Devo ammetterlo: non amo molto la lettura, anche se so che è una delle cose fondamentali della vita, ma questo libro è davvero parte di me, non solo perché è la biografia di una delle amiche più care che ho il privilegio di avere, ma perché le cose che racconta mi toccano davvero da vicino. Quando leggi di Irma ti immergi in un mondo parallelo che non sai cosa ti porterà a scoprire, ma sicuramente tocca le corde più profonde del tuo cuore. Perché Irma è così: una capace di farti vedere la vita per quello che è e non per come appare. Irma non si è mai arresa. Nonostante i suoi diciotto anni ha molto, moltissimo da insegnare a tutti noi. Vola, vola farfalla mia! Vola più in alto che puoi! Dici di me che sono un guerriero. Ti ringrazio. Se lo sono è in parte anche merito tuo e dell’esempio che mi dai ogni giorno. Domenica, quando finalmente ci vedremo ti stringerò fortissimo più forte che posso e penserò di volare, proprio come fai tu. Ti voglio bene amica mia. Con immenso affetto.
Dario
Se vi fa piacere comprate il libro.
Autore: Dario Ricciardi
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Domenica 9 Ottobre 2016, presso il bar ” Non solo caffè” di Torre Annunziata, alle ore 18:30 si terrà la presentazione di ” Cuore di pugile”, la nuovissima biografia della mia amica Irma Testa. In occasione di questo evento ho voluto dedicarle una lettera aperta.
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A testa alta in difesa dei nostri diritti
Il 29 settembre 2016 è stata pubblicata una mia lettera su la Repubblica, edizione Napoli, per protestare contro i tagli ai fondi per le cure ai diversamente abili, questo il testo:
La regione calpesta i diritti dei disabili
“La Repubblica italiana tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti“.
Così recita l’articolo 32 della Costituzione, ma pare che qualcuno alla Regione non lo sappia.
A pochi mesi dalla campagna elettorale in cui il presidente Vincenzo De Luca sbandierava tra le priorità lo sblocco dei fondi per i diversamente abili, mostrando grande sensibilità e solidarietà, ci ritroviamo, con delibera 85 della Regione, drasticamente falcidiati i trattamenti riabilitativi ai disabili, anziani e tutti gli altri aventi diritto.
È inaccettabile ed inammissibile quello che sta accadendo in Campania al settore della riabilitazione in questi mesi. Non possiamo arrenderci ad un domani che appare segnato: la riabilitazione è vita per centinaia di persone, un diritto sacrosanto che nessuno potrà mai negarci perché connesso alla tutela della salute e il miglioramento della qualità della vita.
Io, disabile al cento per cento, sono indignato. Dalle prescritte sei fisioterapie settimanali, mi sono ritrovato dall’oggi al domani ad averne solo due per “limiti di spesa”. E probabilmente devo ritenermi un “fortunato”, dal momento che a tanti altri è stata del tutto sospesa l’erogazione dei trattamenti. Che sarà della mia salute? e della salute di tutti i cittadini che hanno bisogno di trattamenti riabilitativi?
Ciò che fa più rabbia è che ancora una volta si decide di tagliare la spesa sui servizi essenziali colpendo i più deboli, coloro che hanno minor voce in capitolo e minore capacità di difesa.
Questa non è solo politica miope, non è solo arroganza, non è solo insensibilità, tutto questo è vigliaccheria. Sì, signori che siete stati preposti a governare la nostra regione, dalla mia sedia a rotelle cui sono condannato dalla nascita, io vi accuso.
Vi accuso di non tener conto del ben più caro che abbiamo: la nostra salute. Va da sè che, dopo gli esempi che finora ci avete fornito, anche questo mio grido scorrerà sulla vostra pelle come acqua perché soltanto chi vive in prima persona le quotidiane difficoltà proposte da una situazione di handicap può farlo suo.
Nessuno restituirà mai a me e a tutti quelli che vivono situazioni simili alla mia una condizione di normalità, ma, proprio per questa ragione, ci si aspetterebbe da parte di chi ci governa delle scelte che, invece di penalizzarci, ci aiutassero ad alleviare le difficoltà: città accessibili dove per legge si sia obbligati ad abbattere le barriere architettoniche, avviamento al lavoro in base alle capacità individuali e appunto terapie riabilitative adeguate.
Da chi si definisce amministratore, tra l’altro esperto nel settore sanitario, onestamente mi sarei aspettato qualcosa di più e di meglio.
L’augurio è che, se è vero che l’unione fa la forza, le associazioni, le famiglie e tutti i soggetti coinvolti facciano sentire forte la propria voce per suscitare una reazione a questo scippo di diritti che grida vendetta.
Pubblicato sulla versione cartacea di Repubblica, edizione Napoli, del 29/9/2016 ,pag 10
pubblicato nella versione online:
Scarica il PDF: la-repubblica-napoli-29-settembre-2016-10
La vittoria più grande è stata la risposta dopo poche ore del governatore della Campania, Vincenzo De Luca. Una comunicazione ufficiale rivolta ai direttori delle asl:
29/09/2016 – Comunicato n. 328 – Disabili, nessuna sospensione delle prestazioni
Il Presidente della Regione Vincenzo De Luca, facendo seguito alle iniziative intraprese per l’assistenza ai disabili, e alle riunioni con i vertici delle strutture sanitarie regionali avute nelle settimane scorse per superare le possibili conseguenze del decreto n.85 firmato dal Commissario alla Sanità, ha già inviato un ordine di servizio ai direttori generali delle Aziende Sanitarie Locali invitandoli “a porre tempestivamente in essere ogni utile azione al fine di scongiurare ipotesi di sospensione nell’erogazione delle prestazioni sanitarie ai disabili e di garantire il diritto alla salute di soggetti particolarmente deboli”.
come evidenziato da repubblica:
il governatore ha ribadito anche con un tweet dal suo canale ufficiale
Questa mattina ho inviato un ordine di servizio alle ASL per scongiurare la sospensione delle prestazioni sanitarie ai disabili.
— Vincenzo De Luca (@VincenzoDeLuca) 29 settembre 2016
La notizia ovviamente ha fatto il giro del web (ecco alcuni link:Napoli Today , Il velino, Cinque Righe – Avellino) ed è solo l’inizio. Diffondetelo, fate girare, fate sentire la vostra voce, difendete i vostri diritti.
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Si torna a scuola, la “Pascoli” celebra gli anni Sessanta
Finalmente si ricomincia: difficile, quasi impossibile che sia questo il sentimento più comune il primo giorno di scuola. Tre mesi fa, la conclusione era stata come una liberazione: dallo studio, dalla fatica, dalla routine. Dappertutto, ma non alla Scuola Media Pascoli di Torre Annunziata, una grande famiglia dove tutto è circondato da un alone di magia e dove tutti attendono con ansia spasmodica l’inizio del nuovo anno per gioire insieme e per assistere ad uno spettacolo che è sempre un tripudio di colori. Il tripudio di colori, è proprio questa la caratteristica peculiare del battesimo dell’anno della Scuola Pascoli, una festa imperdibile che ogni anno ha un tema, un’epoca differente da rievocare. Soprattutto è un’occasione da non mancare. Quest’anno la macchina del tempo è tornata indietro fino agli anni sessanta: gli allievi, guidati da un’instancabile ed eclettica condottiera, la Dirigente Scolastica Daniela Flauto, hanno ripercorso quegli anni lontani ormai mezzo secolo, ridando vita a tutte le innovazioni che nei vari campi caratterizzarono il periodo: dalla macchina per scrivere che in quegli anni celebrava la sua diffusione più estesa, al telefono in bachelite, alla democratica Polaroid, alla inflazionata lira, ai fantastici cartoni animati della Disney. Con una favolosa colonna sonora: da “Love me do” degli immortali Beatles a Fiorella Mannoia che rivelava “Quello che le donne non dicono”, due brani restituiti al presente nella reinterpretazione originale del coro. Tutto curato in ogni minimo dettaglio: le ragazze erano vestite con gonna lunga, ciascuna di un colore diverso e con un fiocco grazioso intonato al vestito. I ragazzi indossavano un cappellone nero e una mantellina nera. Una compagnia di dilettanti mai tanto professionale: ognuno è perfettamente calato nella parte, sa qual è il suo compito, rispetta tempi e turni di parola, un’orchestra che funziona a menadito. La perfetta metafora di una scuola dove c’è sempre qualcosa di nuovo da scoprire. Lunga vita alla Pascoli e buon anno a tutti.
Dario Ricciardi
( Fonte http://TorreSette.it)
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Setterosa in finale! Tutto vero!
Grinta, forza, coraggio e tanto cuore. Questa è l’Italia che ci piace, questa è l’Italia che vogliamo vedere! Quella che ci esalta, quella che ci fortifica la mente e lo spirito e che ci fa essere fieri di essere italiani. Manca ancora una tappa, la più importante, quella che fa la differenza tra un sogno e un grande sogno. Solo dopo la finale, la cavalcata della nazionale femminile di pallanuoto sarà davvero trionfale. Ma ha già un sapore diverso, speciale, unico. Nella piscina olimpica le ragazze hanno mostrato al mondo che cosa è una squadra: la coesione, la compattezza, l’aiuto reciproco rendono la nostra nazionale una corazzata finora insormontabile e invalicabile. È successo ancora, dopo l’inizio un po’ impacciato. Troppo forte la pressione per una semifinale olimpica, ma è bastata una prodezza come quella di Arianna Garibotti (un pallonetto dall’angolazione imprendibile e imprevedibile) per dare la scossa necessaria. Da quel momento la trasformazione è stata addirittura fisica: ll loro volto da impaurito è diventato più cattivo, gli occhi roventi, vogliosi di vittoria. Occorrono indizi sicuri per capire: per esempio, Tania Di Mario, il capitano, la giocatrice più esperta, ha cominciato a urlare e quando Tania urla, significa che qualcosa è mutato. Non si è leader per caso. E poi, a 37 anni capisci che stavolta è davvero l’ultima occasione, dopo verrà il tempo in cui le grandi imprese si raccontano. Prima, però, occorre realizzarle le imprese. E allora.. Eccole! Eccole le nostre ragazze galleggiare leggere nel bel mezzo di un incantesimo nel quale cullarsi e non svegliarsi almeno fino a venerdì, quando l’orologio segnerà le venti e trenta, l’ora della finale, l’ora dell’appuntamento con la storia. E, per una volta, non chiamiamola favola: è tutto straordinariamente vero.
Dario Ricciardi
( Da Metropolis quotidiano)
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Per noi la medaglia al collo Irma ce l’ha comunque
Quei pugni li abbiamo ancora impressi addosso, negli occhi, nel cuore, nella mente. E fanno male, tanto male. Ieri sul ring non c’era solo Irma Testa, ma tutti noi, torresi e non solo. Il teleschermo si è magicamente trasformato in un ring sul quale scaricare tutta l’adrenalina, mista a rabbia e tantissima tensione. Ogni volta che Irma incassava un colpo, lo incassavamo anche noi, ogni volta che ne piazzava uno, c’erano dentro i nostri muscoli. Abbiamo sudato e sognato tutti insieme, idealmente abbracciati, uniti nel suo nome, uniti in un solo grido: “ Vai farfalla! Vola e facci volare” Forse neppure per il calcio ci siamo emozionati così, perché Irma la conosciamo bene, anzi benissimo e le vogliamo tanto bene. È un po’ come se fosse la sorella di tutti noi. Quelle lacrime, simbolo di un incantesimo infranto, un sogno svanito troppo in fretta, sono arrivate dritte al cuore. Avremmo voluto essere lì, per stringerla al nostro petto ed avvolgerla in un abbraccio senza fine ma dovremo accontentarci di un messaggio. Non è la stessa cosa, ma va bene ugualmente . Qualsiasi strada è buona per farle sentire l’affetto, la vicinanza. Poco importa la sentenza spietata del ring: 4-0 per la campionessa del mondo, la francese Mossely, 24 anni e molta più esperienza nel suo bagaglio. Per noi la medaglia al collo Irma ce l’ha comunque, perche’ vederla sul ring olimpico è stata la vittoria più grande. Per ora, ma la storia ricomincia: noi saremo con lei sul prossimo ring. L’obiettivo è già fissato, abbiamo quattro anni di tempo per raggiungerlo. Assolutamente vietato arrendersi.
Dario Ricciardi( Da http://TorreSette.it) -
Ecco il comunicato ufficiale: Gonzalo Higuain è un nuovo calciatore della Juventus Fonte: Juventus.com
Ecco il comunicato ufficiale: Gonzalo Higuain è un nuovo calciatore della Juventus Fonte: Juventus.com
http://www.juventus.com/it/news/news/2016/gonzalo-higuain—bianconero.php Fonte: Juventus.com
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Capri Blu: un piacere tutto da scoprire
Ci sono luoghi incantevoli, nei quali chiudi gli occhi e ti sembra che improvvisamente il tempo si sia fermato. Può apparire assurdo e paradossale se si parla di una pizzeria, ma non nel caso della pizzeria “ Capri Blu”, situata nel cuore del lungomare stabiese, in via De Gasperi sette. All’ingresso si ha un bel colpo d’occhio: in una sala dove il bianco e l’azzurro la fanno da padroni, tutto è curato nel minimo dettaglio, le pareti sono tappezzate di fotografie di Capri (ovviamente i Faraglioni dominano la scena), quasi ad invogliare i clienti ad andarli a visitare; al centro si è tentato di ricostruire (con grande fantasia) la famosissima piazzetta caprese e un simpatico balconcino, con tanto di panni stesi, spunta su una parete. Il proprietario, Francesco Matrone, robustello, alto e discretamente barbuto, accoglie i clienti con un entusiasmo travolgente e coinvolgente, mettendoli immediatamente a proprio agio. Ma è quando ci si accomoda a tavola che si vive un viaggio senza precedenti, un’esperienza mistica, ai limiti dell’elegiaco. Tutto nasce delle mani fatate di Salvatore Iermano, da tutti soprannominato “ Il Maestro”, in segno di assoluto rispetto e riverenza. È lui la vera anima di quel posto, la testa pensante, la regia, il cervello. Spesso ho sentito dire che fare la pizza è un’arte, lui incarna pienamente questo concetto. La sua creatura la plasma a propria immagine e somiglianza, la coccola, la monta e la smonta, proprio come un sarto alla ricerca della migliore confezione possibile. È un perfezionista: non si accontenta di prodotti qualsiasi, ma è sempre alla ricerca del particolare, di quel dettaglio, anche sottilissimo, che sia però in grado di fare tutta la differenza. Freschezza e qualità sono dogmi dai quali è impossibile sfuggire. In particolare c’è una pizza che ha subito catturato la mia attenzione e mandato letteralmente in estasi il mio palato: l’ho battezzata “Viaggio nei sapori”. Mangiarla provoca quasi un senso di dispiacere perché si ha l’impressione di deturpare un’opera d’arte. Ha la forma di una stella a quattro punte ed ogni spicchio della stella è ripieno in maniera diversa, perfino i cornicioni hanno il loro ripieno. È una festa di colori e di sapori, a cui anche il più acuto dei critici gastronomici prenderebbe parte applaudendo. Ma la festa di Capri Blu, non finisce solo con la pizza, l’anema e core è aperta fino a tarda sera. A suonare la prossima canzone non è Guido Lembo, ma lo scricchiolio della frittatina di bucatini e del crocchettone di patate, ai quali si aggiunge una più che meritevole pizza fritta, la montanara per intenderci, preparata con sugo di pomodoro fresco e guarnita con quel pizzico di basilico e scagliette di parmigiano che le conferiscono un gusto unico. Benvenuti da Capri Blu: un piacere tutto da scoprire e da gustare.
Dario Ricciardi
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Vi aspetto venerdì 1 Luglio alle ore 21:00 all’Oplonti Sport Award! Non mancate!
Sarà un gala di Sport e non solo quello che andrà in scena venerdì 1 Luglio allo Sport Club Oplonti di Torre Del Greco ( NA). Una manifestazione nella quale verranno premiati i migliori otto talenti sportivi di Torre Annunziata, nominati da una giuria specialistica CONI, che al termine eleggerà un solo vincitore. L’evento organizzato magistralmente dall’ortopedico Roberto Cirillo e da Biagio Zurlo, leggenda pugilistica italiana, mira ad esaltare e riqualificare lo sport torrese. Gli ospiti? Sarà una serata tutta da scoprire e da vivere con noi! Presenteranno la serata la bellissima Cinzia Profita e Vincenzo Mele, con la partecipazione di Dario Ricciardi. Non ci resta che attendere: lo spettacolo sta per cominciare!
