Un grande uomo che amava la sua città. Un grande medico che Torre Annunziata piange. E’ deceduto all’età di 91 anni il dott. Alfonso Ricciardi,decano dei cardiologi oplontini ed esponente di rilievo della scuola dell’Ospedale Pausillipon di Napoli.
I più avanti con gli anni lo ricorderanno anche per le sue apparizioni con ilSavoia, di cui era portiere. Ricciardi è stato anche un politico. Membro del Partito Socialista, fu assessore alla Sanità al Comune di Torre Annunziata nel 1973, anno in cui la città – e l’intera provincia napoletana – fu funestata dall’epidemia di colera.
A ricordarne la figura è il nipote Dario Ricciardi, nostro giovane collaboratore giornalista nonché delegato del sindaco Vincenzo Ascione allo Sport e Disabilità. Di seguito pubblichiamo il suo scritto in memoria del caro e amato nonno.
Mio amatissimo nonno,
è il tuo “Principe” che ti scrive. È così che mi chiamavi sempre ed è con questa definizione che voglio aprirti la porta del mio cuore per l’ultima volta. Tu per me sei e sarai sempre molto più che un nonno, sei l’uomo che ha da sempre racchiuso in sé tutte le certezze della mia vita, il faro che non smetterà mai di illuminarmi il cammino. Ora che non ci sei più mi sento solo e smarrito e reinventarmi una nuova vita sarà un’impresa ardua. Al tuo cospetto tutto mi appare niente, nessuno mi restituirà mai il tuo esempio, il tuo “essere eroe’, la tua cultura enciclopedica, unita ad una sete di conoscenza senza eguali, e ad un sorriso disarmante.
Come dimenticare le tue strette di mano, le tue confidenze, i tuoi sguardi fulminei ma che dicevano tutto? Io ti amo e lo farò sempre, anche quando giungerà la mia ora. Cercherò di portare sempre alto il tuo nome e il senso di appartenenza ad una famiglia straordinaria. Lo farò con la galanteria, l’onestà e l’umiltà che tu mi hai insegnato. Non ho altro da dirti, se non un grazie sentitissimo dal profondo del cuore per tutto ciò che mi hai donato.
Fonte: http://TorreSette.it


Quella de “I Fratelli Caponi”, nella vita Vincenzo Pagano ed Alessandro Auricchio, è una storia che parte da lontano, nata quasi per gioco: Alessandro lavorava come contabile in una farmacia e Vincenzo alla Tekla, un’ azienda produttrice d’ infissi, in qualità di informatore tecnico, entrarono nel mondo della ristorazione in punta di piedi, senza fare rumore, ma con grande passione e determinazione, e con la voglia di imparare e migliorarsi di giorno in giorno. Il locale da cui partirono alcuni anni fa è un’allegra, ma molto piccola pizzeria sul Corso Umberto I di Torre Annunziata (locale che rimarrà aperto per la pizza da asporto ed in futuro anche per quella a domicilio). L’inizio fu molto positivo e da allora il nome de “I fratelli Caponi” è corso sulla bocca di tutti: negli ultimi tempi, si faceva fatica a trovare un posto libero, indizio certo che ogni cliente è sempre restato piacevolmente sorpreso dalla bontà e dalla qualità dei prodotti utilizzati. Entusiasmo e passione non li hanno mai abbandonati fin quando tanta gavetta e altrettanti sacrifici hanno trovato il giusto premio: i gemelli della pizza Alessandro e Vincenzo finalmente aprono le porte di “Casa Caponi”, nello storico Podere Fusco, sul Corso Umberto I di Torre Annunziata. Un locale semplice, pulito, luminoso, un luogo dove tutto sembra essere circondato da un alone di magia, sapientemente ristrutturato dal noto architetto Lello Ricciardi, supportato dal geometra Attilio Cuccurullo. Ogni spazio è stato valorizzato, conservando, però, quanto di antico e bello c’era, come le volte, i pavimenti e gli infissi; si rigenera un’aria ancor più familiare, grazie anche ai due inconsapevoli ispiratori: il grande principe della comicità napoletana, Antonio De Curtis, in arte Totò, e il suo mitico partner, Peppino de Filippo. Accedendo dall’ingresso-giardino, fresco ed essenziale, si attraversa un disimpegno con un banco-bar e si viene accolti da Vincenzo, Alessandro e dalla garbatissima direttrice di sala, Antonella Gramaglia, nelle stanze denominate “Totò” e “Peppino”, sulle cui pareti risaltano schermi proiettanti scene del film da cui tutto è nato e si materializzano indimenticabili citazioni. Un’alternanza perfetta di forme e sostanza che torna con la visita alla fornita cantina di vini campani. Non può mancare la stanza“Malafemmena”: dotata di un ingresso esclusivo e anche di una pedana d’accesso per disabili, sarà una sala privè, nella quale nel pomeriggio si apriranno le porte agli studenti desiderosi di apprendere come dalla cura della terra e dei suoi frutti si arriva a quel prodotto che tutto il mondo c’invidia, la pizza. Con ciò “Casa Caponi” si afferma non solo come eccellenza nel campo della ristorazione, ma anche come solido riferimento nell’ educazione alimentare. Ma non finisce qui: attraverso un vialetto affiancato da piantine aromatiche, si giunge ad uno spazio alberato, capace di accogliere fino a 90 posti a sedere, e alla “Fattoria Mezzacapa”, un orto i cui prodotti ritroveremo nelle pietanze. E qui viene il meglio: le pizze – ça va sans dire – che Alessandro con il suo sorriso timido e pacioccone elabora sono vere e proprie prelibatezze, sia nelle versioni tradizionali che in quelle più originali, vedi ad esempio la “Donna Sofì” (mozzarella, pomodorini gialli, stracciatella di bufala e acciughina). La novità nella nuova Casa Caponi sono i primi, del cuoco Antonio Avitabile proveniente dalla Scuola Gramaglia del President di Pompei, (si consiglia di provare l’imperdibile pasta e patate con provola e aroma di limone) che rappresentano goduria per le nostre papille. A Vincenzo e ad Alessandro vanno riconosciuti coraggio imprenditoriale e voglia di mettersi al servizio della città, per rinnovare quella sfida indispensabile da vincere per i giovani torresi: solo così, tutti insieme, trasformeremo il sogno di quella che io chiamo “una città a colori” in una solida e concreta realtà.