L’inclusione sociale degli alunni disabili nella scuola italiana

L’inclusione sociale degli alunni disabili nella scuola italiana

A cura di Dario Ricciardi

L’inclusione scolastica degli alunni disabili è una delle più grandi conquiste sociali dei tempi moderni.

Ciò che a qualcuno potrebbe apparire un dato scontato, è in effetti frutto di un lungo cammino iniziato negli anni 30. Fino ad allora il concetto di integrazione scolastica era limitato alle “scuole speciali” e alle “classi differenziali”, aggettivi che, con la loro accezione discriminatoria, tutto potevano prevedere tranne che vera integrazione.

E‘ stata le legge 517 promulgata nel 1977 che ha dato il via in Italia ad un modello pedagogico che puntasse alla reale inclusione degli alunni disabili.

Per quanto tale Legge sia stata applicata in maniera differente, talora addirittura disattesa, nelle varie regioni del Paese, essa ha rappresentato un punto di svolta ed è motivo di vanto per il nostro sistema scolastico. Non è un caso che nel 2016 l’organismo internazionale “Progetto Zero” ha premiato l’Italia proprio per l’integrazione degli alunni disabili.

A tale tema è dedicato a Firenze dal 16 al 24 Marzo l’evento “Nessuno escluso. Il lungo viaggio dell’inclusione nella scuola italiana” che, accanto ad una serie di relazioni di grande interesse (spazieranno dalla formazione del personale docente ai bisogni educativi fino all’affettività e alla sessualità nella disabilità), prevede una singolare mostra fotografica suddivisa in cinque sezioni tematiche: luoghi e spazi scolastici; metodi e strumenti didattici; cura del corpo; socialità; preparazione al mondo del lavoro.

L’Italia, molte volte arretrata rispetto alle altre nazioni occidentali, è stato il primo paese europeo a percorrere la strada dell’inclusione scolastica.

Già solo per questa ragione l’iniziativa merita attenzione da parte del personale scolastico e di tutte le associazioni che hanno a cuore il problema della disabilità.

FONTE: http://TorreSette.it

“Pompei per tutti”, inaugurato il nuovo percorso per i disabili agli Scavi archeologici

“Pompei per tutti”, inaugurato il nuovo percorso per i disabili agli Scavi archeologici

 

Finalmente Pompei risorge: dopo le drammatiche notizie dei crolli nei preziosissimi scavi, ieri mattina in occasione dell’Anno Europeo del Patrimonio culturale 2018, è stato inaugurato il percorso “Pompei per tutti”, realizzato nell’ambito del Grande Progetto Pompei e cofinanziato dall’Unione Europea, finalizzato a consentire a chiunque – disabili, donne con passeggini e anziani – la piena fruibilità del patrimonio archeologico.

 

L’invito partito dal Direttore del Parco Archeologico, Massimo Osanna, è stato accolto da tutti. A saggiare i nuovi percorsi c’erano la Consigliera del Ministero dei Beni Culturali, Cristina Loglio, l’architetto artefice del piano di accessibilità, Maria Grazia Filetici, il Prof. Pete Kercher, strategic design & communications for all Europe; il Sindaco di Torre Annunziata, Vincenzo Ascione, altri rappresentanti del territorio e i rappresentanti dei Gruppi sportivi Paralimpici della Difesa e delle Fiamme Gialle.

 

E’ stato sperimentato anche il sistema di braccialetti chiamati “Con me”: indossato dalla persona che ne ha necessità, attraverso un’identità elettronica, invia segnali a un server centrale che li elabora, per la salvaguardia e la sicurezza dei visitatori.

 

Il percorso accessibile ha inizio con una rampa abbastanza dolce che immette sulla famosa Via dell’Abbondanza, resa fruibile dalle carrozzine perché realizzata in battuti di cocciopesto (materia antica con la quale si facevano strade e si rivestivano vasche) che la rendono stabile e armonica con il contesto. Di qui l’accesso attraverso diverse rampe metalliche, a volte un po’ ripide e pertanto piuttosto impegnative per le persone in sedia a rotelle con i rispettivi accompagnatori, in varie case, porte, edifici, conservati in maniera egregia grazie ai recenti lavori di restauro. Lungo il cammino è tangibile l’enorme sforzo effettuato per la risoluzione degli ostacoli nel rispetto della conservazione dell’importantissimo patrimonio archeologico: strutture non invasive sono appoggiate su quelle antiche come nel caso degli elementi in acciaio, sagomati intorno ai massi, che hanno reso continuo l’attraversamento colmando i vuoti tra i blocchi in pietra.

 

Tuttavia lo stesso Sovrintendente Prof. Osanna, pur sottolineando le grandi difficoltà e l’impegno profuso da una equipe di esperti altamente qualificati per garantire l’accesso a  tutti questi luoghi di estrema bellezza i, ha riconosciuto che ancora sono presenti ostacoli e barriere e si è detto disponibile ad accogliere proposte e suggerimenti.

 

Mi permetto allora di dire la mia, in quanto parte in causa: oltre a livellare molti punti sconnessi  (opere che sembrano di abbastanza facile realizzazione) inviterei “gli addetti ai lavori” a percorrere gli itinerari proprio con i disabili comuni, in modo da verificare e riconoscere “de visu” i restanti impedimenti. E’ l’unica condizione per rendere ottimale questo progetto, senza trascurare l’area di via Plinio antistante gli scavi, ancora gravata da numerose barriere architettoniche.

 

A completamento di una giornata memorabile per Pompei e per tutti coloro che vivono una condizione transitoria o permanente di disabilità, si è aggiunta la chicca fornitami dal Sindaco di Torre Annunziata, riguardante la realizzazione di un ascensore per l’accesso agli Scavi di Oplonti, anch’essi parte del Grande Progetto Pompei. Ma di questa nuova bella iniziativa parleremo in seguito.

 

Sono felice che finalmente il tema dell’accessibilità e dell’inclusione sia diventato un’esigenza indifferibile, sinonimo di civiltà e progresso. Un paese con un patrimonio culturale e archeologico come il nostro deve essere goduto e apprezzato da tutti.

Dario Ricciardi

FONTE: http://TorreSette.it

Torre Annunziata – Lo scrittore Maurizio De Giovanni alla libreria LiberTA: un’esperienza che arricchisce

Torre Annunziata – Lo scrittore Maurizio De Giovanni alla libreria LiberTA: un’esperienza che arricchisce

A cura di Dario Ricciardi

Domenica scorsa, chiacchierando amabilmente con una carissima amica dei miei genitori, vengo investito da un insospettabile invito: “Dario, giovedì (il 25 gennaio, ndr) a Torre Annunziata verrà Maurizio De Giovanni per presentare il suo nuovo libro, Souvenir, vuoi venire?“ (sempre giovedì, De Giovanni ha inaugurato il suo “tour” oplontino al Liceo de Chirico, dove si è intrattenuto con gli studenti parlando invece di un altro suo romanzo, “Le parole del sangue nero”). Non risposi subito, rimasi perplesso e molto titubante, anche perché confesso che non ho ancora letto un libro di De Giovanni e lo conosco solo per fama, ma, spinto dal sorriso disarmante di mia madre sua fedele lettrice, decido di andarci.

La location dell’incontro è la nuova libreria bio bar di Torre Annunziata, “LiberTA’”, (nome composto da Liber, in latino libro, e TA che sta per Torre Annunziata). L’atmosfera è molto gradevole, hanno allestito nello spazio antistante la libreria, sul marciapiede, sedie, funghi per riscaldare, microfoni e casse e l’affluenza è considerevole. Mi trovo circondato da amici e conoscenti, anche di vecchia data, tra cui Roberta Saltacarta, storica mia insegnante di laboratorio teatrale che ha anche interpretato magistralmente alcune pagine del libro Souvenir durante l’incontro.

Mi sento felice, sono sereno, sto bene. D’un tratto, però, mi irrigidisco, divento teso, aggrotto le ciglia: vedo un gran fermento intorno a me, ecco spuntare dalla strada un uomo alto, con i capelli brizzolati, un bel sorriso aperto che si dirige verso di noi. “Eccolo!” “E’ lui!” si sente esclamare. Maurizio De Giovanni è finalmente arrivato, l’attesa spasmodica è terminata. Francesco Alessandrella lo presenta e appena lui comincia a parlare io rimango davvero basito di fronte ad una autoironia, autocritica e umiltà così naturali. “Lo scrittore è solo la mente da cui parte l’idea, ma sono i personaggi che fanno vivere la storia. Il personaggio di un libro è sempre vivo, non muore mai”: esordisce così Maurizio De Giovanni nel suo discorso di saluto agli spettatori, pone l’accento sull’importanza di una libreria in città, sul valore del “libraio”, figura quasi del tutto scomparsa (…che sapeva consigliare ciò che noi volevamo ci fosse consigliato), sulla bellezza della lettura su carta stampata.

“Leggere un libro è un’attività, perché invita ad essere concentrati, a riflettere, mentre guardare la televisione, ad esempio, è una passività, non richiede necessariamente concentrazione ed esclusione da altre cose”. Ogni sua parola è accompagnata da una mimica gestuale e facciale alla quale è impossibile restare indifferenti; sembra quasi che il libro lo stia scrivendo in quel momento e lo scambio di battute tra De Giovanni ed Alessandrella che lo intervista risulta simpatico, ironico e divertente.

Ovviamente si parla del suo ultimo libro, spiega quanto incida il clima nei suoi romanzi, come il romanzo debba prendere sin dall’inizio il lettore. De Giovanni  conquista tutti, tutti meno uno: alla domanda su quanto influisca la fiction Gomorra come modello negativo sui giovani, risponde che secondo lui è lo Stato che dovrebbe sorvegliare con attenzione. Questo scatena la reazione, forse eccessiva, di un concitato signore del tutto in disaccordo. A questo punto, per stemperare un po’ la tensione che si è creata, chiedo di intervenire, e così si apre un simpatico botta e risposta tra lo scrittore, molto disponibile e sempre interessante nelle sue risposte, e il pubblico, che lo interroga sui vari personaggi dei suoi libri, dal commissario Ricciardi (un’omonimia che un po’ mi esalta) a Lojacono, sulla diversa interpretazione delle figure femminili e maschili, su qualche news

Posso solo dire grazie a Maurizio De Giovanni ed ai soci della libreria LiberTA’ (questo è solo il primo di una serie di incontri che hanno programmato), che mi hanno fatto vivere un’emozione unica, arricchendomi culturalmente e personalmente. Non mi resta che aprire subito Souvenir. Buona lettura a tutti.

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Torre Annunziata – L’addio al dott. Alfonso Ricciardi, decano dei cardiologi torresi

Torre Annunziata – L’addio al dott. Alfonso Ricciardi, decano dei cardiologi torresi
 A cura di Dario Ricciardi

Un grande uomo che amava la sua città. Un grande medico che Torre Annunziata piange. E’ deceduto all’età di 91 anni il dott. Alfonso Ricciardi,decano dei cardiologi oplontini ed esponente di rilievo della scuola dell’Ospedale Pausillipon di Napoli.

I più avanti con gli anni lo ricorderanno anche per le sue apparizioni con ilSavoia, di cui era portiere. Ricciardi è stato anche un politico. Membro del Partito Socialista, fu assessore alla Sanità al Comune di Torre Annunziata nel 1973, anno in cui la città – e l’intera provincia napoletana – fu funestata dall’epidemia di colera.

A ricordarne la figura è il nipote Dario Ricciardi, nostro giovane collaboratore giornalista nonché delegato del sindaco Vincenzo Ascione allo Sport e Disabilità. Di seguito pubblichiamo il suo scritto in memoria del caro e amato nonno.

Mio amatissimo nonno,
è il tuo “Principe” che ti scrive. È così che mi chiamavi sempre ed è con questa definizione che voglio aprirti la porta del mio cuore per l’ultima volta. Tu per me sei e sarai sempre molto più che un nonno, sei l’uomo che ha da sempre racchiuso in sé tutte le certezze della mia vita, il faro che non smetterà mai di illuminarmi il cammino. Ora che non ci sei più mi sento solo e smarrito e reinventarmi una nuova vita sarà un’impresa ardua. Al tuo cospetto tutto mi appare niente, nessuno mi restituirà mai il tuo esempio, il tuo “essere eroe’, la tua cultura enciclopedica, unita ad una sete di conoscenza senza eguali, e ad un sorriso disarmante.

Come dimenticare le tue strette di mano, le tue confidenze, i tuoi sguardi fulminei ma che dicevano tutto? Io ti amo e lo farò sempre, anche quando giungerà la mia ora. Cercherò di portare sempre alto il tuo nome e il senso di appartenenza ad una famiglia straordinaria. Lo farò con la galanteria, l’onestà e l’umiltà che tu mi hai insegnato. Non ho altro da dirti, se non un grazie sentitissimo dal profondo del cuore per tutto ciò che mi hai donato.

 

Fonte: http://TorreSette.it

Torre Annunziata – La città candidata a titolo di Comunità europea per lo Sport 2020

Torre Annunziata – La città candidata a titolo di Comunità europea per lo Sport 2020
A cura di Dario Ricciardi

Uniti dallo sport e per lo sport: la candidatura al titolo di Comunità europea per lo Sport nel 2020, è una grande opportunità per quella fascia di popolazione che va da Portici a Castellammare di Stabia, passando per Ercolano, Torre del Greco, Torre Annunziata, Trecase, Boscotrecase, Boscoreale e Pompei.

Il progetto dell’Aces è un’occasione per convogliare tutti gli sforzi verso un unico obiettivo: la diffusione dello sport a ogni livello, fino a coinvolgereanziani e disabili.

La proposta parte da Torre Annunziata e dal sindaco Vincenzo Ascione:invitare tutti i rappresentanti dei Comuni di questa ampia area per presentare ufficialmente l’idea. Se ne parlerà l’8 gennaio, in una riunione convocata presso la Casa Comunale di via Provinciale Schiti.

Non succede spesso che gli scopi di una campagna possano essere condivisi fino alla formulazione di una candidatura ufficiale. Il cammino comincia ora, la candidatura va supportata con una serie di iniziative che andranno ideate e varate in tempi rapidi.

Fonte:http://TorreSette.it

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