Sky Sport: la mia seconda famiglia

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A volte ci sono sensazioni, emozioni, istinti, passioni fortissime che neanche tu stesso riesci a controllare. Tutto è iniziato una mattina d’estate in riva al mare di Torre Annunziata, quando mi si avvicinò un uomo alto, discretamente panciuto, dalla barba bianca. Era Massimo Corcione, direttore di Sky Sport, emittente televisiva di cui sono un accanitissimo sostenitore sin da bambino.
Tra noi cominciò subito un lungo ed intenso dibattito sui conduttori di Sky Sport. Ricordo che lo guardai con un’emozione indescrivibile: le gambe mi tremavano ed il cuore mi batteva all’impazzata, non avevo più padronanza del mio corpo. Ma ebbi il coraggio di chiedergli: “Diret-tore, posso farle una domanda?”. Lui, con la cordialità che da sempre lo contraddistingue, mi rispose: “Certo!” Un po’ balbuziente e con voce rotta dall’emozione dissi: “Vorrei incontrare Cri C-r-i……… C-r-iiiiiii………….. Cristiana! B-u-o-n-a Buonama……….. Buonamano! È possibile?” “Certo che è possibile” – rispose – Vieni a Milano e la conoscerai”. Da quel momento vissi con ansia spasmodica l’attesa di quel giorno. Mi sembrava un’autentica utopia il fatto che la televisione di cui avevo sempre sognato di far parte, mi ospitasse nei suoi studi. Appena arrivai nel Palazzo di Rogoredo, mi si spalancarono gli occhi, come se tirati su da due pinze. Rimasi per mezz’oretta basito e pietrificato, poi finalmente capii che il sogno della mia vita si stava realizzando: entrare negli studi Sky. Mi accolsero nella hall, il mio cuore sembrava un cavallo imbizzarrito, quando all’improvviso vidi spuntare il direttore Corcione: “Allora da dove vuoi iniziare il tuo tour?” – chiese, carezzandomi la testa. “Da Sky Sport 24” risposi. In un lampo mi si aprirono le porte del TG. In conduzione c’erano i fantastici Vanessa Leonardi ed Alessandro Lupi. Io ero li, rannicchiato in un angolino, nell’attesa di una fascia pubblicitaria per avere un confronto diretto con loro. La pubblicità finalmente arrivò e le prime parole di Vanessa furono: “Vieni tesoro, facciamo una foto insieme”. Io, eccitatissimo, stentavo a credere che la proposta fosse partita da lei. Terminato il mio tour a Sky Sport 24 (durato “solo” alcune ore), feci una sosta al bar per uno spuntino pomeridiano. In lontananza, dietro di me, scorsi una ciocca di capelli biondi. Era quella di Veronica Baldaccini, giornalista che da anni segue la nazionale italiana per Sky. Inizialmente esitai a chiamarla, poi mi feci coraggio. “Veronica”, gridai. Lei si voltò di scatto e disse: “Ciao, sei un ospite?”
“ Sì!” le risposi. “Ma quanto sei bello!” esclamò.
Dopo questo breve colloquio, entrai nello studio di Champions League, dove Fabio Caressa, Paolo Rossi, Luca Vialli e Carlo Ancelotti, si prepavano ad andare in onda: tra noi si accese subito una discussione sul calcio internazionale, che mi fruttò i complimenti di Carletto Ancelotti. L’euforia salì alle stelle, proprio mentre calava il tramonto. Ma io non ero ancora stanco e stufo, anzi avevo l’adrenalina a mille. Tornai nello studio di Sky Sport 24 per l’edizione delle 20. Questa volta ad accogliermi c’erano Sara Benci e Sandro Sabatini. Furono disponibilissimi e cordialissimi, scattai qualche foto e fuggii via. La stanchezza iniziava a farsi sentire.
Ma Cristiana dov’è finita?
No problem, il direttore le telefonò e uscimmo a cena insieme. Cristiana la ricordo con immenso affetto, perché con lei ebbi la mia prima cotta. La portai in un ristorantino milanese molto carino, lei ordinò branzino alla griglia, io nulla: ero sazio solo a guardarla in faccia.
La mia visita si concluse, ma il viaggio delle emozioni no: l’indomani mattina, mio padre ricevette una telefonata: “Gianfranco, corri a comprare Torresette! Massimo Corcione ha scritto un articolo su Dario!”
Io mi commossi moltissimo, ma quello fu il preludio di quella che ora è molto più che una semplice amicizia. Massimo è ora passato dal tanto temuto “Direttore” a
“Massimino mio”, conquistando tutto il mio cuore e diventando il mio maestro di vita.
Mi vuole bene come si può volerlo a un figlio, lo sento. Anche se lui non lo ammetterà mai.
Per descrivervi quanto tengo a lui, non basterebbe una vita intera. È grazie alla sua complicità che oggi sono amico di tutta la redazione di Sky Sport: Vale Mariani, Vane Leonardi, Angelino Mangiante, Matti Petrucci, Ale Alci, Ugola, Giò Guardalà e tutti gli altri costituiscono ormai “la mia seconda famiglia”.
Tornando a Massimino mio, la cosa che mi colpisce da sempre di lui è che pur ricoprendo una carica importan-tissima a Sky, non si è mai montato la testa, rimanendo sempre legato alle proprie radici e al proprio popolo, non rinnegando mai la sua terra. Un privilegio che solo i “grandi” hanno e lui è un campione del mondo in tutto quello che fa.
Dario Ricciard

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