Autore: Dario Ricciardi

  • Tutti con Fede!

    Alle ore 16:00 Federica Pellegrini, scenderà in vasca per la finale dei 200 stile libero. Non perdetela!

  • Sky Sport: la mia seconda famiglia

    sky_sport_24_gruppo_1000_giorni_festa
    A volte ci sono sensazioni, emozioni, istinti, passioni fortissime che neanche tu stesso riesci a controllare. Tutto è iniziato una mattina d’estate in riva al mare di Torre Annunziata, quando mi si avvicinò un uomo alto, discretamente panciuto, dalla barba bianca. Era Massimo Corcione, direttore di Sky Sport, emittente televisiva di cui sono un accanitissimo sostenitore sin da bambino. (altro…)

  • Alessandra Amoroso: un tuffo nei ricordi

    <" />“Fanno male ,fanno male le parole, certe volte vanno oltre ogni volere, tiran fuori dei dolori primordiali…”

    Spesso crediamo di emozionarci fino a commuoverci, ma siamo sicuri di provare realmente tutte queste sensazioni? Le emozioni quelle vere, passionali eppure spensierate, sono quelle che vengono dal profondo del cuore. Proprio come il sentimento che ho provato grazie ad Alessandra Amoroso, notissima cantante, salentina dal cuore pulsante ed ex vincitrice del talent show “ Amici”. Grazie alle sue canzoni trascinanti e appassionate,  Alessandra mi ha fatto sfogliare tutto il mio personalissimo album, passando dai momenti più belli a quelli meno belli della mia vita. Proprio come in un film nel quale, mattoncino dopo mattoncino, si mettono assieme tutte le scene. Dal primo bacio con i miei genitori, all’incontro con Massimo Corcione, che ha illuminato radicalmente la mia vita, fino ad arrivare alla morte della mia amatissima nonna. Un flashback infinito: ci vorrebbero ore ed ore per raccontarlo (sarebbero digressioni personali, ma sono ricordi dettati dal cuore). I tanti, troppi, ricordi riaffiorano troppo in fretta la mente corre tantissimo in là, meglio lasciar stare. Posso solo dire: grazie Alessandra per tutte le emozioni e i ricordi che mi fai vivere.
    Dario Ricciardi

  • Sky Sport: la mia seconda famiglia

    A volte ci sono sensazioni, emozioni, istinti, passioni fortissime che neanche tu stesso riesci a controllare. Tutto è iniziato una mattina d’estate in riva al mare di Torre Annunziata, quando mi si avvicinò un uomo alto, discretamente panciuto, dalla barba bianca. Era Massimo Corcione, direttore di Sky Sport, emittente televisiva di cui sono un accanitissimo sostenitore sin da bambino.
    Tra noi cominciò subito un lungo ed intenso dibattito sui conduttori di Sky Sport. Ricordo che lo guardai con un’emozione indescrivibile: le gambe mi tremavano ed il cuore mi batteva all’impazzata, non avevo più padronanza del mio corpo. Ma ebbi il coraggio di chiedergli: “Diret-tore, posso farle una domanda?”. Lui, con la cordialità che da sempre lo contraddistingue, mi rispose: “Certo!” Un po’ balbuziente e con voce rotta dall’emozione dissi: “Vorrei incontrare Cri C-r-i……… C-r-iiiiiii………….. Cristiana! B-u-o-n-a Buonama……….. Buonamano! È possibile?” “Certo che è possibile” – rispose – Vieni a Milano e la conoscerai”. Da quel momento vissi con ansia spasmodica l’attesa di quel giorno. Mi sembrava un’autentica utopia il fatto che la televisione di cui avevo sempre sognato di far parte, mi ospitasse nei suoi studi. Appena arrivai nel Palazzo di Rogoredo, mi si spalancarono gli occhi, come se tirati su da due pinze. Rimasi per mezz’oretta basito e pietrificato, poi finalmente capii che il sogno della mia vita si stava realizzando: entrare negli studi Sky. Mi accolsero nella hall, il mio cuore sembrava un cavallo imbizzarrito, quando all’improvviso vidi spuntare il direttore Corcione: “Allora da dove vuoi iniziare il tuo tour?” – chiese, carezzandomi la testa. “Da Sky Sport 24” risposi. In un lampo mi si aprirono le porte del TG. In conduzione c’erano i fantastici Vanessa Leonardi ed Alessandro Lupi. Io ero li, rannicchiato in un angolino, nell’attesa di una fascia pubblicitaria per avere un confronto diretto con loro. La pubblicità finalmente arrivò e le prime parole di Vanessa furono: “Vieni tesoro, facciamo una foto insieme”. Io, eccitatissimo, stentavo a credere che la proposta fosse partita da lei. Terminato il mio tour a Sky Sport 24 (durato “solo” alcune ore), feci una sosta al bar per uno spuntino pomeridiano. In lontananza, dietro di me, scorsi una ciocca di capelli biondi. Era quella di Veronica Baldaccini, giornalista che da anni segue la nazionale italiana per Sky. Inizialmente esitai a chiamarla, poi mi feci coraggio. “Veronica”, gridai. Lei si voltò di scatto e disse: “Ciao, sei un ospite?”
    “ Sì!” le risposi.
    “Ma quanto sei bello!” esclamò.
    Dopo questo breve colloquio, entrai nello studio di Champions League, dove Fabio Caressa, Paolo Rossi, Luca Vialli e Carlo Ancelotti, si prepavano ad andare in onda: tra noi si accese subito una discussione sul calcio internazionale, che mi fruttò i complimenti di Carletto Ancelotti. L’euforia salì alle stelle, proprio mentre calava il tramonto. Ma io non ero ancora stanco e stufo, anzi avevo l’adrenalina a mille. Tornai nello studio di Sky Sport 24 per l’edizione delle 20. Questa volta ad accogliermi c’erano Sara Benci e Sandro Sabatini. Furono disponibilissimi e cordialissimi, scattai qualche foto e fuggii via. La stanchezza iniziava a farsi sentire.
    Ma Cristiana dov’è finita?
    No problem, il direttore le telefonò e uscimmo a cena insieme. Cristiana la ricordo con immenso affetto, perché con lei ebbi la mia prima cotta. La portai in un ristorantino milanese molto carino, lei ordinò branzino alla griglia, io nulla: ero sazio solo a guardarla in faccia.
    La mia visita si concluse, ma il viaggio delle emozioni no: l’indomani mattina, mio padre ricevette una telefonata: “Gianfranco, corri a comprare Torresette! Massimo Corcione ha scritto un articolo su Dario!”
    Io mi commossi moltissimo, ma quello fu il preludio di quella che ora è molto più che una semplice amicizia. Massimo è ora passato dal tanto temuto “Direttore” a
    “Massimino mio”, conquistando tutto il mio cuore e diventando il mio maestro di vita.
    Mi vuole bene come si può volerlo a un figlio, lo sento. Anche se lui non lo ammetterà mai.
    Per descrivervi quanto tengo a lui, non basterebbe una vita intera. È grazie alla sua complicità che oggi sono amico di tutta la redazione di Sky Sport: Vale Mariani, Vane Leonardi, Angelino Mangiante, Matti Petrucci, Ale Alci, Ugola, e tutti gli altri costituiscono ormai “la mia seconda famiglia”.
    Tornando a Massimino mio, la cosa che mi colpisce da sempre di lui è che pur ricoprendo una carica importan-tissima a Sky, non si è mai montato la testa, rimanendo sempre legato alle proprie radici e al proprio popolo, non rinnegando mai la sua terra. Un privilegio che solo i “grandi” hanno e lui è un campione del mondo in tutto quello che fa.
    Dario Ricciardi

  • Aereoporto d Napoli, inesistente l’assistenza ai disabili

    20140805-114116-42076746
    Sembrerà sconvolgente, assurdo, paradossale, anacronistico. Ma dalle nostre parti è diventata quotidianità: la notizia è che l´aeroporto internazionale di Napoli non è più in grado di fornire un´assistenza adeguata alle persone con disabilità. L´accettazione manca di personale predisposto all’accoglienza e competente; dovunque ti giri e chiedi: “scusi per l´assistenza?”, ti rispondono con la solita faccia inebetita, o anche solo colpevolmente inebetita: “Non saprei, chieda al collega”. Un collega che ovviamente non c’è mai, e se c’è nulla sa e nulla farà mai per aiutarti. Nonostante ci sia una legge da rispettare e che nessuno rispetta. Un teatrino dell’inefficienza, assolutamente fuori dal mondo.
    È giunta l´ora di dire basta, di far sentire unanime la nostra voce. Se nessuno mai si ribella e si ribellerà, vivremo sempre nel lassismo più totale, convinti che si faccia così, perché è comodo fare e agire in questo modo. In totale dispregio di tutte le norme, anche internazionali, che garantiscono diritti evidentemente non validi (secondo loro) per l’Italia.
    Lancio una proposta: perché non facciamo in modo che tutte le autorità napoletane (Sindaco in primis), vestano per un paio di giorni i panni del disabile, camminando e girando per la città in sedia a rotelle? Se così non facciamo, non faranno, le condizioni reali dei disabili non verranno mai comprese, perché chi non ha il problema non se lo pone e non ha alcun interesse di porselo. Sarà perché sono fresco di studi storici, ma a parer mio bisogna tornare alle parole di D’Azeglio che diceva: “Fatta l’Italia, bisogna fare gli italiani”. Un pensiero tuttora attualissimo, perché è una questione di (inaccettabile) mentalità tutta italiana. Occorre una svolta radicale concreta e non campata in aria per smuovere una volta e per tutte le autorità e tutti coloro che lavorano per garantire un’accoglienza uguale per tutti: il futuro è adesso e non domani.

  • La Schiavone a Metropolis:”non sono un’atleta finita”

    Francesca-Schiavone
    INTERVISTA ESCLUSIVA
    Francesca Schiavone, nota a tutti gli appassionati di tennis come “la leonessa” per la sua grinta, è considerata tuttora la più forte tennista italiana di sempre: è stata la prima a raggiungere la posizione numero 4 della classifica mondiale WTA , la prima a vincere un grande Slam (il Roland Garros) e con le sue compagne di nazionale ha vinto ben 3 edizioni della Fed Cup, la Davis femminile.

    Di Francesca è nota la riservatezza ed anche per questo siamo particolarmente orgogliosi di ospitarla in esclusiva sulle colonne di METROPOLIS.

    Francesca, partiamo dalla grande vittoria del 2010 al Roland Garros.
    Che cosa ricordi maggiormente di quel momento?

    Quando ho alzato la coppa rivolta ai miei amici, ai miei familiari e al mio team ho provato una gioia grandissima.

    Quando hai avuto chiara la sensazione di poter arrivare fino in fondo?
    Dopo la semifinale ho capito che a quel punto avevo il 50% e sono andata in campo per dare tutta me stessa.

    E come hai vissuto le settimane successive alla vittoria?
    Sono stata molto occupata tra interviste, tv e impegni istituzionali.

    Il 7 Ottobre 2010 ti sei qualificata per i Masters di fine anno a Doha (riservati solo alle prime 8 giocatrici del mondo), diventando la terza italiana nella storia a riuscirci, dopo Raffaella Reggi e Silvia Farina. Che effetto ti ha fatto aver raggiunto campionesse che hanno fatto la storia di questo sport?
    Ero molto contenta. Ho goduto di ogni lotta e di ogni attimo che mi sono guadagnata da vivere. Essere nella storia è una soddisfazione personale unica.

    Sei ormai conosciuta da tutti come “la leonessa”, proprio per la tua voglia di non mollare mai. Ti piace questo soprannome?
    Diciamo che mi piace.

    Sei una veterana del circuito. Se dovessi dare un consiglio a un ragazzo, che si sta affacciando all’attività agonistica, cosa gli suggeriresti?
    Quali sono gli ingredienti che trasformano un buon tennista in un campione?
    Gli consiglierei innanzitutto di divertirsi. È uno sport molto interessante che include la crescita personale e sportiva.Per diventare campioni occorrono: disciplina, dedizione e determinazione.

    Quanto ha inciso a livello tennistico e umano l’esperienza di Laura Golarsa nella tua preparazione?
    Essendo stata una giocatrice di alto livello, la sua esperienza, le sue conoscenze e i suoi allenamenti mi hanno fatto credere in lei. Insieme a lei c’è un progetto che mi piacerebbe coronare con dei buoni risultati.

    Che cosa mangia Francesca Schiavone prima di un incontro?
    Carboidrati e proteine.

    Come prepara e come vive la vigilia delle grandi sfide?
    Con le mie tensioni e paure, ma anche con grandissima eccitazione.

    Hai sempre vissuto a Milano, ma la tua famiglia ha origini irpine. Che rapporto hai con la Campania? Vieni mai da queste parti?
    Non sono mai stata nel paese nativo di mio padre, ma ci andrò. Mi piace il loro modo di fare sempre molto solare.

    Molti parlano di una leonessa a fine carriera, vicina al declino. Che cosa rispondi? Credi di poter dare ancora per molti anni il tuo contributo al nostro tennis?
    Mi piace ancora questo sport e desidero raggiungere nuovi obiettivi.

    Hai un fantastico rapporto con Flavia Pennetta. Ci racconti un aneddoto? Un episodio spiritoso che vi lega?
    Ne ho tanti. In particolare nel 2012, prima delle Olimpiadi, abbiamo trascorso insieme due, tre giorni nella sua terra.

    Ti viene attribuita questa frase: “Per una donna il sesso prima di una gara non solo è ammesso, ma è fantastico! Alza gli ormoni e porta vantaggi da tutti i punti di vista”. Confermi?
    La confermo. Parlo a livello personale, ovviamente.

    Quanto è dura la vita di un tennista? Hai mai pensato di fuggire via dalle luci dei riflettori?
    Come tutti i lavori e gli sport devi trovare un grande equilibrio e delle persone che ti vogliono bene. Questo ti permette di vivere serenamente sia dentro che fuori dal campo.

    Ci dai il tuo giudizio su questo Wimbledon? È finita l’epoca di “re e regine”, e comincia quella delle giovani generazioni?
    È ancora l’epoca dei re e delle regine. Giustamente le giovani emergono e chiedono il loro spazio, come è naturale.

    Barbara Rossi, la tua prima maestra, diceva. “Da piccola bisognava fermarla”. La determinazione è, a nostro giudizio, la chiave del tuo successo. Sei d’accordo o ritieni che siano soprattutto altre le tue qualità?
    Sono d’accordo

    Che rapporto hai con il web? Hai un tuo sito? Lo curi personalmente? Lo utilizzi per un contatto più diretto con i tuoi tantissimi tifosi?
    Ho una pagina Facebook, Francesca Schiavone tennis player. Non sono malata di tecnologia, ma cerco di essere il più presente possibile.

    Dario Ricciardi

  • Intervista in esclusiva con Francesca Schiavone

    “Oggi sul quotidiano Metropolis uscirà una mia intervista esclusiva rilasciata da Francesca Schiavone. 

    CORRETE A LEGGERLA !
    Francesca-Schiavone

  • Renzi: il nuovo leader italiano

    Matteo Renzi - credit Infophoto (2)
    Finalmente lo abbiamo trovato! Ci abbiamo messo secoli, anni, ma alla fine ce l’abbiamo fatta! Oggi possiamo dire a gran voce che il nostro paese ha un nuovo, vero leader: Matteo Renzi, non è certo uno che le manda a dire o un ciarlatano che promette cose irrealizzabili. Ma un vero leader, un

    oratore, un ascoltatore, uno capace di calarsi nei reali e concreti problemi del nostro paese, analizzandoli dalle fondamenta e non lavandosene le mani. Renzi, nei suoi discorsi pregnanti ed affascinanti, dà sempre l’impressione di metterci la faccia, di mettersi in gioco, in discussione.

    Queste sono le persone che devono guidare il nostro paese, rappresentandolo nel mondo e non quelli che promettono le cosiddette “ mazzette”, ingenti somme di denaro illecito destinate a non si sa chi e a non si sa cosa, facendo ristagnare il paese in uno stato di totale ed assoluta arretratezza. Ci

    voleva una ventata di cambiamento radicale, che ci riportasse ad avere fiducia nel nostro paese e nelle nostre potenzialità. Perchè il nostro è un paese bellissimo, fatto di arte, cultura storia e non possiamo lasciarlo lì a marcire. Nel recente discorso che Renzi ha tenuto al parlamento europeo di Strasburgo ha detto:” L’Italia deve tornare a riacquistare la sua grande bellezza”. Gli altri politici ( Merkel in primis) sono avvisati: con un premier così l’Italia può tornare protagonista.

    Dario Ricciardi

    Post scriptum: Questo è il mio pensiero di giovane elettore con una sola partecipazione al voto. Ho trasmesso il mio entusiasmo e la mia passione,  sperando di non essere mai deluso. Per il bene di tutti.

  • Errani e Vinci trionfano a Wimbledon nel doppio

    Day Twelve: The Championships - Wimbledon 2014
    Sembra di giocare alla playstation, di vivere un sogno dal quale facciamo fatica a svegliarci, ma è la vera, entusiasmante realtà: Errani-Vinci, piccole grandi sorelle d’Italia, hanno scritto un altro capitolo nella storia del nostro tennis. Per la prima volta un italiano, anzi due italiane, vincono la finale di Wimbledon. Vincono insieme, nel doppio femminile. Le Cichis, è così che vengono soprannominate dal loro pubblico, hanno praticamente annientato la coppia Mladenovic- Babos, con un perentorio 6-1 6-3 in appena 56 minuti di gioco. La coppia franco-magiara (complice un po’ di tensione), non è mai pervenuta in partita, permettendo a turbowoman Sarita e Robi bum-bum di giocare il loro miglior tennis, non avvertendo minimamente la pressione di giocare sul Centre court, il primo palcoscenico del più nobile torneo al mondo. Diciamoci la verità: lo sapevamo che Sara e Roberta erano fortissime, ma non immaginavamo potessero arrivare così lontano, perché ritenevamo l’erba una superficie non adatta alle loro caratteristiche di gioco. Invece eccoci qua, felici di essere stati smentiti dall’ennesima grande lezione di tennis fatta dalle prof Sara Errani e Roberta Vinci: una corre e l’altra sfonda a rete. L’integrazione è perfetta, fanno sembrare facilissimo ciò che non lo è, trasformando l’incontro in un autentico monologo, trasportando per la prima volta il nostro doppio femminile nell’Olimpo del tennis. Stringiamoci fortissimo attorno alle nostre immense ragazze, facciamole sentire tutto il nostro calore, abbracciamole con tutta la nostra forza e con tutta l’emozione che abbiamo in corpo. Diciamo loro: GRAZIE, abbiamo vinto il mondiale del tennis. Abbiamo vinto Wimbledon!
    Dario Ricciardi

  • Amedeo Siotto: quando la musica diventa arte, fantasia e passione


    Amedeo Siotto: quando la musica diventa arte, fantasia e passione
    Quando la musica diventa arte, fantasia e passione. Succede spesso dalle nostre parti. Il talento, per fortuna, è una ricchezza diffusa. Produrre emozioni forti però resta privilegio di pochi.
    Doveva essere una semplice festa di compleanno tra amici, una festa privata, ma è bastata una presenza per trasformare la serata in un piccolo evento da ricordare. Il nome di Amedeo Siotto non è notissimo, per ora, ma il suo medley di musica italiana, napoletana, jazz e quanto di più vario ci possa essere, ha scatenato un entusiasmo contagioso. Agli ospiti di Sabina Aversa, grazie ad Amedeo, è sembrato di assistere ad un mini ´Festival di Sanremo´: tutti ballavano e cantavano a squarciagola, quasi partecipassero a un unico coro. La cosa che più impressiona di questo (per me) fantastico artista è l´eccezionale ´vis umoristica´ e l´incredibile coinvolgimento che riesce a generare. Il massimo si è toccato quando Amedeo si è lanciato in una più che magistrale interpretazione di “Mille giorni di te e di me”. Perfino Claudio Baglioni gli avrebbe detto grazie.
    DARIO RICCIARDI