CAPODICHINO: Aeroporto e ….Sparatrapp

CAPODICHINO: Aeroporto e ….Sparatrapp

La Sardegna è un’isola splendida che incanta e rimane nel cuore sempre, anche quando si è costretti ad andar via. È proprio quello che è accaduto a me pochi giorni fa, quando, terminate le vacanze, ho dovuto lasciare la costa Smeralda. In aeroporto l’accoglienza è stata a dir poco perfetta: un’hostess gentile e professionale mi accompagna lungo i percorsi dell’aeroporto fino all’imbarco, dove mi affida ad altri suoi colleghi, altrettanto garbati e signorili, che non lasciano nulla al caso. La sedia che deve condurmi al mio posto in aereo è provvista di ogni necessario dispositivo : cintura di sicurezza, poggiapiedi, poggiatesta, braccioli. Davvero non si può chiedere di più e di meglio. Il volo è comodo e confortevole, ma, arrivato a Napoli la musica cambia. Un disastro, non so se sono in uno zoo o in aeroporto. Ad accogliermi, senza neppure salutare, ci sono degli ululati paragonabili a quelli delle scimmie. Il primo urlo cavernoso e fastidioso è questo: ” Oè Cì, oè Cì ( Ciro) t’aggia ritt e piglià ò guaglione”. Altro ululato scimmiesco: ” Comm ò piglio? pe man o pi pier?” ( Come lo prendo? Per le mani o per i piedi?). Da questo tira e molla viene fuori una cosa tipo nove settimane e mezzo: nel tentare di sollevarmi vengo spogliato, pantaloni giù e maglia sollevata, e gettato sulla sedia con una violenza mai vista prima. Sedia? forse sì , ma non certamente adatta al trasporto di un disabile :la cintura di sicurezza è stata letteralmente inventata con quello che in napoletano viene comunemente definito ” ò sparatrapp” un pò di nastro sottile e…..annodato alla bell’e meglio, come è possibile vedere in foto; del poggiapiedi e poggiatesta neppure l’ombra. Non so come vengo portato fuori dal velivolo mentre vedo gli sguardi preoccupati dei miei genitori e quelli perplessi del personale dell’aereo. Sono a Napoli, in Italia, in Europa eppure penso che neanche nel più povero dei paesi del terzo mondo avrei ricevuto un’accoglienza e un trattamento simile. 
Dario Ricciardi 

Presentazione libro ” Le leggende del tennis” di Angelo Mangiante

Presentazione libro ” Le leggende del tennis” di Angelo Mangiante

 

Domani, in anteprima nazionale avrò l’onore ed il privilegio di presentare, in diretta Facebook “ Le leggende del tennis”, il nuovissimo libro di Angelo Mangiante, non posso celare un po’ di emozione per il compito che Angelo ha pensato di affidarmi, non solo perché è un’anteprima nazionale, ma anche perché presenterò il libro di quello che considero un fratello maggiore per me. Se volete vi aspettiamo domani per parlare delle “ Leggende del tennis” e molto altro. Questa sera vi verrà comunicato anche l’orario di inizio della diretta di domani. Vi ringraziamo moltissimo

Dalla mia amica Carola Flauto

Dalla mia amica Carola Flauto

Pochi giorni fa ho ricevuto questa pagina frutto della penna di Carola Flauto, amica carissima nonchè scrittrice di fama nazionale.

Il protagonista della sua riflessione sono proprio io e, dal momento che  Carola mi fa oggetto  di elogi  e complimenti che non credo di meritare, sono stato combattuto sull’opportunità di  pubblicarla, ma la scrittura di Carola è talmente attraente, fluida e gradevole, che mi è parso un delitto privare i miei amici del piacere della lettura.

Grazie di cuore, Carola.

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Storia di un numero primo.
Dario Ricciardi l’ho incontrato al mare ieri mattina a Torre Saracena, un posto magnifico del nostro litorale Oplontino.
Lui è là, sotto l’ombrellone, seduto nella sua navicella speciale, con il tablet aperto sul mondo. Il mondo di Dario è fatto di letteratura, politica, sport, riflessioni etiche. Lui è laureato in lingue, laurea magistrale nonostante il suo handicap che gli tiene in prigione tutto il corpo, tranne la testa e il cuore che fanno insieme un lavoro straordinario. Dario corre con il suo pensiero su gambe da gigante, i suoi passi sono doppi rispetto alla “normalità”. Dario da il vero nome alle cose, per parlare del suo handicap, non educora con sinonimi formali, lui si definisce un disabile, disabile motorio. La sua sovrasensibilità l’ha allenata dal primo giorno che è stato consapevole. Percepisce la compassione degli altri nei suoi confronti e la ribalta con l’autoironia, con quella capacità di guardare più lontano, quello sguardo lungo che ha esercitato con la passione per la conoscenza. È sicuro di sé Dario e della sua capacità di elaborazione di un pensiero critico. È diventato giornalista pubblicista. La vita lo incanta così come è incantato dalla comunicazione e dal dialogo. Ha tantissimi amici, da famosi giornalisti ed intellettuali alle persone comuni. La sua selezione è spietata non è il titolo di studio o lo status sociale delle persone a cui lui si appassiona è piuttosto l’empatia e il modo etico di stare al mondo. Lui è un numero primo che le istituzioni rendono ultimo, insieme ai tanti disabili. Non è una società progredita questa che innalza e non abbatte barriere mentali ed architettoniche, che non investe risorse per il sostegno alle famiglie dei disabili, non è una società progredita la nostra se ancora avanza con lentezza nell’affidamento di ruoli di rilievo ai numeri primi come Dario. Nella maggioranza dei casi i disabili diventano fenomeni passeggeri di strumentalizzazione politica che alimenta pietismo inutile che non fa crescere la società.

I DISABILI: STORIA D’ INGIUSTIZIA SU UNA MINORANZA SILENZIOSA

I DISABILI: STORIA D’ INGIUSTIZIA SU UNA MINORANZA SILENZIOSA
I DISABILI: STORIA D’ INGIUSTIZIA SU UNA MINORANZA SILENZIOSA 
L’Italia è davvero uno strano Paese e soprattutto è  il Paese dei BONUS: ecobonus, bonus ristrutturazione, sisma bonus, bonus baby sitter, bonus “Renzi”, bonus verde e giardini, bonus asili nido, bonus biciclette e monopattini, bonus PC e tablet, bonus vacanze, bonus animali domestici e chi più ne ha più ne metta. Anzi tra i bonus aggiungerei anche il reddito di cittadinanza, che ha un nome diverso ma che nella sostanza quello è.
Ebbene  questo strano Paese, così pronto ad elargire e a venire incontro alle esigenze di tutti, non trova mai e dico mai le risorse per supportare I PORTATORI DI DISABILITA’.
Avete mai sentito del bonus disabilità?
Si va incontro al genitore che per poter lavorare necessita di baby sitter ma non si parla mai della mamma che ha dovuto rinunciare al lavoro per stare 24 al giorno a prendersi cura di un figlio con problemi gravissimi. Nemmeno quando è stata fatta richiesta di pensionamento anticipato per i genitori di questi sfortunati ragazzi – e stiamo parlando di poche migliaia  di lavoratori- si sono trovate le risorse. Per loro le porte e i cordoni della borsa sono sempre chiusi. Cambiano i governi ma nulla cambia per le persone diversamente abili e per le loro famiglie. Anzi in tempi di magra si è sempre pronti a tagliare sul welfare.
Pensate che solo recentemente la Corte d’Appello di Torino ha sancito che le pensioni d’invalidità sono troppo basse e quindi incostituzionali, cioè ha detto quello che la politica si rifiuta di ammettere: i 255,86 euro mensili, previsti per le persone totalmente inabili al lavoro per effetto di gravi disabilità, non sono sufficienti a soddisfare i bisogni primari di vita, violando così l’articolo 38 della Costituzione.
C’è voluto un Tribunale per sancire un’ovvietà sotto gli occhi di tutti da tempo immemorabile.
Perchè tanta “disattenzione” verso il mondo dei disabili?
E’ azzardato dire che la ragione sta nel fatto di essere MINORANZA SILENZIOSA, DEBOLE PER DEFINIZIONE, POCO UTILE DAL PUNTO DI VISTA ELETTORALE?
Mi piacerebbe confrontarmi con chiunque sull’argomento ma soprattutto con coloro che hanno compiti decisionali per capire se provano un minimo di vergogna di fronte a tanta ingiustizia e a tanta inciviltà. Non uso a caso la parola inciviltà perchè  la  civiltà di un popolo si misura dal modo con cui tratta i più deboli e più sfortunati.
Dario Ricciardi

L RACCONTO – Dario Ricciardi: “Gattuso saprà dare il giusto slancio al Napoli, la mia sensazione appena ho varcato la soglia della sala stampa di Castel Volturno è stata chiara”

L RACCONTO – Dario Ricciardi: “Gattuso saprà dare il giusto slancio al Napoli, la mia sensazione appena ho varcato la soglia della sala stampa di Castel Volturno è stata chiara”

È una fredda domenica mattina di inizio anno, non sono molto in forma, il raffreddore e l’influenza non danno tregua, ma la percezione che quella dì oggi sia una mattinata indimenticabile l’ho subito, appena varco la soglia della sala stampa di Castel Volturno. Negli ultimi tempi mi ero un pò distaccato dallo sport per dedicarmi allo studio e ai temi di disabilità, a me carissimi. Ma è bellissimo riscoprire la mia passione, quasi viscerale per lo sport, in particolar modo per il calcio. Gennaro Gattuso si sa è uno di pancia, sincero dice sempre quello che pensa ed il suo modo di fare mi affascina, non poco. “ Complimenti all’Inter, Antonio ha costruito una squadra forte, ma noi siamo il Napoli. Dobbiamo avere il veleno dentro”. Dopo avere ascoltato queste parole avrei avuto una voglio matta di indossare gli scarpini e scendere in campo. Non puoi non avere l’asticella delle motivazioni a mille dopo frasi del genere. Rino è un uomo che trasuda calcio, vive di e per il calcio. È uno che quando respira il profumo dell’erba si esalta, esattamente come farei io ( mannaggia le gambe). Son contento che il Napoli abbia trovato questo allenatore perchè può dare un grosso slancio emotivo ad una piazza ora un pò troppo spenta e disaffezionata. Al termine della conferenza, mia madre con il suo fare sempre dolce e gentile, mi invita a salutare tutti ed andare via, ma io non posso, c’è una ragione di cuore che mi spinge a rimanere ancora li. Mio padre che è davvero unico e la sua unicità sta nel comprendere le situazioni con un semplice sguardo, lo intuisce e mi concede il permesso Ugola sarà Live con la Ele tra pochissimo, un momento di altissima tv che non posso perdere! Battute a parte la verità è che dietro quella telecamera ho sempre sognato di esserci anch’io, dando il cinque e battendo il pugno sul cuore a tutti, ma proprio tutti voi, gridando “ Ce l’ho fatta! Nella vita mai dire mai… Del resto anch’io come Ibra cadabra devo ancora compiere l’ultima magia.
Dario Ricciardi

Fonte: http://Napolimagazine.com

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