Fiamma Torrese, brutto ko in casa

È sembrata una rincorsa senza fine, come un atleta che vede vicinissimo il traguardo e all’ultimo istante non ce la fa. Potremmo sintetizzarla così l’ultima sconfitta casalinga della Fiamma Torrese, che ha lottato, punto dopo punto, ma s’è scontrata contro il muro davvero invalicabile della Assitec 2000 Sant’Elia. LA B2 è un campionato impegnativo per le ragazze allenate da Adele Salerno, ogni squadra combatte fino all’ultima forza. E capita di doversi arrendere come è successo sabato sera davanti alla squadra di Sant’Elia Fiumerapido, un piccolo comune della provincia di Frosinone.Che sarebbe finita così per la Fiamma lo si è capito da indizi troppo chiari: mai viste le torresi così svogliate e poco reattive, quasi come se avessero un timore reverenziale nei confronti delle avversarie. Che invece sono subito apparse un gruppo molto affiatato e deciso a conquistare la vittoria. Eppure, dopo l’avvio incerto, la Fiamma aveva evidenziato segni di ripresa. A suonare la sveglia sempre lei, la ragazza dei recuperi impossibili, quella che non molla mai: Federica Inserra, che dovrebbe essere un libero, ma praticamente copre tutte le zone del campo, sia in lunghezza che in larghezza. Vederla giocare è un vero piacere. Quando la partita si è trasformata in battaglia più volte la Fiamma ha provato a scardinare il muro avversario, ma nulla da fare: le ciociare hanno recuperato davvero ogni palla: andare a punto è diventata un’impresa, sfida anche entusiasmante, ma destino segnato. Merito dell’Assitec e di una giocatrice in particolare: Sabrina Di Nardi, la schiacciatrice più in forma della squadra, è stata sempre ispiratissima, ha seminato il panico ogni volta che la palla è passata tra le sue mani. La resa è stata inevitabile, senza energie la Fiamma si è spenta. Gioco, partita, incontro Assitec: 24-26, 13-25, 19-25. 3-0, risultato senza appello, ma la sconfitta è stata meno netta di quanto raccontino i numeri. Recuperare ancora si può, se la determinazione e lo spirito tornano quelli giusti per pensare in grande.

Dario Ricciardi

 

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