L RACCONTO – Dario Ricciardi: “Gattuso saprà dare il giusto slancio al Napoli, la mia sensazione appena ho varcato la soglia della sala stampa di Castel Volturno è stata chiara”

L RACCONTO – Dario Ricciardi: “Gattuso saprà dare il giusto slancio al Napoli, la mia sensazione appena ho varcato la soglia della sala stampa di Castel Volturno è stata chiara”

È una fredda domenica mattina di inizio anno, non sono molto in forma, il raffreddore e l’influenza non danno tregua, ma la percezione che quella dì oggi sia una mattinata indimenticabile l’ho subito, appena varco la soglia della sala stampa di Castel Volturno. Negli ultimi tempi mi ero un pò distaccato dallo sport per dedicarmi allo studio e ai temi di disabilità, a me carissimi. Ma è bellissimo riscoprire la mia passione, quasi viscerale per lo sport, in particolar modo per il calcio. Gennaro Gattuso si sa è uno di pancia, sincero dice sempre quello che pensa ed il suo modo di fare mi affascina, non poco. “ Complimenti all’Inter, Antonio ha costruito una squadra forte, ma noi siamo il Napoli. Dobbiamo avere il veleno dentro”. Dopo avere ascoltato queste parole avrei avuto una voglio matta di indossare gli scarpini e scendere in campo. Non puoi non avere l’asticella delle motivazioni a mille dopo frasi del genere. Rino è un uomo che trasuda calcio, vive di e per il calcio. È uno che quando respira il profumo dell’erba si esalta, esattamente come farei io ( mannaggia le gambe). Son contento che il Napoli abbia trovato questo allenatore perchè può dare un grosso slancio emotivo ad una piazza ora un pò troppo spenta e disaffezionata. Al termine della conferenza, mia madre con il suo fare sempre dolce e gentile, mi invita a salutare tutti ed andare via, ma io non posso, c’è una ragione di cuore che mi spinge a rimanere ancora li. Mio padre che è davvero unico e la sua unicità sta nel comprendere le situazioni con un semplice sguardo, lo intuisce e mi concede il permesso Ugola sarà Live con la Ele tra pochissimo, un momento di altissima tv che non posso perdere! Battute a parte la verità è che dietro quella telecamera ho sempre sognato di esserci anch’io, dando il cinque e battendo il pugno sul cuore a tutti, ma proprio tutti voi, gridando “ Ce l’ho fatta! Nella vita mai dire mai… Del resto anch’io come Ibra cadabra devo ancora compiere l’ultima magia.
Dario Ricciardi

Fonte: http://Napolimagazine.com

Disabilità e accessibilità, incontro al Comune con Mina Welby, dell’Associazione Luca Coscioni

Disabilità e accessibilità, incontro al Comune con Mina Welby, dell’Associazione Luca Coscioni

Una battaglia di civiltà con cinque proposte per una città vivibiie

a cura di

Dario Ricciardi


Il 22 Novembre 2019, presso la sede del Comune di Torre Annunziata in Via Provinciale Schiti, si è tenuta una riunione alla presenza del Sindaco di Torre Annunziata, Vincenzo Ascione, della dottoressa Mina Welby, vicepresidente dell’Associazione Luca Coscioni, dell’architetto Rosanna Cirillo, dell’avvocato Ciro Manfredonia, del geometra Scarpa (membri dello staff del Sindaco) e del sottoscritto, presente in quanto rappresentante delle istanze dei disabili torresi ,avente come oggetto del dibattito il “PEBA” (Piano di Eliminazione delle Barriere Architettoniche).
Si è discusso della possibile installazione sul nostro territorio di una app, denominata ” NO BARRIERE”, allo scopo di redigere una mappa degli ostacoli presenti sul territorio, per riuscire ad eliminarli con l’aiuto di urbanisti e tecnici competenti.
Si è poi proposto di coinvolgere e sensibilizzare tutte le scuole del territorio al problema della disabilità e dell’accessibilità.
Al termine dell’incontro ho preso la parola ed ho elencato cinque punti che a mio avviso sono requisiti minimi fondamentali perchè una città -la nostra- possa definirsi civile, accessibile ed inclusiva. Tali aggettivi non fanno riferimento solo all’ accessibilità per chi vive in sedia a rotelle, ma alla qualità di vita di tutta la nostra
Ecco i punti:
1) Rimozione di tutti gli ostacoli (cartelloni, pali della luce, segnaletica stradale ecc.) posti sui marciapiedi e tali da impedire la normale circolazione a piedi o in carrozzina.
2) Provvedere a dotare tutti i marciapiedi e locali pubblici di scivoli o pedane, in maniera tale da consentire l’accesso e la fruizione degli spazi pubblici (gli scivoli lungo i marciapiedi devono essere segnalati con il simbolo della sedia a rotelle, come già viene fatto nella confinante città di Torre del Greco).
3) Chiedere ai gestori degli stabilimenti balneari la realizzazione di passerelle che consentano di giungere senza difficoltà fino al bagnasciuga, con sedie Job per accedere o uscire dall’acqua (é vergognoso e mortificante che non ci siano tali camminamenti che risulterebbero utili non solo al disabile permanente ma anche all’anziano e a chiunque viva una situazione di difficoltà fisica)
4) Predisporre un sistema sanzionatorio serio e severo ricorrendo anche alla videosorveglianza per tutti coloro che occupano impropriamente ed abusivamente gli stalli riservati ai diversamente abili, o che parcheggiano all’altezza degli scivoli o sulle strisce pedonali.
5) Difesa contro l’insopportabile inquinamento acustico che la città deve subire nei mesi estivi. Nonostante le numerosissime proteste e segnalazioni, per garantire il divertimento dei giovani si calpestano i diritti di tutti, lavoratori, studenti, anziani, malati e disabili.
Sono 5 punti, a cui potrebbero aggiungersene tanti altri, da cui poter partire per dimostrare volontà e serietà nell’affrontare problemi di civiltà mche fanno “la qualità della vita”. Per la loro realizzazione, e soprattutto per evitare che restino parole vane da riporre nel polveroso cassetto delle buone intenzioni, ho chiesto al Sindaco ed al suo staff di definire un cronoprogramma così che i cittadini possano verificarne la realizzazione.
E’ una sfida? Probabilmente sì, ma una sfida in cui a vincere sarebbe l’intera Città di Torre Annunziata.

Dario Ricciardi
http://torresette.it

Lettera di dimissioni dal ruolo di delegato del Sindaco allo sport e disabilità di Dario Ricciardi

Caro Sindaco,


all’indomani della tua elezione mi hai onorato conferendomi la carica di tuo delegato alla comunicazione sui temi della Disabilità e dello Sport.
In quella nomina ho letto la volontà dell’Amministrazione che presiedi a voltare pagina e a dimostrare con i fatti il desiderio di affrontare con buona volontà e spirito di servizio il problema dell’accessibilità e della difesa dei diritti dei disabili torresi.
A distanza di 2 anni devo rilevare con estremo rammarico che nulla è cambiato.
Da allora mai una volta sono stato convocato né da te né dal consiglio comunale per affrontare i problemi che mi stanno a cuore.
Ho cercato allora di sollecitare attenzione e reazione con i mezzi che mi sono più congeniali: la penna e la parola. Ho scritto articoli di denuncia e ti ho evidenziato nei nostri incontri il disagio vissuto ogni giorno da chi, disabile come me, deve confrontarsi con le difficoltà e le limitazioni proposte dalla nostra città.
Il silenzio è stato assordante.
Prendo quindi atto che la carica conferitami ha avuto un significato meramente propagandistico e che di fatto anche la tua Amministrazione non ha alcun reale interesse ad affrontare con serietà i problemi correlati alla disabilità.
Al contrario, la difesa dei diritti dei disabili resta per me una battaglia da portare avanti con convinzione giorno dopo giorno, sarà il mantra a cui ispirare le mie azioni future.
Per tutto questo, non avendo io né ambizioni politiche né la vanità di ostentare una carica pubblica ma solo il desiderio di fornire collaborazione fattiva, rassegno le mie dimissioni irrevocabili dal ruolo che mi avevi riservato.
A te e a tutta l’Amministrazione Comunale il mio augurio di buon lavoro per realizzare una Torre Annunziata inclusiva ed accessibile.
Dario Ricciardi

Torre Annunziata, Dario non si è arreso a chi voleva fare propaganda con la sua disabilità

https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/11/18/torre-annunziata-dario-non-si-e-arreso-a-chi-voleva-fare-propaganda-con-la-sua-disabilita/5568883/

Federica Pellegrini medaglia d’oro: grazie per l’ennesimo miracolo

Federica Pellegrini medaglia d’oro: grazie per l’ennesimo miracolo

Gli spalti sono gremiti, la tensione è palpabile ad un miglio di distanza, il silenzio nell’attesa della gara è rispettoso come si conviene nelle grandi occasioni. Le dominatrici indiscusse degli ultimi anni e perciò favorite nel pronostico, sono le nuotatrici australiane e svedesi, ma noi abbiamo la solita indomabile Federica Pellegrini. Basta Il suo nome per incutere nelle avversarie un timore reverenziale. Ma non c’è più spazio per pensieri e strategie: si scende in vasca! 
Ai blocchi di partenza tremano i polsi a Fede e con lei a tutti gli italiani. Ma niente paura, è solo consapevolezza della posta in palio. 
Ha gli occhi della tigre dipinti sul volto e questo è a dir poco rassicurante. 3, 2,1….. si parte! 
La tigre è tesissima, sembra bloccata, fa fatica a ruggire! Siamo dietro! Siamo dietro! Accidenti! Dai, Fede! 
Questa medaglia non può sfuggirti, deve essere tua!
La leonessa sembra strizzare L’occhiolino e sorridere: e’ solo questione di tempo. Si tratta solo di aumentare i giri del motore ed ingranare qualche marcia in più. 
E allora…….. eccola,eccola,eccola! 
Le braccia iniziano a schiaffeggiare l’acqua come meglio non si può, le gambe cominciano a sforbiciare più veloce del vento. Siamo lì, siamo lì! Terza, seconda, prima! 
Tocca, tocca quel maledetto bordo, Fede, toccalo che ci siamo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! 
Alza al cielo la tua medaglia, alta, altissima. 
Noi ti ringraziamo per l’ennesimo miracolo sportivo che ci hai regalato. Fatti abbracciare fortissimo, Federica! Con te è esaltante amare lo sport ed inorgoglisce essere italiani. Grazie con tutto il cuore. Ma questo romanzo meraviglioso non può terminare così: abbiamo ancora l’ultima pagina da scrivere: Tokyo 2020! Noi siamo già pronti ad esultare! Passano gli anni, cambiano le generazioni, ma tu non passi mai.
GRAZIE.Gli spalti sono gremiti, la tensione è palpabile ad un miglio di distanza, il silenzio nell’attesa della gara è rispettoso come si conviene nelle grandi occasioni. Le dominatrici indiscusse degli ultimi anni e perciò favorite nel pronostico, sono le nuotatrici australiane e svedesi, ma noi abbiamo la solita indomabile Federica Pellegrini. Basta Il suo nome per incutere nelle avversarie un timore reverenziale. Ma non c’è più spazio per pensieri e strategie: si scende in vasca! 
Ai blocchi di partenza tremano i polsi a Fede e con lei a tutti gli italiani. Ma niente paura, è solo consapevolezza della posta in palio. 
Ha gli occhi della tigre dipinti sul volto e questo è a dir poco rassicurante. 3, 2,1….. si parte! 
La tigre è tesissima, sembra bloccata, fa fatica a ruggire! Siamo dietro! Siamo dietro! Accidenti! Dai, Fede! 
Questa medaglia non può sfuggirti, deve essere tua!
La leonessa sembra strizzare L’occhiolino e sorridere: e’ solo questione di tempo. Si tratta solo di aumentare i giri del motore ed ingranare qualche marcia in più. 
E allora…….. eccola,eccola,eccola! 
Le braccia iniziano a schiaffeggiare l’acqua come meglio non si può, le gambe cominciano a sforbiciare più veloce del vento. Siamo lì, siamo lì! Terza, seconda, prima! 
Tocca, tocca quel maledetto bordo, Fede, toccalo che ci siamo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! 
Alza al cielo la tua medaglia, alta, altissima. 
Noi ti ringraziamo per l’ennesimo miracolo sportivo che ci hai regalato. Fatti abbracciare fortissimo, Federica! Con te è esaltante amare lo sport ed inorgoglisce essere italiani. Grazie con tutto il cuore. Ma questo romanzo meraviglioso non può terminare così: abbiamo ancora l’ultima pagina da scrivere: Tokyo 2020! Noi siamo già pronti ad esultare! Passano gli anni, cambiano le generazioni, ma tu non passi mai.
GRAZIE.Gli spalti sono gremiti, la tensione è palpabile ad un miglio di distanza, il silenzio nell’attesa della gara è rispettoso come si conviene nelle grandi occasioni. Le dominatrici indiscusse degli ultimi anni e perciò favorite nel pronostico, sono le nuotatrici australiane e svedesi, ma noi abbiamo la solita indomabile Federica Pellegrini. Basta Il suo nome per incutere nelle avversarie un timore reverenziale. Ma non c’è più spazio per pensieri e strategie: si scende in vasca! 
Ai blocchi di partenza tremano i polsi a Fede e con lei a tutti gli italiani. Ma niente paura, è solo consapevolezza della posta in palio. 
Ha gli occhi della tigre dipinti sul volto e questo è a dir poco rassicurante. 3, 2,1….. si parte! 
La tigre è tesissima, sembra bloccata, fa fatica a ruggire! Siamo dietro! Siamo dietro! Accidenti! Dai, Fede! 
Questa medaglia non può sfuggirti, deve essere tua!
La leonessa sembra strizzare L’occhiolino e sorridere: e’ solo questione di tempo. Si tratta solo di aumentare i giri del motore ed ingranare qualche marcia in più. 
E allora…….. eccola,eccola,eccola! 
Le braccia iniziano a schiaffeggiare l’acqua come meglio non si può, le gambe cominciano a sforbiciare più veloce del vento. Siamo lì, siamo lì! Terza, seconda, prima! 
Tocca, tocca quel maledetto bordo, Fede, toccalo che ci siamo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! 
Alza al cielo la tua medaglia, alta, altissima. 
Noi ti ringraziamo per l’ennesimo miracolo sportivo che ci hai regalato. Fatti abbracciare fortissimo, Federica! Con te è esaltante amare lo sport ed inorgoglisce essere italiani. Grazie con tutto il cuore. Ma questo romanzo meraviglioso non può terminare così: abbiamo ancora l’ultima pagina da scrivere: Tokyo 2020! Noi siamo già pronti ad esultare! Passano gli anni, cambiano le generazioni, ma tu non passi mai.
GRAZIE.Gli spalti sono gremiti, la tensione è palpabile ad un miglio di distanza, il silenzio nell’attesa della gara è rispettoso come si conviene nelle grandi occasioni. Le dominatrici indiscusse degli ultimi anni e perciò favorite nel pronostico, sono le nuotatrici australiane e svedesi, ma noi abbiamo la solita indomabile Federica Pellegrini. Basta Il suo nome per incutere nelle avversarie un timore reverenziale. Ma non c’è più spazio per pensieri e strategie: si scende in vasca! 
Ai blocchi di partenza tremano i polsi a Fede e con lei a tutti gli italiani. Ma niente paura, è solo consapevolezza della posta in palio. 
Ha gli occhi della tigre dipinti sul volto e questo è a dir poco rassicurante. 3, 2,1….. si parte! 
La tigre è tesissima, sembra bloccata, fa fatica a ruggire! Siamo dietro! Siamo dietro! Accidenti! Dai, Fede! 
Questa medaglia non può sfuggirti, deve essere tua!
La leonessa sembra strizzare L’occhiolino e sorridere: e’ solo questione di tempo. Si tratta solo di aumentare i giri del motore ed ingranare qualche marcia in più. 
E allora…….. eccola, eccola ,eccola!
Le braccia iniziano a schiaffeggiare l’acqua come meglio non si può, le gambe cominciano a sforbiciare più veloce del vento. Siamo lì, siamo lì! Terza, seconda, prima! 
Tocca, tocca quel maledetto bordo, Fede, toccalo che ci siamo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! 
Alza al cielo la tua medaglia, alta, altissima. 
Noi ti ringraziamo per l’ennesimo miracolo sportivo che ci hai regalato. Fatti abbracciare fortissimo, Federica! Con te è esaltante amare lo sport ed inorgoglisce essere italiani. Grazie con tutto il cuore. Ma questo romanzo meraviglioso non può terminare così: abbiamo ancora l’ultima pagina da scrivere: Tokyo 2020! Noi siamo già pronti ad esultare! Passano gli anni, cambiano le generazioni, ma tu non passi mai.
GRAZIE.

Dario Ricciardi

https://www.torresette.news/24-news/2019/07/24/federica-pelligrini-medaglia-d-oro-grazie-per-l-ennesimo-miracolo

Sapete da dove viene il termine “handicap”?

Sapete da dove viene il termine “handicap”?

Non c’è dubbio che mai prima d’ ora si è riscontrato tanto interesse e attenzione da parte dei mezzi d’informazione al mondo della disabilità.

Ma avete mai fatto caso al modo con cui si affronta l’argomento e soprattutto al modo con cui ci si rivolge al disabile?

Il tono degli articoli è solitamente permeato di pietismo, buonismo o sensazionalismo, e quando si parla dei disabili ancora si usano termini come handicappato, menomato, persona condannata a vivere in carrozzella e via di questo passo.

Toni da romanzo d’appendice, parole vecchie e improprie.

Tanto per capirci: sapete da dove viene il termine “ handicap”? Con questa parola si definiva la zavorra di piombo che serviva a livellare la differenza di peso dei fantini nelle corse dei cavalli. Ora ditemi voi se un’espressione del genere non debba essere percepita come un insulto. Io, malgrado i miei limiti motori, non mi sono mai sentito zavorra e, come me, credo anche la maggioranza delle persone disabili.

Ciò che intendo dire è che le parole pesano, le parole definiscono la realtà.

Per fortuna non sono il solo a pensarla così.

Partendo dal “Testo Unico dei Doveri del Giornalista” che riporta all’articolo 6: “Il giornalista rispetta i diritti e la dignità delle persone malate o con disabilità, siano esse portatrici di menomazioni fisiche, mentali, intellettive o sensoriali” la onlus FIABA (Federazione italiana per l’abbattimento delle barriere architettoniche), si è fatta promotrice di una nuova “carta deontologica” per i giornalisti, che insegni loro a parlare correttamente di disabilità, iniziando dall’uso dell’acronimo PRM, cioè “Persona con ridotta mobilità”.

Insomma, è vero che le parole non cambiano la realtà di chi vive una limitazione, ma resta il fatto che il linguaggio non deve mai creare discriminazioni e anzi deve essere accorto e rispettoso dei diritti e della dignità delle persone.

Dario Ricciardi

Fonte: puntofamigliaplus

Tennis, Fabio Fognini trionfa a Montecarlo. Ci ha reso fieri di essere italiani

Tennis, Fabio Fognini trionfa a Montecarlo. Ci ha reso fieri di essere italiani

Esiste un confine tra sogno e realtà? Difficile trovare risposta a questa domanda, dal momento che ad inizio torneo di Montecarlo (il primo Master 1000 della stagione tennistica su terra battuta), nessuno avrebbe puntato un centesimo sulla vittoria di Fabio Fognini! C’erano i soliti noti con una fame di vittoria pazzesca, a cominciare da Rafa Nadal, in quello che ormai viene comunemente definito il torneo di casa sua, per finire a Novak Djokovic.

Fognini in finale! Ma siete pazzi? Non dite sciocchezze e non raccontatelo in giro, mi raccomando! E invece… Invece… Eccolo qua! Eccolo qua!

Il puledrino diventato purosangue dipinge tennis meglio di Giotto e Raffaello, trovando angoli impossibili e soprattutto impensabili, quando colpisce la palla sembra avere il goniometro: riesce sempre a piazzarla con precisione millimetrica rispetto alla riga di fondo campo. Per non parlare dei colpi ubriacanti grazie ai quali riesce a mandare letteralmente al manicomio gli avversari ed in visibilio il pubblico. Ammirare Fabio Fognini è un piacere per gli occhi! Sembra di avere il joystick della PlayStation tra le mani e di telecomandare una palla pazza ed imprevedibile. La finale vinta domenica da Fabio con il risultato di 6-3 6-4 contro il serbo Dušan Lajović è il risultato del completamento di un processo di crescita sviluppato negli anni e giunto ora alla sua apoteosi. E questo anche grazie al lavoro certosino di Corrado Barazzutti e Flavia Pennetta, campionessa Slam, che gli ha trasferito una calma olimpica nella gestione dei momenti cruciali della gara.

Fabio è la crisalide diventata farfalla! Ora volerà! A 32 anni ci sono ancora tantissimi margini di miglioramento e altrettante possibilità per entrare a far parte dei migliori 10 al mondo. Noi abbiamo l’obbligo di crederci, consapevoli della sua forza e delle sue potenzialità.

Ma non corriamo troppo in là, godiamoci il momento. Fabio ci ha reso fieri di essere italiani e finalmente possiamo dirlo: il cielo di Montecarlo si è tinto di azzurro!

Grazie Fabio per le emozioni che ci hai fatto vivere, diventando il primo italiano ad aver vinto un Master 1000.

Dario Ricciardi

https://www.torresette.news/sport/2019/04/22/tennis-fabio-fognini-trionfa-a-montecarlo-ci-ha-reso-fieri-di-essere-italiani?refresh

“Sono un giornalista in carrozzella, ma non mi sono mai arreso davanti a nessuna difficoltà”

“Sono un giornalista in carrozzella, ma non mi sono mai arreso davanti a nessuna difficoltà”
18 dicembre 2018

Mi chiamo Dario Ricciardi, sono un giornalista “in carrozzella”, nel senso che da sempre vivo una condizione di disabilità. Contrariamente a quanto si possa pensare, la mia è una storia fatta di gioia, amore sconfinato e colori, molto lontana dallo stereotipo del disabile solo, arrabbiato ed emarginato. Sin dalla nascita sono affetto da una grave forma di paralisi cerebrale infantile che ha severamente limitato le mie capacità motorie. Per questa ragione sono costretto su una sedia a rotelle e la mia motricità è limitata al solo indice sinistro. Ma da quell’indice è partito il mio personale riscatto. Non mi sono mai arreso di fronte alle mille difficoltà cui la vita mi ha sottoposto. Insieme alla mia famiglia ho dovuto affrontare prove che avrebbero scoraggiato chiunque: dal cambio della scuola materna che mi aveva rifiutato, passando per i ricorsi al TAR ad ogni inizio di anno scolastico per vedermi riconosciuto il diritto allo studio, fino alla necessità di un accompagnamento costante per superare le barriere architettoniche che ancora insistono nei nostri edifici scolastici, università compresa.

La mia caparbietà e determinazione fortunatamente hanno trovato appoggio nell’incontro con tante persone semplici e straordinarie, collaboratori scolastici, professori, compagni di classe, che mi sono stati affianco aiutandomi fisicamente, supportandomi nei tanti momenti di difficoltà e stimolandomi a portare avanti il mio sogno: diventare un giornalista televisivo, uno come i miei tanti amici della redazione di Sky Sport 24.

A 17 anni ho vinto una delle tappe del concorso “Diventa cronista con il Napoli” indetto da “Il Mattino”, ed a 18 ho conseguito il titolo di giornalista pubblicista, risultando in quel periodo il giornalista più giovane d’Italia. Ho dovuto rinunciare a camminare, a correre, a ballare, a rincorrere un pallone (cosa che tuttora mi manca), ma grazie all’indice sinistro e ai mezzi che il progresso mi ha messo a disposizione, ho intessuto una rete di contatti che mi ha riempito la vita di amici e di stimoli straordinari. Collaboro con testate locali interessandomi di sport, ma soprattutto dei problemi legati al mondo della disabilità: “La Repubblica” nelle pagine napoletane ospitò una mia denuncia dal titolo: “La Regione Campania calpesta i diritti dei disabili” contro il taglio dei fondi destinati ai centri di riabilitazione, che trovò immediato riscontro in una marcia indietro dei vertici regionali.

Non mi sono fatto mancare neppure un passaggio nel mondo della politica, essendo stato candidato alle ultime Elezioni Comunali a Torre Annunziata, la città in cui vivo e che tanto amo. Oggi sono delegato del Sindaco per lo sport e la disabilità. Ho conseguito la laurea triennale in “Lingue e Culture moderne” con la votazione di 110 e lode e sto completando la Laurea Magistrale in “Lingue per la Comunicazione e Cooperazione Internazionale”. Considero questa fase della mia vita soltanto la tappa di un lungo cammino che desidero percorrere col sorriso, con il mio indice sinistro e sempre, sempre…a colori. Viva la vita!

Dario Ricciardi

FONTE: http://puntofamiglia.net

Conferimento del premio giornalistico nazionale ” Mimmo Castellano” a Dario Ricciardi

Conferimento del premio giornalistico nazionale ” Mimmo Castellano” a Dario Ricciardi

In data 6\12\2018 l’assostampa Valle del Sarno ed il suo Presidente Salvatore Campitiello, hanno insignito Dario Ricciardi del premio giornalistico nazionale ” Mimmo Castellano”.

Torre Annunziata – Degrado, sporcizia e inciviltà, una città in ginocchio

Torre Annunziata – Degrado, sporcizia e inciviltà, una città in ginocchio

Diciamolo subito: è inaccettabile ed inammissibile che la nostra città versi in una condizione di degrado ed abbandono così devastante. É vero, siamo ad Agosto, il sole picchia forte, ma passeggiare a Torre Annunziata è diventato davvero imbarazzante. Appena scendo di casa mi trovo sommerso da cumuli di immondizia tra i quali sono costretto a fare lo slalom con la mia sedia a rotelle, provo ad avanzare di qualche metro affacciandomi al muretto di via Gino Alfani, ma il risultato non cambia: quel muretto è ormai diventato una discarica a cielo aperto, per non parlare di quel che si vede affacciandosi dalla curva sempre della stessa via Alfani. Non possiamo più vivere così! Siamo nel 2018 e mi rifiuto di pensare che non ci sia un addetto alla pulizia delle strade cittadine, anche se un esame di coscienza dobbiamo farlo anche noi ed in fretta. Acquisire un maggiore senso civico serve a migliorare la vivibilità e la fruibilità del nostro territorio. Torre Annunziata è casa nostra ed in quanto tale dobbiamo preservarla, coccolarla e custodirla, tutti. Non credo che a casa nostra gettiamo l’immondizia fuori al balcone o mozziconi di sigaretta in terra. É ora di una svolta radicale: chi attua questi comportamenti deve pagare con sanzioni salatissime, il tempo del torpore è terminato. Dobbiamo svegliarci! Non c’è più domani! Un maggior numero di forze dell’ordine in tutta la città che controlli e provveda a multare i trasgressori sarebbe cosa buona e giusta. Non e’ più tollerabile sentir dire ” Le forze dell’ordine sono poche per coprire tutta la città”. Basta trincerarsi dietro queste scuse, BASTA! Vogliamo parlare delle strade? Ad esempio, quante volte ho chiesto di rifare ex novo la pavimentazione della Rampa Nunziante che ha dei sampietrini pericolosissimi con dei dislivelli paurosi (sui quali caddi già una volta), nessuna risposta. Si aspetta che qualcuno ci rimetta la vita? Ancora? Ho più volte chiesto che venga eliminato quel gradino presente sulla passerella costruita dopo il crollo della palazzina, in maniera da facilitarne l’accesso a tutti. La risposta è sempre la stessa: “ Hai pienamente ragione. Contatteremo l’ufficio tecnico domani mattina”. Un domani che non è mai arrivato e chissà se e quando arriverà, dato che adesso la passerella è gia diventata un ammasso di ferro arrugginito ed ennesimo deposito di immondizia. Non voglio gettare la croce solo sul sindaco Ascione, sarebbe davvero ingiusto, ma scuoterlo sì. Io ed i miei concittadini siamo stanchi, vogliamo vedere qualche miglioramento, perché senza chiedere la luna basta poco per migliorare la nostra splendida città.
Dario Ricciardi

FONTE: http://TorreSette.it

“Premio Nettuno 2018” al compianto Francesco Pinto, imprenditore YMA

“Premio Nettuno 2018” al compianto Francesco Pinto, imprenditore YMA

Lo sciabordio delle onde del mare, la luna piena ed il pubblico delle grandi occasioni: non poteva esserci cornice migliore per la terza edizione del “Premio Nettuno” ospitato per la prima volta a Villa Tiberiade.

Il Premio,che si propone di celebrare le eccellenze torresi, e’ stato promosso dal Pastificio Marulo, etichetta sempre più apprezzata ed in continua evoluzione grazie al lavoro dei fratelli Luigi e Francesco Marulo.

Conduttori della serata sono stati Gigi e Ross, consolidata coppia di cabarettisti, reduci dal successo di “ Made in sud”, affiancati dalla giornalista Titta Masi.

La manifestazione è stata aperta dal Dott. Francesco Paolo Sequino, regia, testa pensante e vera anima di questo premio, unitamente al Direttore Artistico Onofrio Brancaccio.

Rivolgendosi ai conduttori ha detto: “ Questa è la mia creatura, la affido a voi. Portate in alto il nome di Torre Annunziata” .

Il Premio Nettuno, consistente in una targa in pietra lavica, è stato consegnato a Daniela Sola, managing director di Mondadori e responsabile della promozione del settimanale femminile “Grazia”, a Giovanni e Marianna Di Maio, terza generazione dell’Azienda di materassi “Di Maio Flex”, all’ avvocato penalista Domenico Nicolas Balzano, rappresentante della prestigiosa scuola giuridica napoletana, maestro e punto di riferimento per tanti giovani avvocati, al dott. Francesco Cirillo, ex vice capo della Polizia, ad Ambrogio Scognamiglio, clownterapeuta che dedica la sua vita a ridare speranza e sorriso ai piccoli pazienti dei reparti pediatrici, al musicista Ignazio Scassillo, a Bruno Caruso, stilista emergente che si è fatto precedere dalla sfilata di splendide modelle vestite dei suoi meravigliosi abiti da sera, al giornalista sportivo Raffaele Auriemma, e -last but not least- a Ciro Immobile, oplontino doc e stella del calcio nazionale.

Tra i premiati ci sono stato anch’io,nella mia veste di giornalista, e di ciò non posso che ringraziare gli organizzatori, che non mi hanno fatto mancare una graditissima sorpresa: il video di saluto indirizzatomi dalla mia amica Ilaria D’Amico.

Il momento più toccante della serata è stato, a mio giudizio, il Premio attribuito postumo al Commendatore Francesco Pinto, straordinario imprenditore torrese, creatore e guida fino all’ultimo dei suoi giorni della YMA, azienda lattiero-casearia. Al Commendatore, che ha ben incarnato la figura del self made man, mi legavano affetto e stima: la sua storia è quella di un visionario capace di realizzare i suoi sogni, un innovatore, un entusiasta della vita, un esempio per le giovani generazioni. Il Premio è stato ritirato dalla figlia Rita, emozionata e commossa, che ha voluto ricordare il padre come un giovane sempre e comunque” .

Tra i premiati anche numerose scuole del comprensorio vesuviano.

Non sono mancati momenti di spettacolo, dagli sketch di Peppe Iodice alle performances di Francesco Cicchella, passando per le melodie di Marco Fasano fino al monologo-tributo a Pino Daniele dell’attore romano Edoardo Leo.

La magnifica serata si è conclusa con il Premio Nettuno 2018 attribuito a Lina Sastri, memorabile interprete di “Filumena Marturano”, la cui recitazione ha incantato ed ipnotizzato la platea.

Prepariamoci alle sorprese che il dottore Sequino ha già in serbo per la IV edizione del Premio Nettuno.

 

Dario Ricciardi

Fonte http://TorreSette.it

Premio Nettuno Torre Annunziata Mercoledì 25 Luglio ore 20:30 Villa Tiberiade

Premio Nettuno Torre Annunziata Mercoledì 25 Luglio ore 20:30 Villa Tiberiade

Si rinnova come ogni anno l’appuntamento con il premio Nettuno, destinato alle eccellenze di Torre Annunziata che si sono distinte nel loro mestiere. Quest’anno tra i premiati ci sarà anche Dario Ricciardi, per la sezione ” Giornalismo e News”. Appuntamento  Mercoledì 25 Luglio ore 20:30 in Villa Tiberiade Torre Annunziata ( NA) Non Mancate! Dario vi aspetta numerosissimi! (Staff)

Il concerto di Sal Da Vinci al Circolo Oplonti, una serata memorabile

Il concerto di Sal Da Vinci al Circolo Oplonti, una serata memorabile

A cura di Dario Ricciardi

In una caldissima sera di mezza estate decido di andare ad assistere al concerto di Sal Da Vinci in compagnia di due amici, ormai diventati fratelli. La location non è un posto qualunque: è lo Sport Club Oplonti di Torre del Greco, luogo nel quale sono cresciuto, la culla nella quale sono ancora custoditi i sogni e i ricordi dell’ infanzia, i volti del passato.

Ma bando alle nostalgie, il concerto sta per iniziare. C’è ancora il tempo per un calorosissimo abbraccio con Paola Pugliese, la moglie di Sal Da Vinci. Mi metto comodo in prima fila accanto al sindaco di Torre Annunziata, Vincenzo Ascione, e all’instancabile presidente dello Sport Club Oplonti, Vincenzo Sica, che – oltre che perfetto padrone di casa – si è rivelato eccellente organizzatore. Le luci si abbassano, tutti tacciono: la voce di Sal inizia ad ammaliare il pubblico con ‘Il cantante‘, brano che dà il nome al tour, seguito da canzoni tratte dal suo ultimo album “Non si fanno prigionieri’, che vanta la direzione artistica e sei brani di Renato Zero.

Il concerto è un’apoteosi di luci, colori, passione ed energia, nel corso del quale Sal ripropone tutti i suoi successi: da ‘Vera ’all’‘Orologio senza tempo’, passando per il grandissimo successo di Sanremo  2009 ‘Non riesco a farti innamorare’ fino a concludere con l’applauditissimo ‘Il mercante di stelle’.

Non manca la gradita sorpresa dell’esibizione di Francesco Da Vinci, figlio d’arte, reduce dal successo di ‘Gomorra’ e dotato di un timbro vocale che non fa rimpiangere né nonno Mario né il famoso papà.

Serata memorabile al Circolo Oplonti di cui possono andare fieri il presidente Sica ed il consiglio di amministrazione che, ne sono certo, sapranno farci vivere ancora tanti momenti altrettanto straordinari.

FONTE: http://TorreSette.it

Sport Club Oplonti Giovedì 28 Giugno ore 18,30 Festa dello Sport Consegna riconoscimenti agli atleti Torresi: Irma Testa, Ciro Immobile, Marco Guida, Salvatore Cimmino. Modera il giornalista: Dario Ricciardi

Sport Club Oplonti
Giovedì 28 Giugno
ore 18,30
Festa dello Sport
Consegna riconoscimenti 
agli atleti Torresi:
• Irma Testa
• Ciro Immobile
• Marco Guida
• Salvatore Cimmino
Modera il giornalista :
Dario Ricciardi

Vi aspetto numerosissimi!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

L’inclusione sociale degli alunni disabili nella scuola italiana

L’inclusione sociale degli alunni disabili nella scuola italiana

A cura di Dario Ricciardi

L’inclusione scolastica degli alunni disabili è una delle più grandi conquiste sociali dei tempi moderni.

Ciò che a qualcuno potrebbe apparire un dato scontato, è in effetti frutto di un lungo cammino iniziato negli anni 30. Fino ad allora il concetto di integrazione scolastica era limitato alle “scuole speciali” e alle “classi differenziali”, aggettivi che, con la loro accezione discriminatoria, tutto potevano prevedere tranne che vera integrazione.

E‘ stata le legge 517 promulgata nel 1977 che ha dato il via in Italia ad un modello pedagogico che puntasse alla reale inclusione degli alunni disabili.

Per quanto tale Legge sia stata applicata in maniera differente, talora addirittura disattesa, nelle varie regioni del Paese, essa ha rappresentato un punto di svolta ed è motivo di vanto per il nostro sistema scolastico. Non è un caso che nel 2016 l’organismo internazionale “Progetto Zero” ha premiato l’Italia proprio per l’integrazione degli alunni disabili.

A tale tema è dedicato a Firenze dal 16 al 24 Marzo l’evento “Nessuno escluso. Il lungo viaggio dell’inclusione nella scuola italiana” che, accanto ad una serie di relazioni di grande interesse (spazieranno dalla formazione del personale docente ai bisogni educativi fino all’affettività e alla sessualità nella disabilità), prevede una singolare mostra fotografica suddivisa in cinque sezioni tematiche: luoghi e spazi scolastici; metodi e strumenti didattici; cura del corpo; socialità; preparazione al mondo del lavoro.

L’Italia, molte volte arretrata rispetto alle altre nazioni occidentali, è stato il primo paese europeo a percorrere la strada dell’inclusione scolastica.

Già solo per questa ragione l’iniziativa merita attenzione da parte del personale scolastico e di tutte le associazioni che hanno a cuore il problema della disabilità.

FONTE: http://TorreSette.it

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