Apertura del Parco ex Cristo Re, una “festa a metà”

Apertura del Parco ex Cristo Re, una “festa a metà”

Dunque, ci siamo.

Domani alle 16,30 sarà inaugurata ed aperta al pubblico Villa Parnaso, che consentirà di collegare la città al mare .

E’ il risultato di una storia lunga 27 anni, dal momento che risale al 1990 la prima richiesta ad opera di Legambiente per ripristinare il passaggio tra il Parco ex Cristo Re e la Villa comunale.

La data assume i connotati di un evento storico, il momento merita adeguati festeggiamenti.

Che festa sia, allora!

Ma, sia ben chiaro, stiamo parlando di una “festa a metà”.

Già, perché a gioire sarà solo una parte della popolazione oplontina: tutti coloro che, come me, vivono in una condizione di disagio fisico, transitorio o permanente, gran parte degli anziani e le mamme con bambini in passeggino, non potranno fruire del collegamento fin quando non sarà installato un ascensore .

Non voglio fare il guastafeste ma, dopo un’attesa tanto lunga, dopo tante promesse e tanti rinvii, c’era da aspettarsi che la tanto sbandierata accessibilità trovasse applicazione proprio a Villa Parnaso.

Mi verrà risposto che la richiesta è stata avanzata, che mancano le autorizzazioni, che vi sono lungaggini burocratiche: insomma mi verrà riproposta la solita minestra per la quale nessuno è mai responsabile delle inadempienze.

Io, che intendo dare voce a quella fascia silenziosa di popolazione che, vivendo una vita di quotidiane difficoltà e di diritti blanditi e puntualmente calpestati, chiedo a gran voce che i candidati alla carica di sindaco della nostra città, nessuno escluso, prendano formale impegno scritto sui tempi di realizzazione del sospirato ascensore così da sanare una discriminazione che dovrebbe far vergognare.

E chiedo che tale impegno venga formalizzato domani stesso, nel corso della cerimonia inaugurale.

Solo così la festa sarà una festa per tutti.

Dario Ricciardi

Fonte:http://TorreSette.it

Lettera in memoria di mia nonna Irene Ricciardi

Lettera in memoria di mia nonna Irene Ricciardi
Mia amatissima nonna Irene,
sono giorni che desidero scriverti questa lettera ma non ho mai avuto il coraggio di farlo.
Tradurre il cuore è davvero un’impresa ardua. Non basterebbe un libro, forse neppure una vita per descrivere nella maniera migliore e più chiara possibile l’infinito amore e l’immensa stima che provo nei tuoi riguardi. La tua assenza è un pugno in pieno stomaco, un macigno che mai riuscirò a mandare giù. Tutto intorno a me evoca la tua presenza, che sembra già lontana anni luce. Mi manca tutto di te, i tuoi baci, le tue carezze, le sottili confidenze che solo noi nipoti eravamo in grado di comprendere. Mi mancano i tuoi scherzi, le tue risate, i tuoi sguardi di complicità, I tuoi sentimenti, quelli che hai cercato sempre di celare, ma che bastava un incrocio di sguardi per intuirli. Nella mia mente risuona ancora la tua voce come una dolcissima melodia nella quale cullarmi. Ricordo quando,orgogliosa,dicevi a tutti:” Mio nipote è giornalista. Quell’evento lo presenterà lui!”, rendendomi felice. Quanti ricordi affiorano alla mia mente,  quanti momenti che rimarranno eternamente nel mio cuore. Eri e sei il pilastro di tutti noi, il pilastro di generazioni che hai cresciuto sempre nel rispetto delle regole, dei buoni costumi e delle buone maniere, con il tuo disarmante sorriso che nessuno potrà mai sottrarti. Sembra ieri quando ti ho vista scivolare in acqua come forse neppure la migliore Federica Pellegrini sarebbe riuscita a fare. Non voglio dirti altro, ma voglio solo aggiungere che se oggi sono l’uomo che sono è solo ed esclusivamente merito tuo, di mia nonna Licia, dei miei straordinari genitori e della splendida famiglia che mi hai donato. Dirti grazie è davvero troppo riduttivo, ma è l’unica parola che mi sento di dirti dal profondo del cuore. La tua memoria sopravviverà indelebilmente nelle nostre menti, anche in nome dell’immarcescibile  nonno Alfonso.
Dario Ricciardi

Domenica 9 Ottobre 2016, presso il bar ” Non solo caffè” di Torre Annunziata, alle ore 18:30 si terrà la presentazione di ” Cuore di pugile”, la nuovissima biografia della mia amica Irma Testa. In occasione di questo evento ho voluto dedicarle una lettera aperta.

Domenica 9 Ottobre 2016, presso il bar ” Non solo caffè” di Torre Annunziata, alle ore 18:30 si terrà la presentazione di ” Cuore di pugile”, la nuovissima biografia della mia amica Irma Testa. In occasione di questo evento ho voluto dedicarle una lettera aperta.

Devo ammetterlo: non amo molto la lettura, anche se so che è una delle cose fondamentali della vita, ma questo libro è davvero parte di me, non solo perché è la biografia di una delle amiche più care che ho il privilegio di avere, ma perché le cose che racconta mi toccano davvero da vicino. Quando leggi di Irma ti immergi in un mondo parallelo che non sai cosa ti porterà a scoprire, ma sicuramente tocca le corde più profonde del tuo cuore. Perché Irma è così: una capace di farti vedere la vita per quello che è e non per come appare. Irma non si è mai arresa. Nonostante i suoi diciotto anni ha molto, moltissimo da insegnare a tutti noi. Vola, vola farfalla mia! Vola più in alto che puoi! Dici di me che sono un guerriero. Ti ringrazio. Se lo sono è in parte anche merito tuo e dell’esempio che mi dai ogni giorno. Domenica, quando finalmente ci vedremo ti stringerò fortissimo più forte che posso e penserò di volare, proprio come fai tu. Ti voglio bene amica mia. Con immenso affetto.
Dario
Se vi fa piacere comprate il libro.

A testa alta in difesa dei nostri diritti

A testa alta in difesa dei nostri diritti

Il 29 settembre 2016 è stata pubblicata una mia lettera su la Repubblica, edizione Napoli, per protestare contro i tagli ai fondi per le cure ai diversamente abili, questo il testo:

La regione calpesta i diritti dei disabili

La Repubblica italiana tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti“.

Così recita l’articolo 32 della Costituzione, ma pare che qualcuno alla Regione non lo sappia.

A pochi mesi dalla campagna elettorale in cui il presidente Vincenzo De Luca sbandierava tra le priorità lo sblocco dei fondi per i diversamente abili, mostrando grande sensibilità e solidarietà, ci ritroviamo, con delibera 85 della Regione, drasticamente falcidiati i trattamenti riabilitativi ai disabili, anziani e tutti gli altri aventi diritto.

È inaccettabile ed inammissibile quello che sta accadendo in Campania al settore della riabilitazione in questi mesi. Non possiamo arrenderci ad un domani che appare segnato: la riabilitazione è vita per centinaia di persone, un diritto sacrosanto che nessuno potrà mai negarci perché connesso alla tutela della salute e il miglioramento della qualità della vita.

Io, disabile al cento per cento, sono indignato. Dalle prescritte sei fisioterapie settimanali, mi sono ritrovato dall’oggi al domani ad averne solo due per “limiti di spesa”. E probabilmente devo ritenermi un “fortunato”, dal momento che a tanti altri è stata del tutto sospesa l’erogazione dei trattamenti. Che sarà della mia salute? e della salute di tutti i cittadini che hanno bisogno di trattamenti riabilitativi?

Ciò che fa più rabbia è che ancora una volta si decide di tagliare la spesa sui servizi essenziali colpendo i più deboli, coloro che hanno minor voce in capitolo e minore capacità di difesa.

Questa non è solo politica miope, non è solo arroganza, non è solo insensibilità, tutto questo è vigliaccheria. Sì, signori che siete stati preposti a governare la nostra regione, dalla mia sedia a rotelle cui sono condannato dalla nascita, io vi accuso.

Vi accuso di non tener conto del ben più caro che abbiamo: la nostra salute. Va da sè che, dopo gli esempi che finora ci avete fornito, anche questo mio grido scorrerà sulla vostra pelle come acqua perché soltanto chi vive in prima persona le quotidiane difficoltà proposte da una situazione di handicap può farlo suo.

Nessuno restituirà mai a me e a tutti quelli che vivono situazioni simili alla mia una condizione di normalità, ma, proprio per questa ragione, ci si aspetterebbe da parte di chi ci governa delle scelte che, invece di penalizzarci, ci aiutassero ad alleviare le difficoltà: città accessibili dove per legge si sia obbligati ad abbattere le barriere architettoniche, avviamento al lavoro in base alle capacità individuali e appunto terapie riabilitative adeguate.

Da chi si definisce amministratore, tra l’altro esperto nel settore sanitario, onestamente mi sarei aspettato qualcosa di più e di meglio.

L’augurio è che, se è vero che l’unione fa la forza, le associazioni, le famiglie e tutti i soggetti coinvolti facciano sentire forte la propria voce per suscitare una reazione a questo scippo di diritti che grida vendetta.

 

Pubblicato sulla versione cartacea di Repubblica, edizione Napoli, del 29/9/2016 ,pag 10

pubblicato nella versione online:

http://napoli.repubblica.it/cronaca/2016/09/29/news/finiti_i_fondi_la_regione_campania_taglia_i_servizi_ai_disabili-148764763/?refresh_ce

Scarica il PDF: la-repubblica-napoli-29-settembre-2016-10

 

La vittoria più grande è stata la risposta dopo poche ore del governatore della Campania, Vincenzo De Luca. Una comunicazione ufficiale rivolta ai direttori delle asl:

29/09/2016 – Comunicato n. 328 – Disabili, nessuna sospensione delle prestazioni

Il Presidente della Regione Vincenzo De Luca, facendo seguito alle iniziative intraprese per l’assistenza ai disabili, e alle riunioni con i vertici delle strutture sanitarie regionali avute nelle settimane scorse per superare le possibili conseguenze del decreto n.85 firmato dal Commissario alla Sanità, ha già inviato un ordine di servizio ai direttori generali delle Aziende Sanitarie Locali invitandoli “a porre tempestivamente in essere ogni utile azione al fine di scongiurare ipotesi di sospensione nell’erogazione delle prestazioni sanitarie ai disabili e di garantire il diritto alla salute di soggetti particolarmente deboli”.

come evidenziato da repubblica:

http://napoli.repubblica.it/cronaca/2016/09/29/news/disabili_il_governatore_de_luca_nessuna_sospensione_delle_prestazioni_-148765006/

il governatore ha ribadito anche con un tweet dal suo canale ufficiale 

La notizia ovviamente ha fatto il giro del web (ecco alcuni link:Napoli Today , Il velinoCinque Righe – Avellino) ed è solo l’inizio. Diffondetelo, fate girare, fate sentire la vostra voce, difendete i vostri diritti.

 

Si torna a scuola, la “Pascoli” celebra gli anni Sessanta

Si torna a scuola, la “Pascoli” celebra gli anni Sessanta

Finalmente si ricomincia: difficile, quasi impossibile che sia questo il sentimento più comune il primo giorno di scuola. Tre mesi fa, la conclusione era stata come una liberazione: dallo studio, dalla fatica, dalla routine. Dappertutto, ma non alla Scuola Media Pascoli di Torre Annunziata, una grande famiglia dove tutto è circondato da un alone di magia e dove tutti attendono con ansia spasmodica l’inizio del nuovo anno per gioire insieme e per assistere ad uno spettacolo che è sempre un tripudio di colori. Il tripudio di colori, è proprio questa la caratteristica peculiare del battesimo dell’anno della Scuola Pascoli, una festa imperdibile che ogni anno ha un tema, un’epoca differente da rievocare. Soprattutto è un’occasione da non mancare. Quest’anno la macchina del tempo è tornata indietro fino agli anni sessanta: gli allievi, guidati da un’instancabile ed eclettica condottiera, la Dirigente Scolastica Daniela Flauto, hanno ripercorso quegli anni lontani ormai mezzo secolo, ridando vita a tutte le innovazioni che nei vari campi caratterizzarono il periodo: dalla macchina per scrivere che in quegli anni celebrava la sua diffusione più estesa, al telefono in bachelite, alla democratica Polaroid, alla inflazionata lira, ai fantastici cartoni animati della Disney. Con una favolosa colonna sonora: da “Love me do” degli immortali Beatles a Fiorella Mannoia che rivelava “Quello che le donne non dicono”, due brani restituiti al presente nella reinterpretazione originale del coro. Tutto curato in ogni minimo dettaglio: le ragazze erano vestite con gonna lunga, ciascuna di un colore diverso e con un fiocco grazioso intonato al vestito. I ragazzi indossavano un cappellone nero e una mantellina nera. Una compagnia di dilettanti mai tanto professionale: ognuno è perfettamente calato nella parte, sa qual è il suo compito, rispetta tempi e turni di parola, un’orchestra che funziona a menadito. La perfetta metafora di una scuola dove c’è sempre qualcosa di nuovo da scoprire. Lunga vita alla Pascoli e buon anno a tutti.

Dario Ricciardi

( Fonte http://TorreSette.it)

Setterosa in finale! Tutto vero!

Setterosa in finale! Tutto vero!

Grinta, forza, coraggio e tanto cuore. Questa è l’Italia che ci piace, questa è l’Italia che vogliamo vedere! Quella che ci esalta, quella che ci fortifica la mente e lo spirito e che ci fa essere fieri di essere italiani. Manca ancora una tappa, la più importante, quella che fa la differenza tra un sogno e un grande sogno. Solo dopo la finale, la cavalcata della nazionale femminile di pallanuoto sarà davvero trionfale. Ma ha già un sapore diverso, speciale, unico. Nella piscina olimpica le ragazze hanno mostrato al mondo che cosa è una squadra: la coesione, la compattezza, l’aiuto reciproco rendono la nostra nazionale una corazzata finora insormontabile e invalicabile. È successo ancora, dopo l’inizio un po’ impacciato. Troppo forte la pressione per una semifinale olimpica, ma è bastata una prodezza come quella di Arianna Garibotti (un pallonetto dall’angolazione imprendibile e imprevedibile) per dare la scossa necessaria. Da quel momento la trasformazione è stata addirittura fisica: ll loro volto da impaurito è diventato più cattivo, gli occhi roventi, vogliosi di vittoria. Occorrono indizi sicuri per capire: per esempio, Tania Di Mario, il capitano, la giocatrice più esperta, ha cominciato a urlare e quando Tania urla, significa che qualcosa è mutato. Non si è leader per caso. E poi, a 37 anni capisci che stavolta è davvero l’ultima occasione, dopo verrà il tempo in cui le grandi imprese si raccontano. Prima, però, occorre realizzarle le imprese. E allora.. Eccole! Eccole le nostre ragazze galleggiare leggere nel bel mezzo di un incantesimo nel quale cullarsi e non svegliarsi almeno fino a venerdì, quando l’orologio segnerà le venti e trenta, l’ora della finale, l’ora dell’appuntamento con la storia. E, per una volta, non chiamiamola favola: è tutto straordinariamente vero.

Dario Ricciardi

 ( Da Metropolis quotidiano)

Per noi la medaglia al collo Irma ce l’ha comunque

Per noi la medaglia al collo Irma ce l’ha comunque

Quei pugni li abbiamo ancora impressi addosso, negli occhi, nel cuore, nella mente. E fanno male, tanto male. Ieri sul ring non c’era solo Irma Testa, ma tutti noi, torresi e non solo. Il teleschermo si è magicamente trasformato in un ring sul quale scaricare tutta l’adrenalina, mista a rabbia e tantissima tensione. Ogni volta che Irma incassava un colpo, lo incassavamo anche noi, ogni volta che ne piazzava uno, c’erano dentro i nostri muscoli. Abbiamo sudato e sognato tutti insieme, idealmente abbracciati, uniti nel suo nome, uniti in un solo grido: “ Vai farfalla! Vola e facci volare” Forse neppure per il calcio ci siamo emozionati così, perché Irma la conosciamo bene, anzi benissimo e le vogliamo tanto bene. È un po’ come se fosse la sorella di tutti noi. Quelle lacrime, simbolo di un incantesimo infranto, un sogno svanito troppo in fretta, sono arrivate dritte al cuore. Avremmo voluto essere lì, per stringerla al nostro petto ed avvolgerla in un abbraccio senza fine ma dovremo accontentarci di un messaggio. Non è la stessa cosa, ma va bene ugualmente . Qualsiasi strada è buona per farle sentire l’affetto, la vicinanza. Poco importa la sentenza spietata del ring: 4-0 per la campionessa del mondo, la francese Mossely, 24 anni e molta più esperienza nel suo bagaglio. Per noi la medaglia al collo Irma ce l’ha comunque,  perche’ vederla sul ring olimpico è stata la vittoria più grande. Per ora, ma la storia ricomincia: noi saremo con lei sul prossimo ring. L’obiettivo è già fissato, abbiamo quattro anni di tempo per raggiungerlo. Assolutamente vietato arrendersi.

Dario Ricciardi

Ecco il comunicato ufficiale: Gonzalo Higuain è un nuovo calciatore della Juventus Fonte: Juventus.com

Ecco il comunicato ufficiale: Gonzalo Higuain è un nuovo calciatore della Juventus Fonte: Juventus.com

 

http://www.juventus.com/it/news/news/2016/gonzalo-higuain—bianconero.php Fonte: Juventus.com

Sky: Higuain visite mediche e firma con la Juve

Fonte: Sky Sport

http://sport.sky.it/sport/calciomercato/2016/07/23/higuain-visite-mediche-e-firma-juventus.html

Capri Blu: un piacere tutto da scoprire

Capri Blu: un piacere tutto da scoprire

Ci sono luoghi incantevoli, nei quali chiudi gli occhi e ti sembra che improvvisamente il tempo si sia fermato. Può apparire assurdo e paradossale se si parla di una pizzeria, ma non nel caso della pizzeria “ Capri Blu”, situata nel cuore del lungomare stabiese, in via De Gasperi sette. All’ingresso si ha un bel colpo d’occhio: in una sala dove il bianco e l’azzurro la fanno da padroni, tutto è curato nel minimo dettaglio, le pareti sono tappezzate di fotografie di Capri (ovviamente i Faraglioni dominano la scena), quasi ad invogliare i clienti ad andarli a visitare; al centro si è tentato di ricostruire (con grande fantasia) la famosissima piazzetta caprese e un simpatico balconcino, con tanto di panni stesi, spunta su una parete. Il proprietario, Francesco Matrone, robustello, alto e discretamente barbuto, accoglie i clienti con un entusiasmo travolgente e coinvolgente, mettendoli immediatamente a proprio agio. Ma è quando ci si accomoda a tavola che si vive un viaggio senza precedenti, un’esperienza mistica, ai limiti dell’elegiaco. Tutto nasce delle mani fatate di Salvatore Iermano, da tutti soprannominato “ Il Maestro”, in segno di assoluto rispetto e riverenza. È lui la vera anima di quel posto, la testa pensante, la regia, il cervello. Spesso ho sentito dire che fare la pizza è un’arte, lui incarna pienamente questo concetto. La sua creatura la plasma a propria immagine e somiglianza, la coccola, la monta e la smonta, proprio come un sarto alla ricerca della migliore confezione possibile. È un perfezionista: non si accontenta di prodotti qualsiasi, ma è sempre alla ricerca del particolare, di quel dettaglio, anche sottilissimo, che sia però in grado di fare tutta la differenza. Freschezza e qualità sono dogmi dai quali è impossibile sfuggire. In particolare c’è una pizza che ha subito catturato la mia attenzione e mandato letteralmente in estasi il mio palato: l’ho battezzata “Viaggio nei sapori”. Mangiarla provoca quasi un senso di dispiacere perché si ha l’impressione di deturpare un’opera d’arte. Ha la forma di una stella a quattro punte ed ogni spicchio della stella è ripieno in maniera diversa, perfino i cornicioni hanno il loro ripieno. È una festa di colori e di sapori, a cui anche il più acuto dei critici gastronomici prenderebbe parte applaudendo. Ma la festa di Capri Blu, non finisce solo con la pizza, l’anema e core è aperta fino a tarda sera. A suonare la prossima canzone non è Guido Lembo, ma lo scricchiolio della frittatina di bucatini e del crocchettone di patate, ai quali si aggiunge una più che meritevole pizza fritta, la montanara per intenderci, preparata con sugo di pomodoro fresco e guarnita con quel pizzico di basilico e scagliette di parmigiano che le conferiscono un gusto unico. Benvenuti da Capri Blu: un piacere tutto da scoprire e da gustare.

Dario Ricciardi

Vi aspetto venerdì 1 Luglio alle ore 21:00 all’Oplonti Sport Award! Non mancate!

Vi aspetto venerdì 1 Luglio alle ore 21:00 all’Oplonti Sport Award! Non mancate!

Sarà un gala di Sport e non solo quello che andrà in scena venerdì 1 Luglio allo Sport Club Oplonti di Torre Del Greco ( NA). Una manifestazione nella quale verranno premiati i migliori otto   talenti sportivi di Torre Annunziata, nominati da una giuria specialistica CONI, che al termine eleggerà un solo vincitore. L’evento organizzato magistralmente dall’ortopedico Roberto Cirillo e da Biagio Zurlo, leggenda pugilistica italiana, mira ad esaltare e riqualificare lo sport torrese. Gli ospiti? Sarà una serata tutta da scoprire e da  vivere con noi! Presenteranno la serata la bellissima Cinzia Profita e Vincenzo Mele, con la partecipazione di Dario Ricciardi. Non ci resta che attendere: lo spettacolo sta per cominciare!

Solo con noi vivi un’estate di calcio mondiale! Tutta la coppa america in esclusiva e Uefa Euro 2016 li vedi solo su Sky Sport!

Senza ipocrisia diciamo cosa vuol dire ” disabile”

Senza ipocrisia diciamo cosa vuol dire ” disabile”

A volte ci sono delle sensazioni uniche, emozioni irripetibili e bellissime perché nascono spontanee e arrivano dritte al cuore. Questo è quello che ho provato assistendo alla rappresentazione teatrale” Diverso da chi?”, messa in scena dagli attori-studenti del laboratorio teatrale ” Anita Sorrentino”  dal liceo Pitagora Croce di Torre Annunziata diretto dal dirigente scolastico Benito Capossela sull’importantissimo tema della disabilità.È stato davvero bello ed esaltante vedere l’impegno, l’abnegazione, l’entusiasmo  avvolgente e trascinante di ragazzi e professori su un tema scomodo, che ancora oggi non viene tenuto nella giusta  considerazione. Si tratta di una dura e triste realtà contro cui i portatori di disabilità sono costretti a combattere quotidianamente. In una società che spesso parla di “disabilità” o blatera sui “diversamente abili”, ma che poco fa e pochissimo realizza, è venuto il momento di affrontare l’argomento senza ipocrisie, dicendo senza giri di parole cosa vuol dire una “vita da disabile”. Io ritengo che il concetto possa racchiudersi in un’ equazione, tanto semplice quanto spietata:

DISABILITA’ = SOLITUDINE

E quando parlo di solitudine mi riferisco non solo a chi patisce questa condizione ma al suo intero nucleo familiare. Non importa di quale disabilità parliamo, sia essa fisica o psichica, che si tratti di limitazione motoria o intellettiva, di sindrome di Down o di autismo : il comune denominatore è la solitudine. Tutti coloro che sono costretti a vivere una condizione di “diverso”, vorrebbero, proprio come tutti gli uomini e le donne di questa terra, uscire la sera con gli amici, andare a mangiare una pizza con i coetanei, divertirsi in discoteca, abbracciare la propria ragazza. Purtroppo, per quanti amici si possa avere e per quanti attestati di affetto vengano prodotti, non è così, e contatti,amicizie e amori, il più delle volte si è costretti a viverli sui social.  I ragazzi cosiddetti normodotati desiderano esprimere la loro vivacità giovanile a tutto tondo, per cui la presenza del disabile, inizialmente tollerata, diventa presto un intralcio, un peso. Tutto questo è stato ben compreso dai ragazzi del liceo Pitagora-Croce, diretti dalle professoresse Elisa Esposito e Annamaria Raiola, con la collaborazione degli attori Pasquale Nastri ed Esmeraldo Napodano che, con il loro spettacolo fatto di dialoghi brillanti, toccanti e molto spesso divertenti e di armoniosi passi di danza, hanno sviscerato il tema della disabilità rivelando grande sensibilità e facendo propri valori quali la solidarietà,l’amicizia, la comprensione, la condivisione delle difficoltà, che sono i valori veri su cui deve fondarsi una società giusta, una società che davvero non lascia indietro nessuno. Quegli stessi valori da cui dobbiamo ripartire noi torresi come comunità, per ritrovare il piacere e l’orgoglio di dirci cittadini di Torre Annunziata.

Dario Ricciardi

Torre Annunziata corre con Irma Pasta Run nel suo nome

Torre Annunziata corre con Irma Pasta Run nel suo nome

“Proverò a vincere, anche per voi”: mancano meno di cento giorni al grande appuntamento che attende Irma Testa sul ring di Rio de Janeiro, ma tutta l’attenzione è per lei, la principessa che proverà a diventare regina olimpica del pugilato. A Torre tutto ormai si fa nel nome di Irma: ogni impegno viene fissato sul calendario, avendo come unico riferimento l’Olimpiade brasiliana. Un’intera città è mobilitata, chi fa sport e chi lo segue solo in poltrona consacra all’ultima dea ogni impresa, passata e futura. Così anche Pasta run, gara podistica sui dieci chilometri in programma il 21 maggio, diventa anteprima per la passerella trionfale che vorremmo Irma la tosta percorresse tra due ali di folla al ritorno da Rio. È lì il teatro dei sogni, suoi e di tutti noi, è qui che il sogno principale è stato costruito con costanza e fatica. Per ora siamo alle prove generali, ma lei è sempre la protagonista, la stella intorno alla quale tutto gira. “Torre Annunziata deve essere capace di valorizzare le sue bellezze (in parte lo sta già facendo con la mostra su “Gli ori di Oplonti”) e deve dare risalto ai giovani talenti come Irma Testa, un esempio e un punto di aggregazione per tutta la nostra città”: le parole sono del sindaco, Giosué Starita, lo scenario è la “Rena Nera” con mare e sole a rendere incantato il luogo scelto per presentare una gara – organizzata dalla podistica Oplonti-Trecase Run-  che è già diventata tradizione. Sui pettorali dei 1000 atleti annunciati alla partenza sulla Litoranea Marconi sarà stampato il logo della manifestazione: “Corriamo con Irma verso Rio”, quasi che la corsa possa servire a coprire idealmente la distanza che separa Torre da Rio, la piccola città e la metropoli mai così vicine grazie alla nostra campionessa. Stavolta la citazione è di Roberto Cirillo, l’ortopedico che con la sua associazione ha ideato Pasta Run, un esempio di sport per tutti, aperto ai ragazzi dai sei ai 90 anni. Comunque andrà sarà una festa, per ribadire un concetto solidissimo: Torre corre con Irma e per Irma. Volando sulle ali della passione, Rio non sarà poi tanto lontana.

Dario Ricciardi

Fiamma, una chiusura col botto trionfo con dedica a Irma Testa

Fiamma, una chiusura col botto trionfo con dedica a Irma Testa

C’era la loro festa da celebrare, la salvezza ottenuta al termine di un campionato comunque esaltante, il diritto a disputare il torneo di B2 femminile, ma le pallavolista della Fiamma Torrese non hanno avuto dubbi: la loro impresa è stata dedicata a una tifosa particolare, la più grande, Irma Testa, appena qualificatasi per l’Olimpiade di Rio. Anche lasciare il proscenio a chi si ritiene essere la più brava è un valore che merita un applauso. E non è stata esibizione di retorica quella delle ragazze torresi, ma sincera ammirazione e anche un po’ di gratitudine per aver Irma acceso ancora una volta i riflettori sullo sport femminile. Spesso lasciato in penombra, quasi le atlete fossero figlie di un dio minore. Sicuramente non lo è Irma, e non lo sono neppure titolari e riserve che Adele Salerno ha alternato lungo una stagione conclusa trionfalmente con un 3-0 al Minturno (25-14 25-23 25-15) che significa aritmetica certezza di essere ancora qui l’anno prossimo a combattere e lottare. Sabato la protagonista è stata Chiara Riparbelli, 20 anni, centrale brindisina di Mesagne che qui a Torre ha vissuto un’avventura bellissima. L’ultimo atto è stata la perfetta istantanea dell’annata che poteva essere chiusa con qualche settimana d’anticipo senza quei black out che invece hanno complicato il cammino. Dominio assoluto nel primo e terzo set, qualche patema di troppo nel secondo, tanto per rendere meno monotona il sabato sera degli entusiasti spettatori del PalaSiani. Tutto secondo un copione più volte recitato. La splendida novità è arrivata alla fine con la dedica riservata alla campionessa torrese già indicata come favorita a Rio 2016 per una medaglia nella boxe femminile. A tifare per lei, in un agosto che si annuncia torrido pure per questo, ci saranno felici e contente anche loro. Pronte a festeggiare con Irma la grande.

Dario Ricciardi

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