Torre Annunziata, Dario non si è arreso a chi voleva fare propaganda con la sua disabilità

https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/11/18/torre-annunziata-dario-non-si-e-arreso-a-chi-voleva-fare-propaganda-con-la-sua-disabilita/5568883/

Lettera di dimissioni dal ruolo di delegato del Sindaco allo sport e disabilità di Dario Ricciardi

Caro Sindaco,


all’indomani della tua elezione mi hai onorato conferendomi la carica di tuo delegato alla comunicazione sui temi della Disabilità e dello Sport.
In quella nomina ho letto la volontà dell’Amministrazione che presiedi a voltare pagina e a dimostrare con i fatti il desiderio di affrontare con buona volontà e spirito di servizio il problema dell’accessibilità e della difesa dei diritti dei disabili torresi.
A distanza di 2 anni devo rilevare con estremo rammarico che nulla è cambiato.
Da allora mai una volta sono stato convocato né da te né dal consiglio comunale per affrontare i problemi che mi stanno a cuore.
Ho cercato allora di sollecitare attenzione e reazione con i mezzi che mi sono più congeniali: la penna e la parola. Ho scritto articoli di denuncia e ti ho evidenziato nei nostri incontri il disagio vissuto ogni giorno da chi, disabile come me, deve confrontarsi con le difficoltà e le limitazioni proposte dalla nostra città.
Il silenzio è stato assordante.
Prendo quindi atto che la carica conferitami ha avuto un significato meramente propagandistico e che di fatto anche la tua Amministrazione non ha alcun reale interesse ad affrontare con serietà i problemi correlati alla disabilità.
Al contrario, la difesa dei diritti dei disabili resta per me una battaglia da portare avanti con convinzione giorno dopo giorno, sarà il mantra a cui ispirare le mie azioni future.
Per tutto questo, non avendo io né ambizioni politiche né la vanità di ostentare una carica pubblica ma solo il desiderio di fornire collaborazione fattiva, rassegno le mie dimissioni irrevocabili dal ruolo che mi avevi riservato.
A te e a tutta l’Amministrazione Comunale il mio augurio di buon lavoro per realizzare una Torre Annunziata inclusiva ed accessibile.
Dario Ricciardi

Federica Pellegrini medaglia d’oro: grazie per l’ennesimo miracolo

Federica Pellegrini medaglia d’oro: grazie per l’ennesimo miracolo

Gli spalti sono gremiti, la tensione è palpabile ad un miglio di distanza, il silenzio nell’attesa della gara è rispettoso come si conviene nelle grandi occasioni. Le dominatrici indiscusse degli ultimi anni e perciò favorite nel pronostico, sono le nuotatrici australiane e svedesi, ma noi abbiamo la solita indomabile Federica Pellegrini. Basta Il suo nome per incutere nelle avversarie un timore reverenziale. Ma non c’è più spazio per pensieri e strategie: si scende in vasca! 
Ai blocchi di partenza tremano i polsi a Fede e con lei a tutti gli italiani. Ma niente paura, è solo consapevolezza della posta in palio. 
Ha gli occhi della tigre dipinti sul volto e questo è a dir poco rassicurante. 3, 2,1….. si parte! 
La tigre è tesissima, sembra bloccata, fa fatica a ruggire! Siamo dietro! Siamo dietro! Accidenti! Dai, Fede! 
Questa medaglia non può sfuggirti, deve essere tua!
La leonessa sembra strizzare L’occhiolino e sorridere: e’ solo questione di tempo. Si tratta solo di aumentare i giri del motore ed ingranare qualche marcia in più. 
E allora…….. eccola,eccola,eccola! 
Le braccia iniziano a schiaffeggiare l’acqua come meglio non si può, le gambe cominciano a sforbiciare più veloce del vento. Siamo lì, siamo lì! Terza, seconda, prima! 
Tocca, tocca quel maledetto bordo, Fede, toccalo che ci siamo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! 
Alza al cielo la tua medaglia, alta, altissima. 
Noi ti ringraziamo per l’ennesimo miracolo sportivo che ci hai regalato. Fatti abbracciare fortissimo, Federica! Con te è esaltante amare lo sport ed inorgoglisce essere italiani. Grazie con tutto il cuore. Ma questo romanzo meraviglioso non può terminare così: abbiamo ancora l’ultima pagina da scrivere: Tokyo 2020! Noi siamo già pronti ad esultare! Passano gli anni, cambiano le generazioni, ma tu non passi mai.
GRAZIE.Gli spalti sono gremiti, la tensione è palpabile ad un miglio di distanza, il silenzio nell’attesa della gara è rispettoso come si conviene nelle grandi occasioni. Le dominatrici indiscusse degli ultimi anni e perciò favorite nel pronostico, sono le nuotatrici australiane e svedesi, ma noi abbiamo la solita indomabile Federica Pellegrini. Basta Il suo nome per incutere nelle avversarie un timore reverenziale. Ma non c’è più spazio per pensieri e strategie: si scende in vasca! 
Ai blocchi di partenza tremano i polsi a Fede e con lei a tutti gli italiani. Ma niente paura, è solo consapevolezza della posta in palio. 
Ha gli occhi della tigre dipinti sul volto e questo è a dir poco rassicurante. 3, 2,1….. si parte! 
La tigre è tesissima, sembra bloccata, fa fatica a ruggire! Siamo dietro! Siamo dietro! Accidenti! Dai, Fede! 
Questa medaglia non può sfuggirti, deve essere tua!
La leonessa sembra strizzare L’occhiolino e sorridere: e’ solo questione di tempo. Si tratta solo di aumentare i giri del motore ed ingranare qualche marcia in più. 
E allora…….. eccola,eccola,eccola! 
Le braccia iniziano a schiaffeggiare l’acqua come meglio non si può, le gambe cominciano a sforbiciare più veloce del vento. Siamo lì, siamo lì! Terza, seconda, prima! 
Tocca, tocca quel maledetto bordo, Fede, toccalo che ci siamo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! 
Alza al cielo la tua medaglia, alta, altissima. 
Noi ti ringraziamo per l’ennesimo miracolo sportivo che ci hai regalato. Fatti abbracciare fortissimo, Federica! Con te è esaltante amare lo sport ed inorgoglisce essere italiani. Grazie con tutto il cuore. Ma questo romanzo meraviglioso non può terminare così: abbiamo ancora l’ultima pagina da scrivere: Tokyo 2020! Noi siamo già pronti ad esultare! Passano gli anni, cambiano le generazioni, ma tu non passi mai.
GRAZIE.Gli spalti sono gremiti, la tensione è palpabile ad un miglio di distanza, il silenzio nell’attesa della gara è rispettoso come si conviene nelle grandi occasioni. Le dominatrici indiscusse degli ultimi anni e perciò favorite nel pronostico, sono le nuotatrici australiane e svedesi, ma noi abbiamo la solita indomabile Federica Pellegrini. Basta Il suo nome per incutere nelle avversarie un timore reverenziale. Ma non c’è più spazio per pensieri e strategie: si scende in vasca! 
Ai blocchi di partenza tremano i polsi a Fede e con lei a tutti gli italiani. Ma niente paura, è solo consapevolezza della posta in palio. 
Ha gli occhi della tigre dipinti sul volto e questo è a dir poco rassicurante. 3, 2,1….. si parte! 
La tigre è tesissima, sembra bloccata, fa fatica a ruggire! Siamo dietro! Siamo dietro! Accidenti! Dai, Fede! 
Questa medaglia non può sfuggirti, deve essere tua!
La leonessa sembra strizzare L’occhiolino e sorridere: e’ solo questione di tempo. Si tratta solo di aumentare i giri del motore ed ingranare qualche marcia in più. 
E allora…….. eccola,eccola,eccola! 
Le braccia iniziano a schiaffeggiare l’acqua come meglio non si può, le gambe cominciano a sforbiciare più veloce del vento. Siamo lì, siamo lì! Terza, seconda, prima! 
Tocca, tocca quel maledetto bordo, Fede, toccalo che ci siamo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! 
Alza al cielo la tua medaglia, alta, altissima. 
Noi ti ringraziamo per l’ennesimo miracolo sportivo che ci hai regalato. Fatti abbracciare fortissimo, Federica! Con te è esaltante amare lo sport ed inorgoglisce essere italiani. Grazie con tutto il cuore. Ma questo romanzo meraviglioso non può terminare così: abbiamo ancora l’ultima pagina da scrivere: Tokyo 2020! Noi siamo già pronti ad esultare! Passano gli anni, cambiano le generazioni, ma tu non passi mai.
GRAZIE.Gli spalti sono gremiti, la tensione è palpabile ad un miglio di distanza, il silenzio nell’attesa della gara è rispettoso come si conviene nelle grandi occasioni. Le dominatrici indiscusse degli ultimi anni e perciò favorite nel pronostico, sono le nuotatrici australiane e svedesi, ma noi abbiamo la solita indomabile Federica Pellegrini. Basta Il suo nome per incutere nelle avversarie un timore reverenziale. Ma non c’è più spazio per pensieri e strategie: si scende in vasca! 
Ai blocchi di partenza tremano i polsi a Fede e con lei a tutti gli italiani. Ma niente paura, è solo consapevolezza della posta in palio. 
Ha gli occhi della tigre dipinti sul volto e questo è a dir poco rassicurante. 3, 2,1….. si parte! 
La tigre è tesissima, sembra bloccata, fa fatica a ruggire! Siamo dietro! Siamo dietro! Accidenti! Dai, Fede! 
Questa medaglia non può sfuggirti, deve essere tua!
La leonessa sembra strizzare L’occhiolino e sorridere: e’ solo questione di tempo. Si tratta solo di aumentare i giri del motore ed ingranare qualche marcia in più. 
E allora…….. eccola, eccola ,eccola!
Le braccia iniziano a schiaffeggiare l’acqua come meglio non si può, le gambe cominciano a sforbiciare più veloce del vento. Siamo lì, siamo lì! Terza, seconda, prima! 
Tocca, tocca quel maledetto bordo, Fede, toccalo che ci siamo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! 
Alza al cielo la tua medaglia, alta, altissima. 
Noi ti ringraziamo per l’ennesimo miracolo sportivo che ci hai regalato. Fatti abbracciare fortissimo, Federica! Con te è esaltante amare lo sport ed inorgoglisce essere italiani. Grazie con tutto il cuore. Ma questo romanzo meraviglioso non può terminare così: abbiamo ancora l’ultima pagina da scrivere: Tokyo 2020! Noi siamo già pronti ad esultare! Passano gli anni, cambiano le generazioni, ma tu non passi mai.
GRAZIE.

Dario Ricciardi

https://www.torresette.news/24-news/2019/07/24/federica-pelligrini-medaglia-d-oro-grazie-per-l-ennesimo-miracolo

Sapete da dove viene il termine “handicap”?

Sapete da dove viene il termine “handicap”?

Non c’è dubbio che mai prima d’ ora si è riscontrato tanto interesse e attenzione da parte dei mezzi d’informazione al mondo della disabilità.

Ma avete mai fatto caso al modo con cui si affronta l’argomento e soprattutto al modo con cui ci si rivolge al disabile?

Il tono degli articoli è solitamente permeato di pietismo, buonismo o sensazionalismo, e quando si parla dei disabili ancora si usano termini come handicappato, menomato, persona condannata a vivere in carrozzella e via di questo passo.

Toni da romanzo d’appendice, parole vecchie e improprie.

Tanto per capirci: sapete da dove viene il termine “ handicap”? Con questa parola si definiva la zavorra di piombo che serviva a livellare la differenza di peso dei fantini nelle corse dei cavalli. Ora ditemi voi se un’espressione del genere non debba essere percepita come un insulto. Io, malgrado i miei limiti motori, non mi sono mai sentito zavorra e, come me, credo anche la maggioranza delle persone disabili.

Ciò che intendo dire è che le parole pesano, le parole definiscono la realtà.

Per fortuna non sono il solo a pensarla così.

Partendo dal “Testo Unico dei Doveri del Giornalista” che riporta all’articolo 6: “Il giornalista rispetta i diritti e la dignità delle persone malate o con disabilità, siano esse portatrici di menomazioni fisiche, mentali, intellettive o sensoriali” la onlus FIABA (Federazione italiana per l’abbattimento delle barriere architettoniche), si è fatta promotrice di una nuova “carta deontologica” per i giornalisti, che insegni loro a parlare correttamente di disabilità, iniziando dall’uso dell’acronimo PRM, cioè “Persona con ridotta mobilità”.

Insomma, è vero che le parole non cambiano la realtà di chi vive una limitazione, ma resta il fatto che il linguaggio non deve mai creare discriminazioni e anzi deve essere accorto e rispettoso dei diritti e della dignità delle persone.

Dario Ricciardi

Fonte: puntofamigliaplus

Tennis, Fabio Fognini trionfa a Montecarlo. Ci ha reso fieri di essere italiani

Tennis, Fabio Fognini trionfa a Montecarlo. Ci ha reso fieri di essere italiani

Esiste un confine tra sogno e realtà? Difficile trovare risposta a questa domanda, dal momento che ad inizio torneo di Montecarlo (il primo Master 1000 della stagione tennistica su terra battuta), nessuno avrebbe puntato un centesimo sulla vittoria di Fabio Fognini! C’erano i soliti noti con una fame di vittoria pazzesca, a cominciare da Rafa Nadal, in quello che ormai viene comunemente definito il torneo di casa sua, per finire a Novak Djokovic.

Fognini in finale! Ma siete pazzi? Non dite sciocchezze e non raccontatelo in giro, mi raccomando! E invece… Invece… Eccolo qua! Eccolo qua!

Il puledrino diventato purosangue dipinge tennis meglio di Giotto e Raffaello, trovando angoli impossibili e soprattutto impensabili, quando colpisce la palla sembra avere il goniometro: riesce sempre a piazzarla con precisione millimetrica rispetto alla riga di fondo campo. Per non parlare dei colpi ubriacanti grazie ai quali riesce a mandare letteralmente al manicomio gli avversari ed in visibilio il pubblico. Ammirare Fabio Fognini è un piacere per gli occhi! Sembra di avere il joystick della PlayStation tra le mani e di telecomandare una palla pazza ed imprevedibile. La finale vinta domenica da Fabio con il risultato di 6-3 6-4 contro il serbo Dušan Lajović è il risultato del completamento di un processo di crescita sviluppato negli anni e giunto ora alla sua apoteosi. E questo anche grazie al lavoro certosino di Corrado Barazzutti e Flavia Pennetta, campionessa Slam, che gli ha trasferito una calma olimpica nella gestione dei momenti cruciali della gara.

Fabio è la crisalide diventata farfalla! Ora volerà! A 32 anni ci sono ancora tantissimi margini di miglioramento e altrettante possibilità per entrare a far parte dei migliori 10 al mondo. Noi abbiamo l’obbligo di crederci, consapevoli della sua forza e delle sue potenzialità.

Ma non corriamo troppo in là, godiamoci il momento. Fabio ci ha reso fieri di essere italiani e finalmente possiamo dirlo: il cielo di Montecarlo si è tinto di azzurro!

Grazie Fabio per le emozioni che ci hai fatto vivere, diventando il primo italiano ad aver vinto un Master 1000.

Dario Ricciardi

https://www.torresette.news/sport/2019/04/22/tennis-fabio-fognini-trionfa-a-montecarlo-ci-ha-reso-fieri-di-essere-italiani?refresh

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