Calcio, tennis e automobilismo: una settimana di grandi emozioni sportive

Calcio, tennis e automobilismo: una settimana di grandi emozioni sportive

Chiamatele scintille, scatti di gioia, brividi senza tempo e parole, o più semplicemente emozioni. Quei sentimenti spontanei e travolgenti da non poterli frenare perché imponderabili ed imprevedibili. Nessuno potrà mai restituirci i sentimenti provati in questa settimana irripetibile e forse storica di sport, quelli li custodiremo per sempre dentro di noi.
se proviamo a viaggiare puramente di fantasia, forse ci accorgeremo che la distanza sentimentale tra Salerno e Madrid è molto breve: due città, due tifoserie, due cuori carichi di passione, guidate da due condottieri tanto diversi eppure così simili. Carlo e Davide :l’uomo dei miracoli sportivi il primo, l’altro l’uomo capace di fare della propria squadra un’araba fenice, una squadra sulla cui resurrezione nessuno avrebbe scommesso neppure un centesimo.
Questione di carattere, furore agonistico e personalità. La personalità è proprio l’ingrediente perfetto con il quale il meno reclamizzato Davide Nicola è riuscito a trasformare una squadra con un piede e mezzo in serie B fino a qualche settimana fa, in un gruppo pronto a confermarsi in serie A. Quant’è bello vedere Salerno che trasuda passione, cullare un sogno considerato utopia fino a pochissime settimana fa.
E , cone nelle favole da raccontare un giorno ai più piccoli, ecco la Roma, che in un Olimpico strapieno si regala una notte perfetta per accedere nell’Olimpo degli dei . E tutto questo sotto gli occhi di Claudio Ranieri, il nobiluomo col cuore diviso a metà, che, commosso ed applaudito da tutto lo stadio , costituisce l’immagine perfetta di una notte che a Roma e probabilmente in Italia in pochi dimenticheremo, soprattutto dopo l’ennesimo fallimento mondiale.
Qualcuno ha detto fallimento? Per favore non ditelo a Rafa Nadal, che stupisce ancora a Madrid, dopo aver giocato un tiratissimo tie break contro David Goffin.
Storie di sport, storie di campioni immortali, di discese e risalite incredibili, sorpassi e controsorpassi! Ah… dimenticavo! A Miami c’è la Ferrari pronta a scrivere un altro capitolo della sua fantastica stagione, ed in più la lotta scudetto nel nostro campionato di serie A, unitamente alla lotta promozione con tre squadre pronte a far festa….
Vi prego! Lasciateci vivere ancora un pò lo stupore che lo sport sa regalare, non svegliateci, è troppo bello! Il treno delle emozioni non può fermarsi ora.

Dario Ricciardi

Fonte: Torresette.it https://www.torresette.news/sport/2022/05/07/calcio-tennis-e-automobilismo-una-settimana-di-grandi-emozioni-sportive

Magica Italia in coppa Davis! L’Italia sfiora la semifinale

Magica Italia in coppa Davis!  L’Italia  sfiora la semifinale

Ma cosa potevamo pretendere  di più dalla nostra nazionale tennistica? In Italia deteniamo un primato tutto nostro: quando le cose vanno bene ci esaltiamo con troppa facilità, quando vanno male siamo tutti da buttare. Delusione flop, mancata cattiveria. Abusiamo troppo spesso di questi termini nello sport, come nella vita. Dobbiamo smetterla di addossare colpe o affannarci a trovare colpevoli inesistenti. Si vince e si perde insieme, da squadra, da gruppo in nome di una bandiera, quella italiana della quale dobbiamo essere sempre orgogliosi. L’abbraccio tra Filippo Volandri e Jannik Sinner è la sintesi perfetta di quella che non può e non deve essere considerata come una caporetto tennistica, anzi… Dobbiamo solo dire grazie a questo gruppo di ragazzi puliti, umili e perbene, che tra Finals e Coppa Davis, hanno fatto vivere all’Italia e a Torino due settimane di tennis che definire fantastico è troppo riduttivo, quasi non rende l’idea. Sfide memorabili che rimarranno per sempre scolpite nella memoria di tutti noi, partendo da Sinner vs Medvedev, dove il leone Jannik, sostenuto dal suo tennis sublime e da un pubblico pazzesco è stato ad un solo punto da un’impresa che sarebbe rimasta nella storia di questo sport, battendo l’attuale numero due della classifica mondiale. é stato un privilegio esserci. Ricordo che dopo quella partita io e mio padre ci abbracciamo forte, in quell’abbraccio c’era quello che avremmo voluto tributare al nostro leone Jannik, accompagnato da un grazie infinito. Confesso che dopo quella partita mi è scesa anche qualche lacrima sul viso, perché sarebbe piaciuto giocarla anche a me, ma questa è un’altra storia. Incontri memorabili appunto, come quello di ieri tra Sinner e Cilic, croato oggi numero venti della classifica mondiale, ma ex numero tre e vincitore di uno Slam ( US Open) Si dice spesso che il tennis è boxe senza contatto e così è stato: una battaglia bellissima, durata tre ore e quarantacinque minuti, nella quale i due non si sono risparmiati combattendo quindici dopo quindici, colpo dopo colpo, ma alla fine eccolo! Eccolo il leone, l’uomo di ghiaccio, definitelo come volete che si scioglie come neve al sole, alzando le braccia al cielo dopo un doppio fallo beffardo per il vecchio volpone Marin. 3-6 7-6(4) 6-3. Questo l’epilogo di una impresa alla quale bisogna solo inchinarsi e battere le mani. Sonego? é normalissimo sentire la pressione quando si gioca in casa, soprattutto quando sei nato e cresciuto a pochi metri dal PalaAlpi tour, il Circolo della stampa di Torino. Non facciamo drammi. Diciamo grazie a questa squadra, capitanata da un amico ed un condottiero straordinario come Filippo Volandri @Filippo Volandri per il miracolo sportivo che hanno compiuto, anche e sopratutto in memoria di quel mitico laser che continuerà ad illuminare tutti noi. Siamo solo al primo capitolo, il meglio deve ancora venire!

Dario Ricciardi 

CAPODICHINO: Aeroporto e ….Sparatrapp

CAPODICHINO: Aeroporto e ….Sparatrapp

La Sardegna è un’isola splendida che incanta e rimane nel cuore sempre, anche quando si è costretti ad andar via. È proprio quello che è accaduto a me pochi giorni fa, quando, terminate le vacanze, ho dovuto lasciare la costa Smeralda. In aeroporto l’accoglienza è stata a dir poco perfetta: un’hostess gentile e professionale mi accompagna lungo i percorsi dell’aeroporto fino all’imbarco, dove mi affida ad altri suoi colleghi, altrettanto garbati e signorili, che non lasciano nulla al caso. La sedia che deve condurmi al mio posto in aereo è provvista di ogni necessario dispositivo : cintura di sicurezza, poggiapiedi, poggiatesta, braccioli. Davvero non si può chiedere di più e di meglio. Il volo è comodo e confortevole, ma, arrivato a Napoli la musica cambia. Un disastro, non so se sono in uno zoo o in aeroporto. Ad accogliermi, senza neppure salutare, ci sono degli ululati paragonabili a quelli delle scimmie. Il primo urlo cavernoso e fastidioso è questo: ” Oè Cì, oè Cì ( Ciro) t’aggia ritt e piglià ò guaglione”. Altro ululato scimmiesco: ” Comm ò piglio? pe man o pi pier?” ( Come lo prendo? Per le mani o per i piedi?). Da questo tira e molla viene fuori una cosa tipo nove settimane e mezzo: nel tentare di sollevarmi vengo spogliato, pantaloni giù e maglia sollevata, e gettato sulla sedia con una violenza mai vista prima. Sedia? forse sì , ma non certamente adatta al trasporto di un disabile :la cintura di sicurezza è stata letteralmente inventata con quello che in napoletano viene comunemente definito ” ò sparatrapp” un pò di nastro sottile e…..annodato alla bell’e meglio, come è possibile vedere in foto; del poggiapiedi e poggiatesta neppure l’ombra. Non so come vengo portato fuori dal velivolo mentre vedo gli sguardi preoccupati dei miei genitori e quelli perplessi del personale dell’aereo. Sono a Napoli, in Italia, in Europa eppure penso che neanche nel più povero dei paesi del terzo mondo avrei ricevuto un’accoglienza e un trattamento simile. 
Dario Ricciardi 

Presentazione libro ” Le leggende del tennis” di Angelo Mangiante

Presentazione libro ” Le leggende del tennis” di Angelo Mangiante

 

Domani, in anteprima nazionale avrò l’onore ed il privilegio di presentare, in diretta Facebook “ Le leggende del tennis”, il nuovissimo libro di Angelo Mangiante, non posso celare un po’ di emozione per il compito che Angelo ha pensato di affidarmi, non solo perché è un’anteprima nazionale, ma anche perché presenterò il libro di quello che considero un fratello maggiore per me. Se volete vi aspettiamo domani per parlare delle “ Leggende del tennis” e molto altro. Questa sera vi verrà comunicato anche l’orario di inizio della diretta di domani. Vi ringraziamo moltissimo

Dalla mia amica Carola Flauto

Dalla mia amica Carola Flauto

Pochi giorni fa ho ricevuto questa pagina frutto della penna di Carola Flauto, amica carissima nonchè scrittrice di fama nazionale.

Il protagonista della sua riflessione sono proprio io e, dal momento che  Carola mi fa oggetto  di elogi  e complimenti che non credo di meritare, sono stato combattuto sull’opportunità di  pubblicarla, ma la scrittura di Carola è talmente attraente, fluida e gradevole, che mi è parso un delitto privare i miei amici del piacere della lettura.

Grazie di cuore, Carola.

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Storia di un numero primo.
Dario Ricciardi l’ho incontrato al mare ieri mattina a Torre Saracena, un posto magnifico del nostro litorale Oplontino.
Lui è là, sotto l’ombrellone, seduto nella sua navicella speciale, con il tablet aperto sul mondo. Il mondo di Dario è fatto di letteratura, politica, sport, riflessioni etiche. Lui è laureato in lingue, laurea magistrale nonostante il suo handicap che gli tiene in prigione tutto il corpo, tranne la testa e il cuore che fanno insieme un lavoro straordinario. Dario corre con il suo pensiero su gambe da gigante, i suoi passi sono doppi rispetto alla “normalità”. Dario da il vero nome alle cose, per parlare del suo handicap, non educora con sinonimi formali, lui si definisce un disabile, disabile motorio. La sua sovrasensibilità l’ha allenata dal primo giorno che è stato consapevole. Percepisce la compassione degli altri nei suoi confronti e la ribalta con l’autoironia, con quella capacità di guardare più lontano, quello sguardo lungo che ha esercitato con la passione per la conoscenza. È sicuro di sé Dario e della sua capacità di elaborazione di un pensiero critico. È diventato giornalista pubblicista. La vita lo incanta così come è incantato dalla comunicazione e dal dialogo. Ha tantissimi amici, da famosi giornalisti ed intellettuali alle persone comuni. La sua selezione è spietata non è il titolo di studio o lo status sociale delle persone a cui lui si appassiona è piuttosto l’empatia e il modo etico di stare al mondo. Lui è un numero primo che le istituzioni rendono ultimo, insieme ai tanti disabili. Non è una società progredita questa che innalza e non abbatte barriere mentali ed architettoniche, che non investe risorse per il sostegno alle famiglie dei disabili, non è una società progredita la nostra se ancora avanza con lentezza nell’affidamento di ruoli di rilievo ai numeri primi come Dario. Nella maggioranza dei casi i disabili diventano fenomeni passeggeri di strumentalizzazione politica che alimenta pietismo inutile che non fa crescere la società.

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