Irma Testa, Irma la tosta. Andiamo con lei tutti a Rio

Irma la dolce, Irma la tosta, Irma che in punta di piedi conquista il mondo. Definitela come volete, ma ormai Irma Testa, fuoriclasse torrese del pugilato italiano, gira velocissima le pagine della sua fiaba  incantata che sembra non avere fine, scrivendone l’ennesimo straordinario capitolo: Irma Testa qualificata per l’Olimpiade di Rio 2016. Non vale dire che la notizia era attesa, che da un anno almeno è sul podio delle favorite, che per tutto il mondo è la più forte. La certezza è arrivata solo ora, il dolce incantesimo si realizza e la gioia è immensa. Fino ad agosto è un tenero sogno nel quale cullarsi.  Irma è giovanissima, nata nel 1997, ha già una collezione di vittorie che stimola paragoni ancora più eccitanti. In Italia viviamo di paragoni, io provo con Djokovic, che fa un altro mestiere (gioca a tennis) ma con Irma ha in comune classe, talento e una straordinaria applicazione, senza la quale non di va da nessuna parte. Partiamo dalle sicurezze: Irma è la prima donna italiana a strappare il pass olimpico nella specialità e quindi ha meritato di diritto l’iscrizione nell’Olimpo dei grandi. Sfumature diverse, ma accomunate dalla stessa voglia e cattiveria agonistica. E poi. questo traguardo ha un sapore davvero speciale per noi torresi. E non è solo spirito campanilistico: Irma Testa è nata qui anche sportivamente: è il prodotto straordinario di quella fabbrica di talenti che da sempre è la Boxe Vesuviana, guidata dall’immarcescibile condottiero Lucio Zurlo e da suo figlio Biagio. L’hanno plasmata, inculcandole i veri valori dello sport: umiltà, lealtà, spirito di sacrificio, culto del lavoro, e accompagnandola per mano verso il suo destino di donna vincente. Ora l’hanno consegnata al gruppo sportivo della Polizia, le Fiamme Oro, dove costruirà anche il suo futuro. Non ama la vita tranquilla, Irma: al Corriere della sera ha detto che da grande vorrà far parte dei corpi speciali. Lei è speciale, con una medaglia al collo lo sarà ancora di più. Le diciamo già grazie: Torre Annunziata – soprattutto ora che il Savoia è in sonno – aveva bisogno di trovare un modello, un simbolo, una bandiera, un punto di aggregazione. Irma è tutto questo. La ragazzina dal visetto candido fa sognare una città intera: non svegliateci, andiamo tutti a Rio.

Dario Ricciardi

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