Autore: Dario Ricciardi

  • Presentazione libro ” Le leggende del tennis” di Angelo Mangiante

     

    Domani, in anteprima nazionale avrò l’onore ed il privilegio di presentare, in diretta Facebook “ Le leggende del tennis”, il nuovissimo libro di Angelo Mangiante, non posso celare un po’ di emozione per il compito che Angelo ha pensato di affidarmi, non solo perché è un’anteprima nazionale, ma anche perché presenterò il libro di quello che considero un fratello maggiore per me. Se volete vi aspettiamo domani per parlare delle “ Leggende del tennis” e molto altro. Questa sera vi verrà comunicato anche l’orario di inizio della diretta di domani. Vi ringraziamo moltissimo

  • Dalla mia amica Carola Flauto

    Pochi giorni fa ho ricevuto questa pagina frutto della penna di Carola Flauto, amica carissima nonchè scrittrice di fama nazionale.

    Il protagonista della sua riflessione sono proprio io e, dal momento che  Carola mi fa oggetto  di elogi  e complimenti che non credo di meritare, sono stato combattuto sull’opportunità di  pubblicarla, ma la scrittura di Carola è talmente attraente, fluida e gradevole, che mi è parso un delitto privare i miei amici del piacere della lettura.

    Grazie di cuore, Carola.

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    Storia di un numero primo.
    Dario Ricciardi l’ho incontrato al mare ieri mattina a Torre Saracena, un posto magnifico del nostro litorale Oplontino.
    Lui è là, sotto l’ombrellone, seduto nella sua navicella speciale, con il tablet aperto sul mondo. Il mondo di Dario è fatto di letteratura, politica, sport, riflessioni etiche. Lui è laureato in lingue, laurea magistrale nonostante il suo handicap che gli tiene in prigione tutto il corpo, tranne la testa e il cuore che fanno insieme un lavoro straordinario. Dario corre con il suo pensiero su gambe da gigante, i suoi passi sono doppi rispetto alla “normalità”. Dario da il vero nome alle cose, per parlare del suo handicap, non educora con sinonimi formali, lui si definisce un disabile, disabile motorio. La sua sovrasensibilità l’ha allenata dal primo giorno che è stato consapevole. Percepisce la compassione degli altri nei suoi confronti e la ribalta con l’autoironia, con quella capacità di guardare più lontano, quello sguardo lungo che ha esercitato con la passione per la conoscenza. È sicuro di sé Dario e della sua capacità di elaborazione di un pensiero critico. È diventato giornalista pubblicista. La vita lo incanta così come è incantato dalla comunicazione e dal dialogo. Ha tantissimi amici, da famosi giornalisti ed intellettuali alle persone comuni. La sua selezione è spietata non è il titolo di studio o lo status sociale delle persone a cui lui si appassiona è piuttosto l’empatia e il modo etico di stare al mondo. Lui è un numero primo che le istituzioni rendono ultimo, insieme ai tanti disabili. Non è una società progredita questa che innalza e non abbatte barriere mentali ed architettoniche, che non investe risorse per il sostegno alle famiglie dei disabili, non è una società progredita la nostra se ancora avanza con lentezza nell’affidamento di ruoli di rilievo ai numeri primi come Dario. Nella maggioranza dei casi i disabili diventano fenomeni passeggeri di strumentalizzazione politica che alimenta pietismo inutile che non fa crescere la società.

  • I DISABILI: STORIA D’ INGIUSTIZIA SU UNA MINORANZA SILENZIOSA

    I DISABILI: STORIA D’ INGIUSTIZIA SU UNA MINORANZA SILENZIOSA 
    L’Italia è davvero uno strano Paese e soprattutto è  il Paese dei BONUS: ecobonus, bonus ristrutturazione, sisma bonus, bonus baby sitter, bonus “Renzi”, bonus verde e giardini, bonus asili nido, bonus biciclette e monopattini, bonus PC e tablet, bonus vacanze, bonus animali domestici e chi più ne ha più ne metta. Anzi tra i bonus aggiungerei anche il reddito di cittadinanza, che ha un nome diverso ma che nella sostanza quello è.
    Ebbene  questo strano Paese, così pronto ad elargire e a venire incontro alle esigenze di tutti, non trova mai e dico mai le risorse per supportare I PORTATORI DI DISABILITA’.
    Avete mai sentito del bonus disabilità?
    Si va incontro al genitore che per poter lavorare necessita di baby sitter ma non si parla mai della mamma che ha dovuto rinunciare al lavoro per stare 24 al giorno a prendersi cura di un figlio con problemi gravissimi. Nemmeno quando è stata fatta richiesta di pensionamento anticipato per i genitori di questi sfortunati ragazzi – e stiamo parlando di poche migliaia  di lavoratori- si sono trovate le risorse. Per loro le porte e i cordoni della borsa sono sempre chiusi. Cambiano i governi ma nulla cambia per le persone diversamente abili e per le loro famiglie. Anzi in tempi di magra si è sempre pronti a tagliare sul welfare.
    Pensate che solo recentemente la Corte d’Appello di Torino ha sancito che le pensioni d’invalidità sono troppo basse e quindi incostituzionali, cioè ha detto quello che la politica si rifiuta di ammettere: i 255,86 euro mensili, previsti per le persone totalmente inabili al lavoro per effetto di gravi disabilità, non sono sufficienti a soddisfare i bisogni primari di vita, violando così l’articolo 38 della Costituzione.
    C’è voluto un Tribunale per sancire un’ovvietà sotto gli occhi di tutti da tempo immemorabile.
    Perchè tanta “disattenzione” verso il mondo dei disabili?
    E’ azzardato dire che la ragione sta nel fatto di essere MINORANZA SILENZIOSA, DEBOLE PER DEFINIZIONE, POCO UTILE DAL PUNTO DI VISTA ELETTORALE?
    Mi piacerebbe confrontarmi con chiunque sull’argomento ma soprattutto con coloro che hanno compiti decisionali per capire se provano un minimo di vergogna di fronte a tanta ingiustizia e a tanta inciviltà. Non uso a caso la parola inciviltà perchè  la  civiltà di un popolo si misura dal modo con cui tratta i più deboli e più sfortunati.
    Dario Ricciardi
  • L RACCONTO – Dario Ricciardi: “Gattuso saprà dare il giusto slancio al Napoli, la mia sensazione appena ho varcato la soglia della sala stampa di Castel Volturno è stata chiara”

    È una fredda domenica mattina di inizio anno, non sono molto in forma, il raffreddore e l’influenza non danno tregua, ma la percezione che quella dì oggi sia una mattinata indimenticabile l’ho subito, appena varco la soglia della sala stampa di Castel Volturno. Negli ultimi tempi mi ero un pò distaccato dallo sport per dedicarmi allo studio e ai temi di disabilità, a me carissimi. Ma è bellissimo riscoprire la mia passione, quasi viscerale per lo sport, in particolar modo per il calcio. Gennaro Gattuso si sa è uno di pancia, sincero dice sempre quello che pensa ed il suo modo di fare mi affascina, non poco. “ Complimenti all’Inter, Antonio ha costruito una squadra forte, ma noi siamo il Napoli. Dobbiamo avere il veleno dentro”. Dopo avere ascoltato queste parole avrei avuto una voglio matta di indossare gli scarpini e scendere in campo. Non puoi non avere l’asticella delle motivazioni a mille dopo frasi del genere. Rino è un uomo che trasuda calcio, vive di e per il calcio. È uno che quando respira il profumo dell’erba si esalta, esattamente come farei io ( mannaggia le gambe). Son contento che il Napoli abbia trovato questo allenatore perchè può dare un grosso slancio emotivo ad una piazza ora un pò troppo spenta e disaffezionata. Al termine della conferenza, mia madre con il suo fare sempre dolce e gentile, mi invita a salutare tutti ed andare via, ma io non posso, c’è una ragione di cuore che mi spinge a rimanere ancora li. Mio padre che è davvero unico e la sua unicità sta nel comprendere le situazioni con un semplice sguardo, lo intuisce e mi concede il permesso Ugola sarà Live con la Ele tra pochissimo, un momento di altissima tv che non posso perdere! Battute a parte la verità è che dietro quella telecamera ho sempre sognato di esserci anch’io, dando il cinque e battendo il pugno sul cuore a tutti, ma proprio tutti voi, gridando “ Ce l’ho fatta! Nella vita mai dire mai… Del resto anch’io come Ibra cadabra devo ancora compiere l’ultima magia.
    Dario Ricciardi

    Fonte: http://Napolimagazine.com

  • Disabilità e accessibilità, incontro al Comune con Mina Welby, dell’Associazione Luca Coscioni

    Una battaglia di civiltà con cinque proposte per una città vivibiie

    a cura di

    Dario Ricciardi


    Il 22 Novembre 2019, presso la sede del Comune di Torre Annunziata in Via Provinciale Schiti, si è tenuta una riunione alla presenza del Sindaco di Torre Annunziata, Vincenzo Ascione, della dottoressa Mina Welby, vicepresidente dell’Associazione Luca Coscioni, dell’architetto Rosanna Cirillo, dell’avvocato Ciro Manfredonia, del geometra Scarpa (membri dello staff del Sindaco) e del sottoscritto, presente in quanto rappresentante delle istanze dei disabili torresi ,avente come oggetto del dibattito il “PEBA” (Piano di Eliminazione delle Barriere Architettoniche).
    Si è discusso della possibile installazione sul nostro territorio di una app, denominata ” NO BARRIERE”, allo scopo di redigere una mappa degli ostacoli presenti sul territorio, per riuscire ad eliminarli con l’aiuto di urbanisti e tecnici competenti.
    Si è poi proposto di coinvolgere e sensibilizzare tutte le scuole del territorio al problema della disabilità e dell’accessibilità.
    Al termine dell’incontro ho preso la parola ed ho elencato cinque punti che a mio avviso sono requisiti minimi fondamentali perchè una città -la nostra- possa definirsi civile, accessibile ed inclusiva. Tali aggettivi non fanno riferimento solo all’ accessibilità per chi vive in sedia a rotelle, ma alla qualità di vita di tutta la nostra
    Ecco i punti:
    1) Rimozione di tutti gli ostacoli (cartelloni, pali della luce, segnaletica stradale ecc.) posti sui marciapiedi e tali da impedire la normale circolazione a piedi o in carrozzina.
    2) Provvedere a dotare tutti i marciapiedi e locali pubblici di scivoli o pedane, in maniera tale da consentire l’accesso e la fruizione degli spazi pubblici (gli scivoli lungo i marciapiedi devono essere segnalati con il simbolo della sedia a rotelle, come già viene fatto nella confinante città di Torre del Greco).
    3) Chiedere ai gestori degli stabilimenti balneari la realizzazione di passerelle che consentano di giungere senza difficoltà fino al bagnasciuga, con sedie Job per accedere o uscire dall’acqua (é vergognoso e mortificante che non ci siano tali camminamenti che risulterebbero utili non solo al disabile permanente ma anche all’anziano e a chiunque viva una situazione di difficoltà fisica)
    4) Predisporre un sistema sanzionatorio serio e severo ricorrendo anche alla videosorveglianza per tutti coloro che occupano impropriamente ed abusivamente gli stalli riservati ai diversamente abili, o che parcheggiano all’altezza degli scivoli o sulle strisce pedonali.
    5) Difesa contro l’insopportabile inquinamento acustico che la città deve subire nei mesi estivi. Nonostante le numerosissime proteste e segnalazioni, per garantire il divertimento dei giovani si calpestano i diritti di tutti, lavoratori, studenti, anziani, malati e disabili.
    Sono 5 punti, a cui potrebbero aggiungersene tanti altri, da cui poter partire per dimostrare volontà e serietà nell’affrontare problemi di civiltà mche fanno “la qualità della vita”. Per la loro realizzazione, e soprattutto per evitare che restino parole vane da riporre nel polveroso cassetto delle buone intenzioni, ho chiesto al Sindaco ed al suo staff di definire un cronoprogramma così che i cittadini possano verificarne la realizzazione.
    E’ una sfida? Probabilmente sì, ma una sfida in cui a vincere sarebbe l’intera Città di Torre Annunziata.

    Dario Ricciardi
    http://torresette.it

  • Lettera di dimissioni dal ruolo di delegato del Sindaco allo sport e disabilità di Dario Ricciardi

    Caro Sindaco,


    all’indomani della tua elezione mi hai onorato conferendomi la carica di tuo delegato alla comunicazione sui temi della Disabilità e dello Sport.
    In quella nomina ho letto la volontà dell’Amministrazione che presiedi a voltare pagina e a dimostrare con i fatti il desiderio di affrontare con buona volontà e spirito di servizio il problema dell’accessibilità e della difesa dei diritti dei disabili torresi.
    A distanza di 2 anni devo rilevare con estremo rammarico che nulla è cambiato.
    Da allora mai una volta sono stato convocato né da te né dal consiglio comunale per affrontare i problemi che mi stanno a cuore.
    Ho cercato allora di sollecitare attenzione e reazione con i mezzi che mi sono più congeniali: la penna e la parola. Ho scritto articoli di denuncia e ti ho evidenziato nei nostri incontri il disagio vissuto ogni giorno da chi, disabile come me, deve confrontarsi con le difficoltà e le limitazioni proposte dalla nostra città.
    Il silenzio è stato assordante.
    Prendo quindi atto che la carica conferitami ha avuto un significato meramente propagandistico e che di fatto anche la tua Amministrazione non ha alcun reale interesse ad affrontare con serietà i problemi correlati alla disabilità.
    Al contrario, la difesa dei diritti dei disabili resta per me una battaglia da portare avanti con convinzione giorno dopo giorno, sarà il mantra a cui ispirare le mie azioni future.
    Per tutto questo, non avendo io né ambizioni politiche né la vanità di ostentare una carica pubblica ma solo il desiderio di fornire collaborazione fattiva, rassegno le mie dimissioni irrevocabili dal ruolo che mi avevi riservato.
    A te e a tutta l’Amministrazione Comunale il mio augurio di buon lavoro per realizzare una Torre Annunziata inclusiva ed accessibile.
    Dario Ricciardi

  • Federica Pellegrini medaglia d’oro: grazie per l’ennesimo miracolo

    Gli spalti sono gremiti, la tensione è palpabile ad un miglio di distanza, il silenzio nell’attesa della gara è rispettoso come si conviene nelle grandi occasioni. Le dominatrici indiscusse degli ultimi anni e perciò favorite nel pronostico, sono le nuotatrici australiane e svedesi, ma noi abbiamo la solita indomabile Federica Pellegrini. Basta Il suo nome per incutere nelle avversarie un timore reverenziale. Ma non c’è più spazio per pensieri e strategie: si scende in vasca! 
    Ai blocchi di partenza tremano i polsi a Fede e con lei a tutti gli italiani. Ma niente paura, è solo consapevolezza della posta in palio. 
    Ha gli occhi della tigre dipinti sul volto e questo è a dir poco rassicurante. 3, 2,1….. si parte! 
    La tigre è tesissima, sembra bloccata, fa fatica a ruggire! Siamo dietro! Siamo dietro! Accidenti! Dai, Fede! 
    Questa medaglia non può sfuggirti, deve essere tua!
    La leonessa sembra strizzare L’occhiolino e sorridere: e’ solo questione di tempo. Si tratta solo di aumentare i giri del motore ed ingranare qualche marcia in più. 
    E allora…….. eccola,eccola,eccola! 
    Le braccia iniziano a schiaffeggiare l’acqua come meglio non si può, le gambe cominciano a sforbiciare più veloce del vento. Siamo lì, siamo lì! Terza, seconda, prima! 
    Tocca, tocca quel maledetto bordo, Fede, toccalo che ci siamo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! 
    Alza al cielo la tua medaglia, alta, altissima. 
    Noi ti ringraziamo per l’ennesimo miracolo sportivo che ci hai regalato. Fatti abbracciare fortissimo, Federica! Con te è esaltante amare lo sport ed inorgoglisce essere italiani. Grazie con tutto il cuore. Ma questo romanzo meraviglioso non può terminare così: abbiamo ancora l’ultima pagina da scrivere: Tokyo 2020! Noi siamo già pronti ad esultare! Passano gli anni, cambiano le generazioni, ma tu non passi mai.
    GRAZIE.Gli spalti sono gremiti, la tensione è palpabile ad un miglio di distanza, il silenzio nell’attesa della gara è rispettoso come si conviene nelle grandi occasioni. Le dominatrici indiscusse degli ultimi anni e perciò favorite nel pronostico, sono le nuotatrici australiane e svedesi, ma noi abbiamo la solita indomabile Federica Pellegrini. Basta Il suo nome per incutere nelle avversarie un timore reverenziale. Ma non c’è più spazio per pensieri e strategie: si scende in vasca! 
    Ai blocchi di partenza tremano i polsi a Fede e con lei a tutti gli italiani. Ma niente paura, è solo consapevolezza della posta in palio. 
    Ha gli occhi della tigre dipinti sul volto e questo è a dir poco rassicurante. 3, 2,1….. si parte! 
    La tigre è tesissima, sembra bloccata, fa fatica a ruggire! Siamo dietro! Siamo dietro! Accidenti! Dai, Fede! 
    Questa medaglia non può sfuggirti, deve essere tua!
    La leonessa sembra strizzare L’occhiolino e sorridere: e’ solo questione di tempo. Si tratta solo di aumentare i giri del motore ed ingranare qualche marcia in più. 
    E allora…….. eccola,eccola,eccola! 
    Le braccia iniziano a schiaffeggiare l’acqua come meglio non si può, le gambe cominciano a sforbiciare più veloce del vento. Siamo lì, siamo lì! Terza, seconda, prima! 
    Tocca, tocca quel maledetto bordo, Fede, toccalo che ci siamo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! 
    Alza al cielo la tua medaglia, alta, altissima. 
    Noi ti ringraziamo per l’ennesimo miracolo sportivo che ci hai regalato. Fatti abbracciare fortissimo, Federica! Con te è esaltante amare lo sport ed inorgoglisce essere italiani. Grazie con tutto il cuore. Ma questo romanzo meraviglioso non può terminare così: abbiamo ancora l’ultima pagina da scrivere: Tokyo 2020! Noi siamo già pronti ad esultare! Passano gli anni, cambiano le generazioni, ma tu non passi mai.
    GRAZIE.Gli spalti sono gremiti, la tensione è palpabile ad un miglio di distanza, il silenzio nell’attesa della gara è rispettoso come si conviene nelle grandi occasioni. Le dominatrici indiscusse degli ultimi anni e perciò favorite nel pronostico, sono le nuotatrici australiane e svedesi, ma noi abbiamo la solita indomabile Federica Pellegrini. Basta Il suo nome per incutere nelle avversarie un timore reverenziale. Ma non c’è più spazio per pensieri e strategie: si scende in vasca! 
    Ai blocchi di partenza tremano i polsi a Fede e con lei a tutti gli italiani. Ma niente paura, è solo consapevolezza della posta in palio. 
    Ha gli occhi della tigre dipinti sul volto e questo è a dir poco rassicurante. 3, 2,1….. si parte! 
    La tigre è tesissima, sembra bloccata, fa fatica a ruggire! Siamo dietro! Siamo dietro! Accidenti! Dai, Fede! 
    Questa medaglia non può sfuggirti, deve essere tua!
    La leonessa sembra strizzare L’occhiolino e sorridere: e’ solo questione di tempo. Si tratta solo di aumentare i giri del motore ed ingranare qualche marcia in più. 
    E allora…….. eccola,eccola,eccola! 
    Le braccia iniziano a schiaffeggiare l’acqua come meglio non si può, le gambe cominciano a sforbiciare più veloce del vento. Siamo lì, siamo lì! Terza, seconda, prima! 
    Tocca, tocca quel maledetto bordo, Fede, toccalo che ci siamo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! 
    Alza al cielo la tua medaglia, alta, altissima. 
    Noi ti ringraziamo per l’ennesimo miracolo sportivo che ci hai regalato. Fatti abbracciare fortissimo, Federica! Con te è esaltante amare lo sport ed inorgoglisce essere italiani. Grazie con tutto il cuore. Ma questo romanzo meraviglioso non può terminare così: abbiamo ancora l’ultima pagina da scrivere: Tokyo 2020! Noi siamo già pronti ad esultare! Passano gli anni, cambiano le generazioni, ma tu non passi mai.
    GRAZIE.Gli spalti sono gremiti, la tensione è palpabile ad un miglio di distanza, il silenzio nell’attesa della gara è rispettoso come si conviene nelle grandi occasioni. Le dominatrici indiscusse degli ultimi anni e perciò favorite nel pronostico, sono le nuotatrici australiane e svedesi, ma noi abbiamo la solita indomabile Federica Pellegrini. Basta Il suo nome per incutere nelle avversarie un timore reverenziale. Ma non c’è più spazio per pensieri e strategie: si scende in vasca! 
    Ai blocchi di partenza tremano i polsi a Fede e con lei a tutti gli italiani. Ma niente paura, è solo consapevolezza della posta in palio. 
    Ha gli occhi della tigre dipinti sul volto e questo è a dir poco rassicurante. 3, 2,1….. si parte! 
    La tigre è tesissima, sembra bloccata, fa fatica a ruggire! Siamo dietro! Siamo dietro! Accidenti! Dai, Fede! 
    Questa medaglia non può sfuggirti, deve essere tua!
    La leonessa sembra strizzare L’occhiolino e sorridere: e’ solo questione di tempo. Si tratta solo di aumentare i giri del motore ed ingranare qualche marcia in più. 
    E allora…….. eccola, eccola ,eccola!
    Le braccia iniziano a schiaffeggiare l’acqua come meglio non si può, le gambe cominciano a sforbiciare più veloce del vento. Siamo lì, siamo lì! Terza, seconda, prima! 
    Tocca, tocca quel maledetto bordo, Fede, toccalo che ci siamo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! 
    Alza al cielo la tua medaglia, alta, altissima. 
    Noi ti ringraziamo per l’ennesimo miracolo sportivo che ci hai regalato. Fatti abbracciare fortissimo, Federica! Con te è esaltante amare lo sport ed inorgoglisce essere italiani. Grazie con tutto il cuore. Ma questo romanzo meraviglioso non può terminare così: abbiamo ancora l’ultima pagina da scrivere: Tokyo 2020! Noi siamo già pronti ad esultare! Passano gli anni, cambiano le generazioni, ma tu non passi mai.
    GRAZIE.

    Dario Ricciardi

    https://www.torresette.news/24-news/2019/07/24/federica-pelligrini-medaglia-d-oro-grazie-per-l-ennesimo-miracolo

  • Sapete da dove viene il termine “handicap”?

    Non c’è dubbio che mai prima d’ ora si è riscontrato tanto interesse e attenzione da parte dei mezzi d’informazione al mondo della disabilità.

    Ma avete mai fatto caso al modo con cui si affronta l’argomento e soprattutto al modo con cui ci si rivolge al disabile?

    Il tono degli articoli è solitamente permeato di pietismo, buonismo o sensazionalismo, e quando si parla dei disabili ancora si usano termini come handicappato, menomato, persona condannata a vivere in carrozzella e via di questo passo.

    Toni da romanzo d’appendice, parole vecchie e improprie.

    Tanto per capirci: sapete da dove viene il termine “ handicap”? Con questa parola si definiva la zavorra di piombo che serviva a livellare la differenza di peso dei fantini nelle corse dei cavalli. Ora ditemi voi se un’espressione del genere non debba essere percepita come un insulto. Io, malgrado i miei limiti motori, non mi sono mai sentito zavorra e, come me, credo anche la maggioranza delle persone disabili.

    Ciò che intendo dire è che le parole pesano, le parole definiscono la realtà.

    Per fortuna non sono il solo a pensarla così.

    Partendo dal “Testo Unico dei Doveri del Giornalista” che riporta all’articolo 6: “Il giornalista rispetta i diritti e la dignità delle persone malate o con disabilità, siano esse portatrici di menomazioni fisiche, mentali, intellettive o sensoriali” la onlus FIABA (Federazione italiana per l’abbattimento delle barriere architettoniche), si è fatta promotrice di una nuova “carta deontologica” per i giornalisti, che insegni loro a parlare correttamente di disabilità, iniziando dall’uso dell’acronimo PRM, cioè “Persona con ridotta mobilità”.

    Insomma, è vero che le parole non cambiano la realtà di chi vive una limitazione, ma resta il fatto che il linguaggio non deve mai creare discriminazioni e anzi deve essere accorto e rispettoso dei diritti e della dignità delle persone.

    Dario Ricciardi

    Fonte: puntofamigliaplus

  • Tennis, Fabio Fognini trionfa a Montecarlo. Ci ha reso fieri di essere italiani

    Esiste un confine tra sogno e realtà? Difficile trovare risposta a questa domanda, dal momento che ad inizio torneo di Montecarlo (il primo Master 1000 della stagione tennistica su terra battuta), nessuno avrebbe puntato un centesimo sulla vittoria di Fabio Fognini! C’erano i soliti noti con una fame di vittoria pazzesca, a cominciare da Rafa Nadal, in quello che ormai viene comunemente definito il torneo di casa sua, per finire a Novak Djokovic.

    Fognini in finale! Ma siete pazzi? Non dite sciocchezze e non raccontatelo in giro, mi raccomando! E invece… Invece… Eccolo qua! Eccolo qua!

    Il puledrino diventato purosangue dipinge tennis meglio di Giotto e Raffaello, trovando angoli impossibili e soprattutto impensabili, quando colpisce la palla sembra avere il goniometro: riesce sempre a piazzarla con precisione millimetrica rispetto alla riga di fondo campo. Per non parlare dei colpi ubriacanti grazie ai quali riesce a mandare letteralmente al manicomio gli avversari ed in visibilio il pubblico. Ammirare Fabio Fognini è un piacere per gli occhi! Sembra di avere il joystick della PlayStation tra le mani e di telecomandare una palla pazza ed imprevedibile. La finale vinta domenica da Fabio con il risultato di 6-3 6-4 contro il serbo Dušan Lajović è il risultato del completamento di un processo di crescita sviluppato negli anni e giunto ora alla sua apoteosi. E questo anche grazie al lavoro certosino di Corrado Barazzutti e Flavia Pennetta, campionessa Slam, che gli ha trasferito una calma olimpica nella gestione dei momenti cruciali della gara.

    Fabio è la crisalide diventata farfalla! Ora volerà! A 32 anni ci sono ancora tantissimi margini di miglioramento e altrettante possibilità per entrare a far parte dei migliori 10 al mondo. Noi abbiamo l’obbligo di crederci, consapevoli della sua forza e delle sue potenzialità.

    Ma non corriamo troppo in là, godiamoci il momento. Fabio ci ha reso fieri di essere italiani e finalmente possiamo dirlo: il cielo di Montecarlo si è tinto di azzurro!

    Grazie Fabio per le emozioni che ci hai fatto vivere, diventando il primo italiano ad aver vinto un Master 1000.

    Dario Ricciardi

    https://www.torresette.news/sport/2019/04/22/tennis-fabio-fognini-trionfa-a-montecarlo-ci-ha-reso-fieri-di-essere-italiani?refresh