L RACCONTO – Dario Ricciardi: “Gattuso saprà dare il giusto slancio al Napoli, la mia sensazione appena ho varcato la soglia della sala stampa di Castel Volturno è stata chiara”

L RACCONTO – Dario Ricciardi: “Gattuso saprà dare il giusto slancio al Napoli, la mia sensazione appena ho varcato la soglia della sala stampa di Castel Volturno è stata chiara”

È una fredda domenica mattina di inizio anno, non sono molto in forma, il raffreddore e l’influenza non danno tregua, ma la percezione che quella dì oggi sia una mattinata indimenticabile l’ho subito, appena varco la soglia della sala stampa di Castel Volturno. Negli ultimi tempi mi ero un pò distaccato dallo sport per dedicarmi allo studio e ai temi di disabilità, a me carissimi. Ma è bellissimo riscoprire la mia passione, quasi viscerale per lo sport, in particolar modo per il calcio. Gennaro Gattuso si sa è uno di pancia, sincero dice sempre quello che pensa ed il suo modo di fare mi affascina, non poco. “ Complimenti all’Inter, Antonio ha costruito una squadra forte, ma noi siamo il Napoli. Dobbiamo avere il veleno dentro”. Dopo avere ascoltato queste parole avrei avuto una voglio matta di indossare gli scarpini e scendere in campo. Non puoi non avere l’asticella delle motivazioni a mille dopo frasi del genere. Rino è un uomo che trasuda calcio, vive di e per il calcio. È uno che quando respira il profumo dell’erba si esalta, esattamente come farei io ( mannaggia le gambe). Son contento che il Napoli abbia trovato questo allenatore perchè può dare un grosso slancio emotivo ad una piazza ora un pò troppo spenta e disaffezionata. Al termine della conferenza, mia madre con il suo fare sempre dolce e gentile, mi invita a salutare tutti ed andare via, ma io non posso, c’è una ragione di cuore che mi spinge a rimanere ancora li. Mio padre che è davvero unico e la sua unicità sta nel comprendere le situazioni con un semplice sguardo, lo intuisce e mi concede il permesso Ugola sarà Live con la Ele tra pochissimo, un momento di altissima tv che non posso perdere! Battute a parte la verità è che dietro quella telecamera ho sempre sognato di esserci anch’io, dando il cinque e battendo il pugno sul cuore a tutti, ma proprio tutti voi, gridando “ Ce l’ho fatta! Nella vita mai dire mai… Del resto anch’io come Ibra cadabra devo ancora compiere l’ultima magia.
Dario Ricciardi

Fonte: http://Napolimagazine.com

Disabilità e accessibilità, incontro al Comune con Mina Welby, dell’Associazione Luca Coscioni

Disabilità e accessibilità, incontro al Comune con Mina Welby, dell’Associazione Luca Coscioni

Una battaglia di civiltà con cinque proposte per una città vivibiie

a cura di

Dario Ricciardi


Il 22 Novembre 2019, presso la sede del Comune di Torre Annunziata in Via Provinciale Schiti, si è tenuta una riunione alla presenza del Sindaco di Torre Annunziata, Vincenzo Ascione, della dottoressa Mina Welby, vicepresidente dell’Associazione Luca Coscioni, dell’architetto Rosanna Cirillo, dell’avvocato Ciro Manfredonia, del geometra Scarpa (membri dello staff del Sindaco) e del sottoscritto, presente in quanto rappresentante delle istanze dei disabili torresi ,avente come oggetto del dibattito il “PEBA” (Piano di Eliminazione delle Barriere Architettoniche).
Si è discusso della possibile installazione sul nostro territorio di una app, denominata ” NO BARRIERE”, allo scopo di redigere una mappa degli ostacoli presenti sul territorio, per riuscire ad eliminarli con l’aiuto di urbanisti e tecnici competenti.
Si è poi proposto di coinvolgere e sensibilizzare tutte le scuole del territorio al problema della disabilità e dell’accessibilità.
Al termine dell’incontro ho preso la parola ed ho elencato cinque punti che a mio avviso sono requisiti minimi fondamentali perchè una città -la nostra- possa definirsi civile, accessibile ed inclusiva. Tali aggettivi non fanno riferimento solo all’ accessibilità per chi vive in sedia a rotelle, ma alla qualità di vita di tutta la nostra
Ecco i punti:
1) Rimozione di tutti gli ostacoli (cartelloni, pali della luce, segnaletica stradale ecc.) posti sui marciapiedi e tali da impedire la normale circolazione a piedi o in carrozzina.
2) Provvedere a dotare tutti i marciapiedi e locali pubblici di scivoli o pedane, in maniera tale da consentire l’accesso e la fruizione degli spazi pubblici (gli scivoli lungo i marciapiedi devono essere segnalati con il simbolo della sedia a rotelle, come già viene fatto nella confinante città di Torre del Greco).
3) Chiedere ai gestori degli stabilimenti balneari la realizzazione di passerelle che consentano di giungere senza difficoltà fino al bagnasciuga, con sedie Job per accedere o uscire dall’acqua (é vergognoso e mortificante che non ci siano tali camminamenti che risulterebbero utili non solo al disabile permanente ma anche all’anziano e a chiunque viva una situazione di difficoltà fisica)
4) Predisporre un sistema sanzionatorio serio e severo ricorrendo anche alla videosorveglianza per tutti coloro che occupano impropriamente ed abusivamente gli stalli riservati ai diversamente abili, o che parcheggiano all’altezza degli scivoli o sulle strisce pedonali.
5) Difesa contro l’insopportabile inquinamento acustico che la città deve subire nei mesi estivi. Nonostante le numerosissime proteste e segnalazioni, per garantire il divertimento dei giovani si calpestano i diritti di tutti, lavoratori, studenti, anziani, malati e disabili.
Sono 5 punti, a cui potrebbero aggiungersene tanti altri, da cui poter partire per dimostrare volontà e serietà nell’affrontare problemi di civiltà mche fanno “la qualità della vita”. Per la loro realizzazione, e soprattutto per evitare che restino parole vane da riporre nel polveroso cassetto delle buone intenzioni, ho chiesto al Sindaco ed al suo staff di definire un cronoprogramma così che i cittadini possano verificarne la realizzazione.
E’ una sfida? Probabilmente sì, ma una sfida in cui a vincere sarebbe l’intera Città di Torre Annunziata.

Dario Ricciardi
http://torresette.it

Torre Annunziata, Dario non si è arreso a chi voleva fare propaganda con la sua disabilità

https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/11/18/torre-annunziata-dario-non-si-e-arreso-a-chi-voleva-fare-propaganda-con-la-sua-disabilita/5568883/

Lettera di dimissioni dal ruolo di delegato del Sindaco allo sport e disabilità di Dario Ricciardi

Caro Sindaco,


all’indomani della tua elezione mi hai onorato conferendomi la carica di tuo delegato alla comunicazione sui temi della Disabilità e dello Sport.
In quella nomina ho letto la volontà dell’Amministrazione che presiedi a voltare pagina e a dimostrare con i fatti il desiderio di affrontare con buona volontà e spirito di servizio il problema dell’accessibilità e della difesa dei diritti dei disabili torresi.
A distanza di 2 anni devo rilevare con estremo rammarico che nulla è cambiato.
Da allora mai una volta sono stato convocato né da te né dal consiglio comunale per affrontare i problemi che mi stanno a cuore.
Ho cercato allora di sollecitare attenzione e reazione con i mezzi che mi sono più congeniali: la penna e la parola. Ho scritto articoli di denuncia e ti ho evidenziato nei nostri incontri il disagio vissuto ogni giorno da chi, disabile come me, deve confrontarsi con le difficoltà e le limitazioni proposte dalla nostra città.
Il silenzio è stato assordante.
Prendo quindi atto che la carica conferitami ha avuto un significato meramente propagandistico e che di fatto anche la tua Amministrazione non ha alcun reale interesse ad affrontare con serietà i problemi correlati alla disabilità.
Al contrario, la difesa dei diritti dei disabili resta per me una battaglia da portare avanti con convinzione giorno dopo giorno, sarà il mantra a cui ispirare le mie azioni future.
Per tutto questo, non avendo io né ambizioni politiche né la vanità di ostentare una carica pubblica ma solo il desiderio di fornire collaborazione fattiva, rassegno le mie dimissioni irrevocabili dal ruolo che mi avevi riservato.
A te e a tutta l’Amministrazione Comunale il mio augurio di buon lavoro per realizzare una Torre Annunziata inclusiva ed accessibile.
Dario Ricciardi

Federica Pellegrini medaglia d’oro: grazie per l’ennesimo miracolo

Federica Pellegrini medaglia d’oro: grazie per l’ennesimo miracolo

Gli spalti sono gremiti, la tensione è palpabile ad un miglio di distanza, il silenzio nell’attesa della gara è rispettoso come si conviene nelle grandi occasioni. Le dominatrici indiscusse degli ultimi anni e perciò favorite nel pronostico, sono le nuotatrici australiane e svedesi, ma noi abbiamo la solita indomabile Federica Pellegrini. Basta Il suo nome per incutere nelle avversarie un timore reverenziale. Ma non c’è più spazio per pensieri e strategie: si scende in vasca! 
Ai blocchi di partenza tremano i polsi a Fede e con lei a tutti gli italiani. Ma niente paura, è solo consapevolezza della posta in palio. 
Ha gli occhi della tigre dipinti sul volto e questo è a dir poco rassicurante. 3, 2,1….. si parte! 
La tigre è tesissima, sembra bloccata, fa fatica a ruggire! Siamo dietro! Siamo dietro! Accidenti! Dai, Fede! 
Questa medaglia non può sfuggirti, deve essere tua!
La leonessa sembra strizzare L’occhiolino e sorridere: e’ solo questione di tempo. Si tratta solo di aumentare i giri del motore ed ingranare qualche marcia in più. 
E allora…….. eccola,eccola,eccola! 
Le braccia iniziano a schiaffeggiare l’acqua come meglio non si può, le gambe cominciano a sforbiciare più veloce del vento. Siamo lì, siamo lì! Terza, seconda, prima! 
Tocca, tocca quel maledetto bordo, Fede, toccalo che ci siamo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! 
Alza al cielo la tua medaglia, alta, altissima. 
Noi ti ringraziamo per l’ennesimo miracolo sportivo che ci hai regalato. Fatti abbracciare fortissimo, Federica! Con te è esaltante amare lo sport ed inorgoglisce essere italiani. Grazie con tutto il cuore. Ma questo romanzo meraviglioso non può terminare così: abbiamo ancora l’ultima pagina da scrivere: Tokyo 2020! Noi siamo già pronti ad esultare! Passano gli anni, cambiano le generazioni, ma tu non passi mai.
GRAZIE.Gli spalti sono gremiti, la tensione è palpabile ad un miglio di distanza, il silenzio nell’attesa della gara è rispettoso come si conviene nelle grandi occasioni. Le dominatrici indiscusse degli ultimi anni e perciò favorite nel pronostico, sono le nuotatrici australiane e svedesi, ma noi abbiamo la solita indomabile Federica Pellegrini. Basta Il suo nome per incutere nelle avversarie un timore reverenziale. Ma non c’è più spazio per pensieri e strategie: si scende in vasca! 
Ai blocchi di partenza tremano i polsi a Fede e con lei a tutti gli italiani. Ma niente paura, è solo consapevolezza della posta in palio. 
Ha gli occhi della tigre dipinti sul volto e questo è a dir poco rassicurante. 3, 2,1….. si parte! 
La tigre è tesissima, sembra bloccata, fa fatica a ruggire! Siamo dietro! Siamo dietro! Accidenti! Dai, Fede! 
Questa medaglia non può sfuggirti, deve essere tua!
La leonessa sembra strizzare L’occhiolino e sorridere: e’ solo questione di tempo. Si tratta solo di aumentare i giri del motore ed ingranare qualche marcia in più. 
E allora…….. eccola,eccola,eccola! 
Le braccia iniziano a schiaffeggiare l’acqua come meglio non si può, le gambe cominciano a sforbiciare più veloce del vento. Siamo lì, siamo lì! Terza, seconda, prima! 
Tocca, tocca quel maledetto bordo, Fede, toccalo che ci siamo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! 
Alza al cielo la tua medaglia, alta, altissima. 
Noi ti ringraziamo per l’ennesimo miracolo sportivo che ci hai regalato. Fatti abbracciare fortissimo, Federica! Con te è esaltante amare lo sport ed inorgoglisce essere italiani. Grazie con tutto il cuore. Ma questo romanzo meraviglioso non può terminare così: abbiamo ancora l’ultima pagina da scrivere: Tokyo 2020! Noi siamo già pronti ad esultare! Passano gli anni, cambiano le generazioni, ma tu non passi mai.
GRAZIE.Gli spalti sono gremiti, la tensione è palpabile ad un miglio di distanza, il silenzio nell’attesa della gara è rispettoso come si conviene nelle grandi occasioni. Le dominatrici indiscusse degli ultimi anni e perciò favorite nel pronostico, sono le nuotatrici australiane e svedesi, ma noi abbiamo la solita indomabile Federica Pellegrini. Basta Il suo nome per incutere nelle avversarie un timore reverenziale. Ma non c’è più spazio per pensieri e strategie: si scende in vasca! 
Ai blocchi di partenza tremano i polsi a Fede e con lei a tutti gli italiani. Ma niente paura, è solo consapevolezza della posta in palio. 
Ha gli occhi della tigre dipinti sul volto e questo è a dir poco rassicurante. 3, 2,1….. si parte! 
La tigre è tesissima, sembra bloccata, fa fatica a ruggire! Siamo dietro! Siamo dietro! Accidenti! Dai, Fede! 
Questa medaglia non può sfuggirti, deve essere tua!
La leonessa sembra strizzare L’occhiolino e sorridere: e’ solo questione di tempo. Si tratta solo di aumentare i giri del motore ed ingranare qualche marcia in più. 
E allora…….. eccola,eccola,eccola! 
Le braccia iniziano a schiaffeggiare l’acqua come meglio non si può, le gambe cominciano a sforbiciare più veloce del vento. Siamo lì, siamo lì! Terza, seconda, prima! 
Tocca, tocca quel maledetto bordo, Fede, toccalo che ci siamo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! 
Alza al cielo la tua medaglia, alta, altissima. 
Noi ti ringraziamo per l’ennesimo miracolo sportivo che ci hai regalato. Fatti abbracciare fortissimo, Federica! Con te è esaltante amare lo sport ed inorgoglisce essere italiani. Grazie con tutto il cuore. Ma questo romanzo meraviglioso non può terminare così: abbiamo ancora l’ultima pagina da scrivere: Tokyo 2020! Noi siamo già pronti ad esultare! Passano gli anni, cambiano le generazioni, ma tu non passi mai.
GRAZIE.Gli spalti sono gremiti, la tensione è palpabile ad un miglio di distanza, il silenzio nell’attesa della gara è rispettoso come si conviene nelle grandi occasioni. Le dominatrici indiscusse degli ultimi anni e perciò favorite nel pronostico, sono le nuotatrici australiane e svedesi, ma noi abbiamo la solita indomabile Federica Pellegrini. Basta Il suo nome per incutere nelle avversarie un timore reverenziale. Ma non c’è più spazio per pensieri e strategie: si scende in vasca! 
Ai blocchi di partenza tremano i polsi a Fede e con lei a tutti gli italiani. Ma niente paura, è solo consapevolezza della posta in palio. 
Ha gli occhi della tigre dipinti sul volto e questo è a dir poco rassicurante. 3, 2,1….. si parte! 
La tigre è tesissima, sembra bloccata, fa fatica a ruggire! Siamo dietro! Siamo dietro! Accidenti! Dai, Fede! 
Questa medaglia non può sfuggirti, deve essere tua!
La leonessa sembra strizzare L’occhiolino e sorridere: e’ solo questione di tempo. Si tratta solo di aumentare i giri del motore ed ingranare qualche marcia in più. 
E allora…….. eccola, eccola ,eccola!
Le braccia iniziano a schiaffeggiare l’acqua come meglio non si può, le gambe cominciano a sforbiciare più veloce del vento. Siamo lì, siamo lì! Terza, seconda, prima! 
Tocca, tocca quel maledetto bordo, Fede, toccalo che ci siamo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! 
Alza al cielo la tua medaglia, alta, altissima. 
Noi ti ringraziamo per l’ennesimo miracolo sportivo che ci hai regalato. Fatti abbracciare fortissimo, Federica! Con te è esaltante amare lo sport ed inorgoglisce essere italiani. Grazie con tutto il cuore. Ma questo romanzo meraviglioso non può terminare così: abbiamo ancora l’ultima pagina da scrivere: Tokyo 2020! Noi siamo già pronti ad esultare! Passano gli anni, cambiano le generazioni, ma tu non passi mai.
GRAZIE.

Dario Ricciardi

https://www.torresette.news/24-news/2019/07/24/federica-pelligrini-medaglia-d-oro-grazie-per-l-ennesimo-miracolo

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