Il ricordo di mia nonna

Non bastano, non basteranno, mille parole per descriverla. Mia nonna, Licia De Bonis, ha lasciato un vuoto in me che niente, nessuno potrà mai colmare. Sono tanti, troppi gli album dei ricordi da rispolverare, le fotografie da immortalare nella memoria. Dal letto, condiviso per 8 anni assieme, allo studio matto e disperatissimo (per dirla alla Leopardi), alle sottili confidenze che solo lei era in grado di comprendere, sempre basandosi sui principi d’umiltà e lealtà. Sono questi i valori su cui ha cresciuto intere generazioni, cercando di fare del bene e ponendo lo studio come fulcro della realizzazione individuale. Lo spirito battagliero, l’ha da sempre contraddistinta, era a favore della “legalità”, parola spesso oltraggiata da queste parti. È stata e sarà sempre un modello da imitare per tutti. Anche se – ricordo ancora la sua amarezza quando ne parlava – c’è stato chi ha cercato di emarginarla, mettendola spalle al muro. Lei, donna di azione, dal carattere e dal temperamento senza eguali, non ha reagito con le parole ma con i fatti, facendo capire a tutti che non bisogna mai essere secondi a nessuno o sottostare a qualcuno. Principi che per decenni aveva inculcato anche ai suoi allievi: diventava una belva quando un alunno aveva saltato un compito o una lezione per una causa del tutto arbitraria. Mi ripeteva che si sentiva tradita da quei comportamenti, ha sempre provato a trasmettere agli altri l’amore sconfinato per lo studio che ha coltivato per tutta la vita. Fino all’ultimo istante. Anch’io ho beneficiato del suo talento. Il più bel ricordo che alberga tuttora in me è il momento in cui mi recitava a memoria le poesie di qualsiasi autore. Non sono mai riuscito a coglierla impreparata su una mia richiesta. È stata e sarà un esempio. Emularla non sarà impresa facile, ma ci si deve provare. Dal profondo del cuore voglio dirti: Grazie nonna.

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