Autore: Dario Ricciardi

  • Fognini domina per un’ora, poi s’inchina a Nadal

    Palo, palo palo, palo. Niente da fare la palla non entra. Potremmo descriverla con una metafora calcistica la partita di Fabio Fognini, che al “ China Open”, prestigioso torneo in corso sul cemento

    cinese stava per estromettere il n. 2 al mondo Rafa Nadal, ancora imbattuto quest’anno. Fabio, a giocato un tennis perfetto per tutto l’incontro portandosi in vantaggio 6-2 4-1 e, facendo girare il mancino di Maiorca, lungo tutto il campo sfoderando un drittone fantastico, sia per esecuzione, che per precisione a tratti sembrava lui il “Rafa” della situazione. Ma lo spagnolo lo conosciamo non muore mai, ed è capace di ribaltare incontri complicatissimi e sotto 4-1 nel secondo set (che poteva essere un 5-0 se nel quarto game Rafa non avesse annullato due palle break), da qui lo spagnolo non ha sbagliato una palla, concedendo un solo game al talento di Arma di Taggia, infilando una striscia di cinque giochi consecutivi, mandando in archivio il set. Nel terzo Fabio, accusa un crollo vertiginoso lasciando via libera a Nadal per la conquista dell’incontro. Il rammarico per l’impresa ad un passo resta, ma questa sconfitta deve essere un monito per tutto il tennis maschile italiano: il vento del cambiamento ha iniziato a soffiare..
  • Articolo su Metropolis

    Oggi, 5 ottobre, sul quotidiano Metropolis uscirà un articolo su Fabio Fognini sconfitto a Pechino da Rafael Nadal a firma mia correte a comprarlo !

  • Carissimi lettori, consentitemi un piccolo omaggio ad una scuola dove ho lasciato un pezzo di cuore.

    Ci sono emozioni uniche, che fanno accapponare la pelle e venire anche un po’ di nostalgia. Questo è ciò che ho provato varcando la soglia della mia ex scuola media Giovanni Pascoli, dove ho lasciato un pezzo di cuore e ricordi indelebili. Quanto è stato bello rivedere tutti i docenti, da Adele Galbiati, che per me è e resterà per sempre un esempio per l’affetto materno che mi ha dimostrato durante tutto il triennio, a Giovanna Cirillo , Elettra Possumato e via discorrendo. Prof, siete stati meravigliosi, mi avete fatto rivivere delle emozioni stupende, se non vi avessi avuto non sarei
    ma diventato un aspirante giornalista. Siete i migliori e lo sarete per sempre! Un ringraziamento speciale lo voglio dedicare alla preside Daniela Flauto, che non finisce mai di sorprendermi e a
    mia nonna Licia De Bonis ( la compagna di una vita), per la quale ogni aggettivo è riduttivo, che
    insieme all’ex preside Claudio Salzano ed alla eccezionale professoressa Adriana Orefice, ora in pensione, mi hanno permesso di far parte di questa splendida famiglia chiamata Pascoli. A tutti il più sentito grazie di cuore.
    Dario Ricciardi          
  • US Open: l’abdicazione di " re" Roger

    Il mio pensiero lo dichiaro subito senza se e senza ma: il tennis è lo sport più bello al mondo, per le emozioni che riesce a suscitare, per i verdetti inconfutabili che riesce ad emettere. Al termine di questi Us Open, abbiamo avuto dimostrazioni forti e chiare sulle nuove gerarchie tennistiche, che si verranno a delineare nei prossimi anni. Quella che fa più clamore, è l’abdicazione di “ re” Roger Federer, sceso al settimo posto in classifica mondiale ( mai successo in tutta la sua carriera) e la conferma da parte di Rafa Nadal, di trovarsi benissimo anche sul cemento, superficie che a detta di molti non si adattava bene al suo gioco, dopo la partita di ieri verrebbe da dire: “ Menomale!” In campo femminile abbiamo avuto conferme, certezze e anche qualche sorpresa ( per noi positivissima), come la ritrovata condizione di Flavia Pennetta, che a “ casa sua”, fa sempre meglio. La certezza ha un solo nome e incontrastato Serena Williams, è lei la regina del tennis mondiale, in questo momento nessuno può toglierle la corona. L’unica capace di farlo in questo momento, è senza dubbio Viktoria Azarenka, la bielorussa ha da sempre fatto capire di avere un talento indiscusso, negli ultimi anni definitivamente esploso e destinato ad ampliarsi sempre più. Basta pensare che in classifica mondiale, sta tenendo testa a giocatrici del calibro della plurititolata Maria
    Sharapova e dando filo da torcere a Serena Williams ( basta vedere l’esultanza soffertissima, con cui
    ha conquistato l’ennesima finale.
    Tempi che cambiano, leggende che salutano per far spazio ad altre, leggende che non morranno mai. Questo è lo sport, questo è il tennis.
    Dario Ricciardi

    twitter @ dario ricciardi
  • Flavia Pennetta sogna a stelle e strisce: oggi semifinale a New York

    Ci sono sport capaci di emozionare, di rigenerare atleti, che sembrano ormai sull’orlo del ritiro o del baratro. Ciò accade soprattutto con sport come il tennis, che ancora una volta ci regala una storia emozionante, sia da scrivere, che da raccontare. È la storia di Flavia Pennetta, che ad un anno dall’operazione al polso destro, che l’ha allontanata per 6 mesi dai campi da gioco, torna lì, sul cemento americano, che in senso metaforico, potremmo definire “ casa sua”, visto che proprio

    qui, ha centrato 4 quarti di finale nello stesso torneo, diventando la prima italiana a riuscirci. Non è un caso che proprio oltre oceano, sia stata la prima azzurra a toccare quota 10 in classifica mondiale e a raggiungere la sua prima semifinale in uno slam. La cosa che più impressiona di Flavia, è che quando è a New York, sembra più rilassata, si percepisce dalla sicurezza con cui lascia
    andare i colpi e sente la palla, quasi non se ne importasse di chi è dall’altra parte della rete. Chissà
    se all’inizio del torneo, non abbia ripensato a quel memorabile ottavo di finale contro Vera Zvonareva del 2009, in cui salvò 6 match point e divenne numero 10 al mondo. Non sembra vero
    rivederla a 31 anni nel tennis che conta, con l’entusiasmo della prima volta. Adesso, ci sarà Viktoria Azarenka, n. 2 al mondo contro 83. Dai Flavia! Provaci! I sogni non hanno età. 
  • Flavia Pennetta: 31 anni, un infortunio e più fame di prima

    Ci  eravamo illusi che potesse terminare in un altro modo ma non è stato cosi. Il sogno di  Flavia Pennetta, agli Us Open 2013, si spegne sul  più bello in semifinale ( la prima in uno slam), con Viktoria Azarenka, n. 2 al mondo  contro 83. Flavia parte subito con la marcia ingranata, correndo variando il suo gioco e cercando d’imporlo.  Le riesce bene nei primi game, quasi annullando il divario tecnico- tattico esistente tra le due. Ma Vika, non ci sta a subire il gioco di Flavia e dopo un piccolo passaggio a vuoto, dovuto allo smarrimento della prima di servizio, la bombardiera bielorussa riprende a martellare, sferrando missili imprendibili ed imprevedibili, facendo correre la Pennetta lungo  tutto il campo. Ma la tennista di brindisi non molla, continuando ( pur stanca), a colpire tutto e a rispedire tutto al mittente. L’incontro va avanti a forza di break e controbreak, trasformandosi in una lotta di nervi. Ad un certo punto del primo set, l’azzurra accusa un po’  troppa tensione, sentendo la pressione della posta in palio e di tutto L’arthur Ashe Stadium ( il più grande stadio tennistico al mondo), che le intona un “ forza Flavia” e lascia campo libero a Vika, per la  conquista di entrambi i set. Ma questa sconfitta dev’essere motivo d’orgoglio per lo sport italiano, perchè vedere un atleta  di 31 anni, che dopo un’operazione al polso destro torna in attività, con la stessa fame di vittorie se non di più è la dimostrazione che rinascere si può anche a trentuno anni.
     

  • Sky: dieci anni di gloria

    Buon compleanno, SKY: dieci anni di gioie, passioni, dolori, lacrime, per ogni traguardo, medaglia, evento o notizia appena giunta. Sono dieci anni nei quali il marchio Sky si è affermato ed imposto come una garanzia senza scadenza, sempre disponibile ad offrirci tutto ciò di cui abbiamo
    bisogno. Sono tanti i momenti da ricordare e le fotografie da scattare,: dal famoso “ Andiamo a Berlino”, che ha reso celebre Fabio Caressa ai Mondiali del 2006, alla definizione di “ mostro”, urlata da Riccardo Trevisani per un goal di Cavani.. Questo è il modo più bello, emozionante e trasparente di raccontare lo sport, e non solo, di Sky. Un marchio così , non può che avere un’ evoluzione continua. Quando quest’emittente televisiva nacque, c’era un unico notiziario sportivo, che andava in onda solo alle 18:00, chiamato Sport Time. Attualmente questo notiziario, è stato
    soppiantato da uno che va in onda 24 ore su 24 denominato SKY SPORT 24 HD, diventato famoso oltre che come tg sportivo con le ultime notizie sempre aggiornate in diretta, ma anche come il primo telegiornale italiano in HD. Questo modo di vedere la televisione, ha segnato una netta frattura con i tempi precedenti, proponendo al telespettatore un immagine più dettagliata. Ma l’evoluzione di Sky, non è solo sportiva, ma abbraccia tutti i campi e tutte le età. Per gli amanti del cinema, c’è Sky on demand, un servizio che mette a disposizione un’intera videoteca, con migliaia di film consultabili sempre. Per i più piccoli c’è Disney channel, un canale dedicato a cartoni e quant’altro. Per l’attualità e le notizie dall’estero c’è SKY TG 24, una vera e propria finestra sul mondo 24 ore su 24, sempre aggiornata in tempo reale. E per una visione d’altro mondo c’è Sky 3D, un servizio realizzato in collaborazione con Samsung, che consente ai telespettatori di diventare i protagonisti dell’evento. 10 anni sempre da protagonista. Questo è Sky.
    Dario Ricciardi

  • Basta poco meno di due set ad Andrea Seppi per sbarazzarsi di Mauer al torneo di Umago

    È bello, appassionante, sfibrante, eccitante. È il momento del tennis italiano, che con la doppietta in 8 giorni di Fabio Fognini e la semifinale a Bastad di Flavia Pennetta, sta vivendo davvero il suo periodo d’oro. L’ultimo diamante a splendere in ordine temporale, è quello di Andreas Seppi, che al torneo di Umago ( Croazia, in corso su campi in terra battuta), annienta il n. 96 al mondo Andreas Haider Maurer, con un netto 6-1 4-0 ( rit). Seppi, parte subito forte e ben centrato, sente bene la palla ed ogni volta che l’avversario tenta di prendere l’iniziativa, lo ricaccia indietro, come un cane
    rognoso, che ringhia quando il ladro gli si avvicina. L’altoatesino, è lucido fresco fa sempre la scelta
    gusta, cerca e trova qualche riga ed ha le idee chiarissime, mentre Haider Maurer, è in totale confusione. La classifica parla chiaro: il divario tecnico-tattico, è troppo evidente, tanto che l’austriaco., tenta ripetutamente di spaccare la racchetta, vola il grip, ma la racchetta no. Seppi, approfitta del momento ed imperterrito continua a giocare, incamerando il primo set per 6-1 Nel secondo, si ha il presentimento che qualcosa nell’austriaco non funziona, si tocca la schiena e va a rete per la stretta di mano. Gioco partita\incontro Seppi, e il meglio deve ancora venire…

    Dario Ricciardi