28 Giugno ore 18,30 Festa dello Sport Consegna riconoscimenti agli atleti Torresi: Irma Testa, Ciro Immobile, Marco Guida, Salvatore Cimmino. Modera il giornalista: Dario Ricciardi

Sport Club Oplonti
Giovedì 28 Giugno
ore 18,30
Festa dello Sport
Consegna riconoscimenti 
agli atleti Torresi:
• Irma Testa
• Ciro Immobile
• Marco Guida
• Salvatore Cimmino
Modera il giornalista :
Dario Ricciardi

Vi aspetto numerosissimi!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

L’inclusione sociale degli alunni disabili nella scuola italiana

L’inclusione sociale degli alunni disabili nella scuola italiana

A cura di Dario Ricciardi

L’inclusione scolastica degli alunni disabili è una delle più grandi conquiste sociali dei tempi moderni.

Ciò che a qualcuno potrebbe apparire un dato scontato, è in effetti frutto di un lungo cammino iniziato negli anni 30. Fino ad allora il concetto di integrazione scolastica era limitato alle “scuole speciali” e alle “classi differenziali”, aggettivi che, con la loro accezione discriminatoria, tutto potevano prevedere tranne che vera integrazione.

E‘ stata le legge 517 promulgata nel 1977 che ha dato il via in Italia ad un modello pedagogico che puntasse alla reale inclusione degli alunni disabili.

Per quanto tale Legge sia stata applicata in maniera differente, talora addirittura disattesa, nelle varie regioni del Paese, essa ha rappresentato un punto di svolta ed è motivo di vanto per il nostro sistema scolastico. Non è un caso che nel 2016 l’organismo internazionale “Progetto Zero” ha premiato l’Italia proprio per l’integrazione degli alunni disabili.

A tale tema è dedicato a Firenze dal 16 al 24 Marzo l’evento “Nessuno escluso. Il lungo viaggio dell’inclusione nella scuola italiana” che, accanto ad una serie di relazioni di grande interesse (spazieranno dalla formazione del personale docente ai bisogni educativi fino all’affettività e alla sessualità nella disabilità), prevede una singolare mostra fotografica suddivisa in cinque sezioni tematiche: luoghi e spazi scolastici; metodi e strumenti didattici; cura del corpo; socialità; preparazione al mondo del lavoro.

L’Italia, molte volte arretrata rispetto alle altre nazioni occidentali, è stato il primo paese europeo a percorrere la strada dell’inclusione scolastica.

Già solo per questa ragione l’iniziativa merita attenzione da parte del personale scolastico e di tutte le associazioni che hanno a cuore il problema della disabilità.

FONTE: http://TorreSette.it

“Pompei per tutti”, inaugurato il nuovo percorso per i disabili agli Scavi archeologici

“Pompei per tutti”, inaugurato il nuovo percorso per i disabili agli Scavi archeologici

 

Finalmente Pompei risorge: dopo le drammatiche notizie dei crolli nei preziosissimi scavi, ieri mattina in occasione dell’Anno Europeo del Patrimonio culturale 2018, è stato inaugurato il percorso “Pompei per tutti”, realizzato nell’ambito del Grande Progetto Pompei e cofinanziato dall’Unione Europea, finalizzato a consentire a chiunque – disabili, donne con passeggini e anziani – la piena fruibilità del patrimonio archeologico.

 

L’invito partito dal Direttore del Parco Archeologico, Massimo Osanna, è stato accolto da tutti. A saggiare i nuovi percorsi c’erano la Consigliera del Ministero dei Beni Culturali, Cristina Loglio, l’architetto artefice del piano di accessibilità, Maria Grazia Filetici, il Prof. Pete Kercher, strategic design & communications for all Europe; il Sindaco di Torre Annunziata, Vincenzo Ascione, altri rappresentanti del territorio e i rappresentanti dei Gruppi sportivi Paralimpici della Difesa e delle Fiamme Gialle.

 

E’ stato sperimentato anche il sistema di braccialetti chiamati “Con me”: indossato dalla persona che ne ha necessità, attraverso un’identità elettronica, invia segnali a un server centrale che li elabora, per la salvaguardia e la sicurezza dei visitatori.

 

Il percorso accessibile ha inizio con una rampa abbastanza dolce che immette sulla famosa Via dell’Abbondanza, resa fruibile dalle carrozzine perché realizzata in battuti di cocciopesto (materia antica con la quale si facevano strade e si rivestivano vasche) che la rendono stabile e armonica con il contesto. Di qui l’accesso attraverso diverse rampe metalliche, a volte un po’ ripide e pertanto piuttosto impegnative per le persone in sedia a rotelle con i rispettivi accompagnatori, in varie case, porte, edifici, conservati in maniera egregia grazie ai recenti lavori di restauro. Lungo il cammino è tangibile l’enorme sforzo effettuato per la risoluzione degli ostacoli nel rispetto della conservazione dell’importantissimo patrimonio archeologico: strutture non invasive sono appoggiate su quelle antiche come nel caso degli elementi in acciaio, sagomati intorno ai massi, che hanno reso continuo l’attraversamento colmando i vuoti tra i blocchi in pietra.

 

Tuttavia lo stesso Sovrintendente Prof. Osanna, pur sottolineando le grandi difficoltà e l’impegno profuso da una equipe di esperti altamente qualificati per garantire l’accesso a  tutti questi luoghi di estrema bellezza i, ha riconosciuto che ancora sono presenti ostacoli e barriere e si è detto disponibile ad accogliere proposte e suggerimenti.

 

Mi permetto allora di dire la mia, in quanto parte in causa: oltre a livellare molti punti sconnessi  (opere che sembrano di abbastanza facile realizzazione) inviterei “gli addetti ai lavori” a percorrere gli itinerari proprio con i disabili comuni, in modo da verificare e riconoscere “de visu” i restanti impedimenti. E’ l’unica condizione per rendere ottimale questo progetto, senza trascurare l’area di via Plinio antistante gli scavi, ancora gravata da numerose barriere architettoniche.

 

A completamento di una giornata memorabile per Pompei e per tutti coloro che vivono una condizione transitoria o permanente di disabilità, si è aggiunta la chicca fornitami dal Sindaco di Torre Annunziata, riguardante la realizzazione di un ascensore per l’accesso agli Scavi di Oplonti, anch’essi parte del Grande Progetto Pompei. Ma di questa nuova bella iniziativa parleremo in seguito.

 

Sono felice che finalmente il tema dell’accessibilità e dell’inclusione sia diventato un’esigenza indifferibile, sinonimo di civiltà e progresso. Un paese con un patrimonio culturale e archeologico come il nostro deve essere goduto e apprezzato da tutti.

Dario Ricciardi

FONTE: http://TorreSette.it

Torre Annunziata – Lo scrittore Maurizio De Giovanni alla libreria LiberTA: un’esperienza che arricchisce

Torre Annunziata – Lo scrittore Maurizio De Giovanni alla libreria LiberTA: un’esperienza che arricchisce

A cura di Dario Ricciardi

Domenica scorsa, chiacchierando amabilmente con una carissima amica dei miei genitori, vengo investito da un insospettabile invito: “Dario, giovedì (il 25 gennaio, ndr) a Torre Annunziata verrà Maurizio De Giovanni per presentare il suo nuovo libro, Souvenir, vuoi venire?“ (sempre giovedì, De Giovanni ha inaugurato il suo “tour” oplontino al Liceo de Chirico, dove si è intrattenuto con gli studenti parlando invece di un altro suo romanzo, “Le parole del sangue nero”). Non risposi subito, rimasi perplesso e molto titubante, anche perché confesso che non ho ancora letto un libro di De Giovanni e lo conosco solo per fama, ma, spinto dal sorriso disarmante di mia madre sua fedele lettrice, decido di andarci.

La location dell’incontro è la nuova libreria bio bar di Torre Annunziata, “LiberTA’”, (nome composto da Liber, in latino libro, e TA che sta per Torre Annunziata). L’atmosfera è molto gradevole, hanno allestito nello spazio antistante la libreria, sul marciapiede, sedie, funghi per riscaldare, microfoni e casse e l’affluenza è considerevole. Mi trovo circondato da amici e conoscenti, anche di vecchia data, tra cui Roberta Saltacarta, storica mia insegnante di laboratorio teatrale che ha anche interpretato magistralmente alcune pagine del libro Souvenir durante l’incontro.

Mi sento felice, sono sereno, sto bene. D’un tratto, però, mi irrigidisco, divento teso, aggrotto le ciglia: vedo un gran fermento intorno a me, ecco spuntare dalla strada un uomo alto, con i capelli brizzolati, un bel sorriso aperto che si dirige verso di noi. “Eccolo!” “E’ lui!” si sente esclamare. Maurizio De Giovanni è finalmente arrivato, l’attesa spasmodica è terminata. Francesco Alessandrella lo presenta e appena lui comincia a parlare io rimango davvero basito di fronte ad una autoironia, autocritica e umiltà così naturali. “Lo scrittore è solo la mente da cui parte l’idea, ma sono i personaggi che fanno vivere la storia. Il personaggio di un libro è sempre vivo, non muore mai”: esordisce così Maurizio De Giovanni nel suo discorso di saluto agli spettatori, pone l’accento sull’importanza di una libreria in città, sul valore del “libraio”, figura quasi del tutto scomparsa (…che sapeva consigliare ciò che noi volevamo ci fosse consigliato), sulla bellezza della lettura su carta stampata.

“Leggere un libro è un’attività, perché invita ad essere concentrati, a riflettere, mentre guardare la televisione, ad esempio, è una passività, non richiede necessariamente concentrazione ed esclusione da altre cose”. Ogni sua parola è accompagnata da una mimica gestuale e facciale alla quale è impossibile restare indifferenti; sembra quasi che il libro lo stia scrivendo in quel momento e lo scambio di battute tra De Giovanni ed Alessandrella che lo intervista risulta simpatico, ironico e divertente.

Ovviamente si parla del suo ultimo libro, spiega quanto incida il clima nei suoi romanzi, come il romanzo debba prendere sin dall’inizio il lettore. De Giovanni  conquista tutti, tutti meno uno: alla domanda su quanto influisca la fiction Gomorra come modello negativo sui giovani, risponde che secondo lui è lo Stato che dovrebbe sorvegliare con attenzione. Questo scatena la reazione, forse eccessiva, di un concitato signore del tutto in disaccordo. A questo punto, per stemperare un po’ la tensione che si è creata, chiedo di intervenire, e così si apre un simpatico botta e risposta tra lo scrittore, molto disponibile e sempre interessante nelle sue risposte, e il pubblico, che lo interroga sui vari personaggi dei suoi libri, dal commissario Ricciardi (un’omonimia che un po’ mi esalta) a Lojacono, sulla diversa interpretazione delle figure femminili e maschili, su qualche news

Posso solo dire grazie a Maurizio De Giovanni ed ai soci della libreria LiberTA’ (questo è solo il primo di una serie di incontri che hanno programmato), che mi hanno fatto vivere un’emozione unica, arricchendomi culturalmente e personalmente. Non mi resta che aprire subito Souvenir. Buona lettura a tutti.

© Riproduzione riservata

Torre Annunziata – L’addio al dott. Alfonso Ricciardi, decano dei cardiologi torresi

Torre Annunziata – L’addio al dott. Alfonso Ricciardi, decano dei cardiologi torresi
 A cura di Dario Ricciardi

Un grande uomo che amava la sua città. Un grande medico che Torre Annunziata piange. E’ deceduto all’età di 91 anni il dott. Alfonso Ricciardi,decano dei cardiologi oplontini ed esponente di rilievo della scuola dell’Ospedale Pausillipon di Napoli.

I più avanti con gli anni lo ricorderanno anche per le sue apparizioni con ilSavoia, di cui era portiere. Ricciardi è stato anche un politico. Membro del Partito Socialista, fu assessore alla Sanità al Comune di Torre Annunziata nel 1973, anno in cui la città – e l’intera provincia napoletana – fu funestata dall’epidemia di colera.

A ricordarne la figura è il nipote Dario Ricciardi, nostro giovane collaboratore giornalista nonché delegato del sindaco Vincenzo Ascione allo Sport e Disabilità. Di seguito pubblichiamo il suo scritto in memoria del caro e amato nonno.

Mio amatissimo nonno,
è il tuo “Principe” che ti scrive. È così che mi chiamavi sempre ed è con questa definizione che voglio aprirti la porta del mio cuore per l’ultima volta. Tu per me sei e sarai sempre molto più che un nonno, sei l’uomo che ha da sempre racchiuso in sé tutte le certezze della mia vita, il faro che non smetterà mai di illuminarmi il cammino. Ora che non ci sei più mi sento solo e smarrito e reinventarmi una nuova vita sarà un’impresa ardua. Al tuo cospetto tutto mi appare niente, nessuno mi restituirà mai il tuo esempio, il tuo “essere eroe’, la tua cultura enciclopedica, unita ad una sete di conoscenza senza eguali, e ad un sorriso disarmante.

Come dimenticare le tue strette di mano, le tue confidenze, i tuoi sguardi fulminei ma che dicevano tutto? Io ti amo e lo farò sempre, anche quando giungerà la mia ora. Cercherò di portare sempre alto il tuo nome e il senso di appartenenza ad una famiglia straordinaria. Lo farò con la galanteria, l’onestà e l’umiltà che tu mi hai insegnato. Non ho altro da dirti, se non un grazie sentitissimo dal profondo del cuore per tutto ciò che mi hai donato.

 

Fonte: http://TorreSette.it

Torre Annunziata – La città candidata a titolo di Comunità europea per lo Sport 2020

Torre Annunziata – La città candidata a titolo di Comunità europea per lo Sport 2020
A cura di Dario Ricciardi

Uniti dallo sport e per lo sport: la candidatura al titolo di Comunità europea per lo Sport nel 2020, è una grande opportunità per quella fascia di popolazione che va da Portici a Castellammare di Stabia, passando per Ercolano, Torre del Greco, Torre Annunziata, Trecase, Boscotrecase, Boscoreale e Pompei.

Il progetto dell’Aces è un’occasione per convogliare tutti gli sforzi verso un unico obiettivo: la diffusione dello sport a ogni livello, fino a coinvolgereanziani e disabili.

La proposta parte da Torre Annunziata e dal sindaco Vincenzo Ascione:invitare tutti i rappresentanti dei Comuni di questa ampia area per presentare ufficialmente l’idea. Se ne parlerà l’8 gennaio, in una riunione convocata presso la Casa Comunale di via Provinciale Schiti.

Non succede spesso che gli scopi di una campagna possano essere condivisi fino alla formulazione di una candidatura ufficiale. Il cammino comincia ora, la candidatura va supportata con una serie di iniziative che andranno ideate e varate in tempi rapidi.

Fonte:http://TorreSette.it

Sport e disabilità, il giornalista Dario Ricciardi diventa collaboratore del sindaco Ascione

Sport e disabilità, il giornalista Dario Ricciardi diventa collaboratore del sindaco Ascione
A cura della Redazione

Sensibilizzare l’opinione pubblica sui temi dello “sport e disabilità”. Il giornalista oplontino Dario Ricciardi – 22 anni il prossimo dicembre – diventerà collaboratore esterno del Comune di Torre Annunziata su mandato del sindaco Vincenzo Ascione.

Il suo compito – che verrà svolto a titolo gratuito – sarà quello di approntare una campagna di sensibilizzazione ed informazione su sport e disabilità, anche in occasione delle Universiadi che si terranno in Campania nel 2019. Torre Annunziata sarà una delle città che ospiterà le manifestazioni sportive.

Ricciardi – recentemente laureatosi in Lingue e Culture moderne alla Suor Orsola Benincasa di Napoli – vive in prima persona la disabilità. Sin da piccolo, infatti, è costretto su una sedia a rotelle a causa di una grave forma di paralisi cerebrale infantile che gli ha ridotto quasi del tutto la motricità. Ma non la sua voglia di appassionarsi alle sfide che solo persone come lui sanno affrontare e superare. E questo incarico al Comune – ne siamo certi – sarà una di quelle. In «bocca al lupo» da tutta la Redazione di TorreSette.

FONTE: http://TorreSette.it Sport e disabilità, il giornalista Dario Ricciardi diventa collaboratore del sindaco Ascione

La sfida vinta di Dario Ricciardi, dottore oltre ogni barriera

La sfida vinta di Dario Ricciardi, dottore oltre ogni barriera

 A cura di Roberto Conte

 Qualche giorno fa all’Università Suor Orsola Benincasa ero assorto in un ‘normale’ pomeriggio di lavoro. Senza eventi. Una rarità per la vocazione all’animazione culturale del nostro Ateneo. Ricevo una telefonata del nostro addetto al claustro che mi invita ad accorrere in Sala Villani perché “ci sta gente importante”. In verità ci trovo una ‘normale’ seduta di laurea. Eppure vedo subito il sottosegretario al Ministero della Giustizia, Gennaro Migliore e lo storico Ernesto Galli della Loggia. Ma soprattutto un mio grande maestro di giornalismo: Massimo Corcione, vera anima del primo Tg5 di Enrico Mentana e poi fondatore di Sky Sport 24. Vedo tanti professori, ben oltre quelli previsti per la commissione di laurea della Facoltà di Lettere. Seduto dinnanzi alla commissione in attesa della proclamazione c’è Dario Ricciardi, 21 anni di Torre Annunziata.Gli altri laureandi sono tutti in piedi come da protocollo. Ma per Dario non è possibile. E la sua sedia non è quella ‘normale’ che usano tutti gli studenti. Lui la sua sedia anche stavolta se l’era dovuta portare da casa. Dario è affetto sin dalla nascita da una grave forma di paralisi cerebrale infantile che ne ha severamente limitato le capacità motorie. Vive da sempre su una sedia a rotelle e la sua motricità è limitata al solo indice sinistro. Te lo immagineresti afflitto e rabbuiato. Giustamente ‘incazzato’ con la vita. Invece Dario è un fiume che straripa di entusiasmo. Ha un sorriso che è come uno schiaffo per quelli che nella vita molto spesso si lagnano per piccolissime cose. In sala tutti attendono la sua proclamazione in assoluto silenzio. Coinvolti. Appassionati. Sia la gente ‘importante’ sia la gente ‘normale’ che si trovava lì per caso, magari per la seduta di laurea di un amico o di un parente. E si è trovata per caso ad assistere ad una lezione di vita. Una lezione di grinta, di passione e soprattutto di dignità. Quando ci facciamo due chiacchiere dopo la seduta a Dario sembra strano che io voglia raccontare la sua storia. Poi capisce il senso del messaggio che il mio racconto vuole dare a chi la sua ‘lezione’ non l’ha vista né mai ascoltata. La lezione di chi ha trasformato un handicap fisico in una risorsa mentale. Senza rassegnazione né ricerca del compatimento. Solo con la voglia di realizzare le sue passioni. Nonostante le difficoltà. E le barriere.

Sin dall’asilo, insieme alla sua famiglia, Dario ha dovuto affrontare difficoltà che avrebbero scoraggiato chiunque: dal cambio della scuola materna che lo aveva rifiutato ai ricorsi al Tar ad ogni inizio di anno scolastico per vedersi riconosciuto il diritto allo studio. Fino alla necessità di un accompagnamento costante per superare le barriere architettoniche che ancora esistono nei nostri edifici scolastici, nei musei, nei locali per i giovani. Barriere sempre superate. Bruciando le tappe. Nel 2007 a 12 anni Dario vince il Concorso nazionale di poesia per scuole secondarie di primo grado con la poesia “E continua il tempo”. Nel 2013 vince una tappa del concorso indetto proprio dal quotidiano “Il Mattino”: “Diventa cronista con il Napoli”. L’anno dopo poco più che 18 enne consegue l’iscrizione all’Albo dei giornalisti pubblicisti grazie alle collaborazioni con “Metropolis” e “Torresette”. Numerose le sue interviste esclusive a campioni dello sport. Tra, gli altri, i tennisti Flavia Pennetta, Andreas Seppi, Sara Errani, Roberta Vinci e Francesca Schiavone. Il suo sogno è il giornalismo televisivo. Il suo primo risultato accademico è una laurea con lode in Lingue e culture moderne. “Ma sto già studiando per gli esami della laurea magistrale – mi racconta – perché voglio fare presto e iscrivermi subito alla Scuola di Giornalismo”. Grinta, determinazione e programmazione. Parlare con lui è stata una bellissima lezione. Me la stavo per perdere per ‘colpa’ del mio amico Gennaro Carillo, professore ordinario di Storia del pensiero politico e relatore della tesi di Dario Ricciardi. «C’era un evento così speciale e tu non mi hai detto nulla?». Dopo la seduta provo a rimproverarlo. «Non ci trovo nulla di speciale – mi spiega – perché Dario è un ragazzo normalissimo ed è giunto al termine di un percorso che ha svolto normalmente anche meglio di tanti altri studenti». In un solo pomeriggio ho avuto due lezioni. Meno male che «ci stava gente importante» e mi hanno avvisato. Sennò me le sarei perse.

FONTE: http://ilmattino.it

Benvenuti in ” Casa Caponi”

Benvenuti in ” Casa Caponi”

  Quella de “I Fratelli Caponi”, nella vita Vincenzo Pagano ed Alessandro Auricchio, è una storia che parte da lontano, nata quasi per gioco: Alessandro lavorava come contabile in una farmacia e Vincenzo alla Tekla, un’ azienda produttrice d’ infissi, in qualità di informatore tecnico, entrarono nel mondo della ristorazione in punta di piedi, senza fare rumore, ma con grande passione e determinazione, e con la voglia di imparare e migliorarsi di giorno in giorno. Il locale da cui partirono alcuni anni fa è un’allegra, ma molto piccola pizzeria sul Corso Umberto I di Torre Annunziata (locale che rimarrà aperto per la pizza da asporto ed in futuro anche per quella a domicilio). L’inizio fu molto positivo e da allora il nome de “I fratelli Caponi” è corso sulla bocca di tutti: negli ultimi tempi, si faceva fatica a trovare un posto libero, indizio certo che ogni cliente è sempre restato piacevolmente sorpreso dalla bontà e dalla qualità dei prodotti utilizzati. Entusiasmo e passione non li hanno mai abbandonati fin quando tanta gavetta e altrettanti sacrifici hanno trovato il giusto premio: i gemelli della pizza Alessandro e Vincenzo finalmente aprono le porte di “Casa Caponi”, nello storico Podere Fusco, sul Corso Umberto I di Torre Annunziata. Un locale semplice, pulito, luminoso, un luogo dove tutto sembra essere circondato da un alone di magia, sapientemente ristrutturato dal noto architetto Lello Ricciardi, supportato dal geometra Attilio Cuccurullo. Ogni spazio è stato valorizzato, conservando, però, quanto di antico e bello c’era, come le volte, i pavimenti e gli infissi; si rigenera un’aria ancor più familiare, grazie anche ai due inconsapevoli ispiratori: il grande principe della comicità napoletana, Antonio De Curtis, in arte Totò, e il suo mitico partner, Peppino de Filippo. Accedendo dall’ingresso-giardino, fresco ed essenziale, si attraversa un disimpegno con un banco-bar e si viene accolti da Vincenzo, Alessandro e dalla garbatissima direttrice di sala, Antonella Gramaglia, nelle stanze denominate “Totò” e “Peppino”, sulle cui pareti risaltano schermi proiettanti scene del film da cui tutto è nato e si materializzano indimenticabili citazioni. Un’alternanza perfetta di forme e sostanza che torna con la visita alla fornita cantina di vini campani. Non può mancare la stanza“Malafemmena”: dotata di un ingresso esclusivo e anche di una pedana d’accesso per disabili, sarà una sala privè, nella quale nel pomeriggio si apriranno le porte agli studenti desiderosi di apprendere come dalla cura della terra e dei suoi frutti si arriva a quel prodotto che tutto il mondo c’invidia, la pizza. Con ciò “Casa Caponi” si afferma non solo come eccellenza nel campo della ristorazione, ma anche come solido riferimento nell’ educazione alimentare. Ma non finisce qui: attraverso un vialetto affiancato da piantine aromatiche, si giunge ad uno spazio alberato, capace di accogliere fino a 90 posti a sedere, e alla “Fattoria Mezzacapa”, un orto i cui prodotti ritroveremo nelle pietanze. E qui viene il meglio: le pizze – ça va sans dire – che Alessandro con il suo sorriso timido e pacioccone elabora sono vere e proprie prelibatezze, sia nelle versioni tradizionali che in quelle più originali, vedi ad esempio la “Donna Sofì” (mozzarella, pomodorini gialli, stracciatella di bufala e acciughina). La novità nella nuova Casa Caponi sono i primi, del cuoco Antonio Avitabile proveniente dalla Scuola Gramaglia del President di Pompei, (si consiglia di provare l’imperdibile pasta e patate con provola e aroma di limone) che rappresentano goduria per le nostre papille. A Vincenzo e ad Alessandro vanno riconosciuti coraggio imprenditoriale e voglia di mettersi al servizio della città, per rinnovare quella sfida indispensabile da vincere per i giovani torresi: solo così, tutti insieme, trasformeremo il sogno di quella che io chiamo “una città a colori” in una solida e concreta realtà.

Dario Ricciardi

 

 

 

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