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Torre Annunziata – Disabili in spiaggia: “Vi racconto la mia esperienza”

Torre Annunziata – Disabili in spiaggia: “Vi racconto la mia esperienza”
La vita di un portatore di disabilità motoria e perciò costretto a muoversi in sedia a rotelle è irta di difficoltà, tanto più quando si vive in realtà che all’argomento hanno dedicato soltanto insensibilità ed indifferenza. Tali difficoltà in estate risultano acuite in conseguenza del desiderio di raggiungere la nostra spiaggia e potersi bagnare nel nostro mare, vista la scarsa attenzione posta dai gestori degli stabilimenti balneari nell’assicurare accessibilità e abbattimento delle barrire architettoniche. Io stesso più volte ho denunciato nei miei articoli storie estive di ordinaria discriminazione senza che però ciò sortisse un risultato diverso da scuse e buoni propositi. Ma quest’anno qualcosa finalmente è cambiato ed è giusto metterlo in evidenza. Presso il lido ” Nettuno” ho trovato un luogo completamente accessibile, dall’ingresso fino al mare. Vi è il totale abbattimento delle barriere architettoniche e quindi la piena fruizione degli spazi è finalmente garantita a TUTTI, nessuno escluso. Per chi come me si dibatte ogni giorno tra mille problemi e altrettante denunce, vedere e vivere questa struttura è stata una vera, grande, piacevole sorpresa. Inizialmente sono rimasto di sasso nel constatare che tutto è curato nei minimi dettagli, nulla è lasciato al caso o è frutto di improvvisazione. “Ma sono davvero a Torre Annunziata, dove fino a ieri parlare di accessibilità e chiederne l’applicazione significava sbandierare utopie, chiedere una grazia divina o indovinare la schedina del totocalcio?”. Lo confesso, è stato questo il mio primo pensiero. Mi sono tornate alla mente le tante volte in cui ho fatto richiesta di una semplice passerella che si allungasse verso il mare così da raggiungerlo senza problemi e a tutte le banalità (a voler essere eufemistici) che mi venivano propinate pur di non fare . Oggi voglio esprimere la mia immensa gioia per poter finalmente raggiungere e godere il mare in piena libertà. Al Nettuno c’è tutto ciò che serve a creare ACCESSIBILITA’: ascensore, pedana fino al mare, docce a filo, zona bar e ristorante all’aperto senza l’ostacolo di un gradino. E quando desidero immergermi in acqua, per quei pochi metri che separano per legge la passerella dal mare, ci sono almeno tre assistenti bagnìni pronti ad aiutarmi. Sembra fantascienza, ma è soltanto spirito d’iniziativa, attenzione ai bisogni degli altri e applicazione di norme di legge. Desidero quindi ringraziare la Direzione e tutto il personale del “Nettuno” per avermi reso la vita un pò più facile e per aver dato un esempio a tutti di cosa vuol dire imprenditorialità « illuminata »nella speranza che altri vogliano seguire il loro esempio.
Dario Ricciardi 

Calcio, tennis e automobilismo: una settimana di grandi emozioni sportive

Calcio, tennis e automobilismo: una settimana di grandi emozioni sportive

Chiamatele scintille, scatti di gioia, brividi senza tempo e parole, o più semplicemente emozioni. Quei sentimenti spontanei e travolgenti da non poterli frenare perché imponderabili ed imprevedibili. Nessuno potrà mai restituirci i sentimenti provati in questa settimana irripetibile e forse storica di sport, quelli li custodiremo per sempre dentro di noi.
se proviamo a viaggiare puramente di fantasia, forse ci accorgeremo che la distanza sentimentale tra Salerno e Madrid è molto breve: due città, due tifoserie, due cuori carichi di passione, guidate da due condottieri tanto diversi eppure così simili. Carlo e Davide :l’uomo dei miracoli sportivi il primo, l’altro l’uomo capace di fare della propria squadra un’araba fenice, una squadra sulla cui resurrezione nessuno avrebbe scommesso neppure un centesimo.
Questione di carattere, furore agonistico e personalità. La personalità è proprio l’ingrediente perfetto con il quale il meno reclamizzato Davide Nicola è riuscito a trasformare una squadra con un piede e mezzo in serie B fino a qualche settimana fa, in un gruppo pronto a confermarsi in serie A. Quant’è bello vedere Salerno che trasuda passione, cullare un sogno considerato utopia fino a pochissime settimana fa.
E , cone nelle favole da raccontare un giorno ai più piccoli, ecco la Roma, che in un Olimpico strapieno si regala una notte perfetta per accedere nell’Olimpo degli dei . E tutto questo sotto gli occhi di Claudio Ranieri, il nobiluomo col cuore diviso a metà, che, commosso ed applaudito da tutto lo stadio , costituisce l’immagine perfetta di una notte che a Roma e probabilmente in Italia in pochi dimenticheremo, soprattutto dopo l’ennesimo fallimento mondiale.
Qualcuno ha detto fallimento? Per favore non ditelo a Rafa Nadal, che stupisce ancora a Madrid, dopo aver giocato un tiratissimo tie break contro David Goffin.
Storie di sport, storie di campioni immortali, di discese e risalite incredibili, sorpassi e controsorpassi! Ah… dimenticavo! A Miami c’è la Ferrari pronta a scrivere un altro capitolo della sua fantastica stagione, ed in più la lotta scudetto nel nostro campionato di serie A, unitamente alla lotta promozione con tre squadre pronte a far festa….
Vi prego! Lasciateci vivere ancora un pò lo stupore che lo sport sa regalare, non svegliateci, è troppo bello! Il treno delle emozioni non può fermarsi ora.

Dario Ricciardi

Fonte: Torresette.it https://www.torresette.news/sport/2022/05/07/calcio-tennis-e-automobilismo-una-settimana-di-grandi-emozioni-sportive

Magica Italia in coppa Davis! L’Italia sfiora la semifinale

Magica Italia in coppa Davis!  L’Italia  sfiora la semifinale

Ma cosa potevamo pretendere  di più dalla nostra nazionale tennistica? In Italia deteniamo un primato tutto nostro: quando le cose vanno bene ci esaltiamo con troppa facilità, quando vanno male siamo tutti da buttare. Delusione flop, mancata cattiveria. Abusiamo troppo spesso di questi termini nello sport, come nella vita. Dobbiamo smetterla di addossare colpe o affannarci a trovare colpevoli inesistenti. Si vince e si perde insieme, da squadra, da gruppo in nome di una bandiera, quella italiana della quale dobbiamo essere sempre orgogliosi. L’abbraccio tra Filippo Volandri e Jannik Sinner è la sintesi perfetta di quella che non può e non deve essere considerata come una caporetto tennistica, anzi… Dobbiamo solo dire grazie a questo gruppo di ragazzi puliti, umili e perbene, che tra Finals e Coppa Davis, hanno fatto vivere all’Italia e a Torino due settimane di tennis che definire fantastico è troppo riduttivo, quasi non rende l’idea. Sfide memorabili che rimarranno per sempre scolpite nella memoria di tutti noi, partendo da Sinner vs Medvedev, dove il leone Jannik, sostenuto dal suo tennis sublime e da un pubblico pazzesco è stato ad un solo punto da un’impresa che sarebbe rimasta nella storia di questo sport, battendo l’attuale numero due della classifica mondiale. é stato un privilegio esserci. Ricordo che dopo quella partita io e mio padre ci abbracciamo forte, in quell’abbraccio c’era quello che avremmo voluto tributare al nostro leone Jannik, accompagnato da un grazie infinito. Confesso che dopo quella partita mi è scesa anche qualche lacrima sul viso, perché sarebbe piaciuto giocarla anche a me, ma questa è un’altra storia. Incontri memorabili appunto, come quello di ieri tra Sinner e Cilic, croato oggi numero venti della classifica mondiale, ma ex numero tre e vincitore di uno Slam ( US Open) Si dice spesso che il tennis è boxe senza contatto e così è stato: una battaglia bellissima, durata tre ore e quarantacinque minuti, nella quale i due non si sono risparmiati combattendo quindici dopo quindici, colpo dopo colpo, ma alla fine eccolo! Eccolo il leone, l’uomo di ghiaccio, definitelo come volete che si scioglie come neve al sole, alzando le braccia al cielo dopo un doppio fallo beffardo per il vecchio volpone Marin. 3-6 7-6(4) 6-3. Questo l’epilogo di una impresa alla quale bisogna solo inchinarsi e battere le mani. Sonego? é normalissimo sentire la pressione quando si gioca in casa, soprattutto quando sei nato e cresciuto a pochi metri dal PalaAlpi tour, il Circolo della stampa di Torino. Non facciamo drammi. Diciamo grazie a questa squadra, capitanata da un amico ed un condottiero straordinario come Filippo Volandri @Filippo Volandri per il miracolo sportivo che hanno compiuto, anche e sopratutto in memoria di quel mitico laser che continuerà ad illuminare tutti noi. Siamo solo al primo capitolo, il meglio deve ancora venire!

Dario Ricciardi 

CAPODICHINO: Aeroporto e ….Sparatrapp

CAPODICHINO: Aeroporto e ….Sparatrapp

La Sardegna è un’isola splendida che incanta e rimane nel cuore sempre, anche quando si è costretti ad andar via. È proprio quello che è accaduto a me pochi giorni fa, quando, terminate le vacanze, ho dovuto lasciare la costa Smeralda. In aeroporto l’accoglienza è stata a dir poco perfetta: un’hostess gentile e professionale mi accompagna lungo i percorsi dell’aeroporto fino all’imbarco, dove mi affida ad altri suoi colleghi, altrettanto garbati e signorili, che non lasciano nulla al caso. La sedia che deve condurmi al mio posto in aereo è provvista di ogni necessario dispositivo : cintura di sicurezza, poggiapiedi, poggiatesta, braccioli. Davvero non si può chiedere di più e di meglio. Il volo è comodo e confortevole, ma, arrivato a Napoli la musica cambia. Un disastro, non so se sono in uno zoo o in aeroporto. Ad accogliermi, senza neppure salutare, ci sono degli ululati paragonabili a quelli delle scimmie. Il primo urlo cavernoso e fastidioso è questo: ” Oè Cì, oè Cì ( Ciro) t’aggia ritt e piglià ò guaglione”. Altro ululato scimmiesco: ” Comm ò piglio? pe man o pi pier?” ( Come lo prendo? Per le mani o per i piedi?). Da questo tira e molla viene fuori una cosa tipo nove settimane e mezzo: nel tentare di sollevarmi vengo spogliato, pantaloni giù e maglia sollevata, e gettato sulla sedia con una violenza mai vista prima. Sedia? forse sì , ma non certamente adatta al trasporto di un disabile :la cintura di sicurezza è stata letteralmente inventata con quello che in napoletano viene comunemente definito ” ò sparatrapp” un pò di nastro sottile e…..annodato alla bell’e meglio, come è possibile vedere in foto; del poggiapiedi e poggiatesta neppure l’ombra. Non so come vengo portato fuori dal velivolo mentre vedo gli sguardi preoccupati dei miei genitori e quelli perplessi del personale dell’aereo. Sono a Napoli, in Italia, in Europa eppure penso che neanche nel più povero dei paesi del terzo mondo avrei ricevuto un’accoglienza e un trattamento simile. 
Dario Ricciardi 

Presentazione libro ” Le leggende del tennis” di Angelo Mangiante

Presentazione libro ” Le leggende del tennis” di Angelo Mangiante

 

Domani, in anteprima nazionale avrò l’onore ed il privilegio di presentare, in diretta Facebook “ Le leggende del tennis”, il nuovissimo libro di Angelo Mangiante, non posso celare un po’ di emozione per il compito che Angelo ha pensato di affidarmi, non solo perché è un’anteprima nazionale, ma anche perché presenterò il libro di quello che considero un fratello maggiore per me. Se volete vi aspettiamo domani per parlare delle “ Leggende del tennis” e molto altro. Questa sera vi verrà comunicato anche l’orario di inizio della diretta di domani. Vi ringraziamo moltissimo

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